JUNIOR. Le dichiarazioni dei protagonisti


ROTTERDAM, 28 agosto 2016 -

SINGOLO FEMMINILE
Clara Guerra (SC Pro Monopoli): “Sono partita sapendo di poter vincere, non ero sicura che ce l’avrei fatta ma sapevo di avere le carte per potermi giocare in finale questo titolo mondiale. E’ una mia rivincita personale sugli anni addietro, vincere i Mondiali sul singolo era il sogno di una vita, e quando in batteria ho realizzato il record del Mondo ho capito che avrei potuto realizzarlo. E’ stato bellissimo, indescrivibile. Sono stata concentrata dal via ogni singolo colpo, ma ammetto che gli ultimi 500 metri li ho percorsi con il sorriso e me li sono goduti come mai mi era capitato finora in una gara. Questa medaglia è per mio papà e la mia famiglia in generale che mi ha sempre appoggiato, per la Pro Monopoli e per il mio allenatore Daniele Barone, senza il quale non sarei mai arrivata fino a qui”.

OTTO FEMMINILE
Giorgia Pelacchi (SC Lario, capovoga): “Per tutte noi questa medaglia è un sogno divenuto realtà, realizzato con grande grinta dopo un mese e più di durissimo lavoro, al termine del quale probabilmente nemmeno pensavamo di poter salire sul podio. Questo risultato è merito di tutte noi, che qui ci abbiamo sempre creduto. Lo dedico alla mia famiglia e alla mia società, la SC Lario”.
Beatrice Millo (CC Saturnia, secondo carrello): “Assieme alla timoniera, sono l’unica reduce dell’ammiraglia che lo scorso anno a Rio salì sul podio, e questo mi rende felice, sono contenta di essermi confermata a questi livelli. E’ una medaglia figlia del nostro grande entusiasmo, e dopo averla conquistata il mio primo pensiero è per mia mamma, per mio fratello Leo, per il CC Saturnia e il mio allenatore Spartaco Barbo. E per Tullio. Lui sa chi è…”.
Letizia Tontodonati (CUS Torino, terzo carrello): “E’ stata in assoluto la gara più difficile che abbia mai disputato in tutta la mia vita, e sono contenta del finale che siamo riuscite a scrivere perché nonostante le molte difficoltà date da questo campo di regata oggi, abbiamo realizzato quello che fino a pochi giorni fa era un sogno che non credevamo mai di poter toccare con mano mettendocelo al collo sotto forma di medaglia”.
Claudia Cabula (SC Moltrasio, quarto carrello): “Una gara semplicemente fantastica, dall’inizio alla fine, siamo state vogliose di dimostrare il nostro valore. Non ci credevamo noi per prime, e probabilmente tanti altri avevano la medesima sensazione, che saremmo riuscite in questa impresa. Insieme però siamo riuscite a dimostrare a noi stesse in primis che potevamo farcela”.
Alice Rossi (AC Flora, quinto carrello): “Non siamo uscite molto bene dalla partenza, probabilmente abbiamo pagato un po’ il vento, ma questo non è bastato a scoraggiarci, tant’è che sul passo eravamo lì a giocarci le medaglie, siamo state brave nella parte centrale di gara a restare nel gruppo. In chiusura poi non riuscivo a capire se cercavamo di rientrare su Repubblica Ceca e Stati Uniti o se stavamo scappando dalla Bielorussia, che era al nostro inseguimento. Da qualunque parte la si voglia guardare comunque, ciò che conta è che abbiamo una medaglia attorno al collo, quando il maxischermo ha mostrato il risultato ufficiale, terze con soli sette centesimi sulle bielorusse, è stata una liberazione”.
Khadija Alajdi El Idrissi (CUS Torino, sesto carrello): “E’ stata un’esperienza fantastica, siamo partite senza aspettative, con il solo Valter Bagliano e il resto dello staff tecnico a credere in noi. Dopo la disputa della batteria, ha iniziato a materializzarsi la possibilità di conquistare una medaglia, che alla fine è arrivata. Ringrazio i miei allenatori Mauro Tontodonati e David Nestola, e tutto il CUS Torino che mi ha sempre sostenuta. Grazie poi ai miei genitori, mi hanno lasciata libera di inseguire il mio sogno e a loro dedico questo bronzo”.
Greta Martinelli (SC Tremezzina, settimo carrello): “Questa bellissima medaglia è per i miei genitori, per gli allenatori e i miei amici della SC Tremezzina, oltre che per gli allenatori che ci hanno seguito in Nazionale. Grazie a loro, perché ci hanno incoraggiate fino alla fine aiutandoci a raggiungere questo risultato. Una medaglia che, confesso, non pensavamo di poter vincere, è stato solo dopo la batteria che abbiamo iniziato a pensare a un qualcosa di così bello come ciò che è accaduto oggi”.
Linda De Filippis (AC Monate, ottavo carrello): “Le onde hanno reso questa finale molto difficile, in particolare per me e Greta che essendo a prua avevamo il compito di mantenere l’equilibrio dell’imbarcazione. Il momento più bello è stato quando la schermata del tabellone, qualche interminabile secondo dopo aver tagliato il traguardo, ha mostrato il risultato ufficiale confermando la nostra terza posizione. E’ stato emozionante e mi sento di condividere queste sensazioni con la mia famiglia, i miei nipoti, il mio amico Diego, l’AC Monate e naturalmente con le mie compagne d’avventura qui a Rotterdam”.
Camilla Mariani (SC Lario, timoniera): “Sono soddisfatta, è stato un mese molto duro, stressante, in cui però la nostra unione è cresciuta molto, aiutandoci a migliorare allenamento dopo allenamento. Nessuno ci credeva all’inizio, e invece siamo arrivate terze al termine di una gara difficile, dove ho faticato non poco, a causa del vento e delle onde, a mantenere la direzione della barca. Questa è la medaglia del nostro tecnico di riferimento Valter Bagliano, è dedicata a lui oltre che a mia sorella e alle mie compagne di barca”.

DOPPIO MASCHILE
Marcello Caldonazzo (SC Baldesio, capovoga): “Volevamo partire forte e prendere subito una delle prime tre posizioni, perché visto il vento a favore immaginavamo che la gara sarebbe stata molto veloce e quindi era importante prendere subito vantaggio sugli altri. Le condizioni favorevoli al momento della nostra gara potevamo sfruttarle meglio, e invece non siamo riusciti ad approfittare delle onde che è stata l’unica cosa che mi lascia un pizzico di amaro in bocca perché se le avessimo sfruttate meglio, forse potevamo ottenere qualcosa in più. Questo nulla toglie alla nostra grande soddisfazione per questa medaglia, che è per i miei compagni alla Baldesio, che non hanno mai smesso di incitarmi in queste settimane anche mentre erano in vacanza, per i tecnici che ci hanno seguito a casa ovvero Luca a Cremona e Nicola e Federico a Pisa, e poi per Antonio Colamonici e Agostino Abbagnale, il nostro tecnico di riferimento”.
Emanuele Giarri (SC Arno, secondo carrello): “Le condizioni del campo di gara erano particolari, il vento poteva creare fastidio ma non ci ha impedito a restare nel gruppo, ovvero fare ciò che speravamo. Ci eravamo detti che l’equipaggio di riferimento da controllare era la Nuova Zelanda e che quindi la cosa più importante era mantenere il contatto con loro per poi giocarsi tutti dopo la metà gara. E’ stato ai 1300 metri che abbiamo iniziato ad incrementare consolidando il secondo posto, a un certo punto pensavo che avremmo potuto riagguantare anche la Germania e conquistare l’argento, ma poi la loro maggior potenza fisica nelle ultime decine di metri ha permesso loro di restare secondi. E’ una grande medaglia, la dedico alla SC Arno e ha chi ci ha accompagnato in questo lungo percorso, iniziato per me e Marcello già lo scorso anno con la doppia vittoria alla Coupe de la Jeunesse”.

DOPPIO FEMMINILE
Giovanna Schettino (CC Aniene, capovoga): “E’ stata una finale molto accesa, siamo quasi sempre state tutte insieme, il gruppo era compatto ed era molto difficile staccarsi. Abbiamo lottato, in un campo di gara che aveva condizioni proibitive abbiamo fatto il possibile per non scomporci riuscendo in un’impresa che oggi non era facile. Questo risultato è il coronamento di tutto il grande lavoro fatto in raduno, ci siamo allenate molto e abbiamo dato il massimo per ottenere questa medaglia. La dedico al CC Aniene e al suo gruppo di allenatori, Gaetano Iannuzzi soprattutto, che era qui al seguito della squadra Under 23 e che per me è stato molto prezioso in questi giorni”.
Nicoletta Bartalesi (SC Varese): “Gara tanto bella quanto difficile, posso dire di essere soddisfatta della finale disputata e del risultato raggiunto. Una medaglia cercata, nella quale io e Giovanna non abbiamo mai smesso di credere e che alla fine è arrivata meritatamente, ripagandoci dei tanti sforzi espressi in raduno a Piediluco”.

DUE SENZA FEMMINILE
Aisha Rocek (SC Lario, capovoga): “Non siamo partite forte, ma il passo della parte centrale di gara ha fatto sì che guadagnassimo margine sulle dirette concorrenti a questo titolo iridato, Stati Uniti su tutte, che nelle qualifiche aveva fatto pure il record del Mondo. In finale invece ci siamo prese tutto noi, titolo mondiale e nuovo primato, sono felicissima per quest’annata eccezionale”.
Caterina Di Fonzo (SC Lario, secondo carrello): “Dopo essere entrata in finale con il terzo tempo, tutto pensavo meno che sarei riuscita a laurearmi campionessa mondiale. Aver visto poi le americane fare il record del Mondo non voglio dire che mi aveva scoraggiato, però sicuramente non mi aveva fatto credere che avremmo potuto batterle in finale, come invece poi abbiamo fatto. Oltre a loro siamo riuscite anche a battere la tensione, gareggiare il mercoledì e poi tornare in acqua solo la domenica è un qualcosa che ti fa consumare molte energie mentali, eravamo ansiose, ma abbiamo sconfitto tutto e tutti e regalato all’Italia, e alla nostra SC Lario, questo titolo”.

QUATTRO CON MASCHILE
Andrea Benetti (Marina Militare, capovoga): “Siamo partiti avanti e abbiamo mantenuto sul passo, ma è stato sicuramente in partenza che abbiamo messo in cassaforte già mezza medaglia. Sapevamo che la Germania sul passo avrebbe potuto farsi sotto e infatti ci hanno provato, ma noi non gli abbiamo lasciato recuperare nemmeno un metro. Essere campioni mondiali è una sensazione maestosa, dedico l’oro alla Marina Militare, la mia società”.
Antonio Cascone (CN Stabia, secondo carrello): “Prima del via Antonio Colamonici ci ha fatto un discorso che ci ha dato molta motivazione, e siamo scesi in acqua carichi e consapevoli di essere in questa finale uno degli equipaggi più forti e che poteva ambire alla medaglia più preziosa. In partenza ci siamo scatenati e abbiamo guadagnato subito un vantaggio consistente, poi siamo stati protagonisti di una cavalcata trionfale resa ancor più gustosa dal fatto che queste condizioni non erano il meglio per noi mentre invece siamo stati bravi a restare composti. Ringrazio la mia famiglia, mia mamma su tutti e poi mio papà, che è anche il mio allenatore. Lui (Gioacchino, due volte vicecampione mondiale in due con negli anni ’90 e quarto a Sydney 2000 sull’otto) un Mondiale non lo ha mai vinto e credo che ora sia orgoglioso di me. E poi la dedico a mio fratello, gli voglio molto bene ed è una colonna portante della mia vita”.
Andrea Panizza (SC Elpis, terzo carrello): “E’ stata una bellissima gara, siamo partiti subito davanti ed era quello che volevamo fare perché sapevamo che probabilmente gli altri erano più forti di noi sul passo. Negli ultimi 500 metri, nonostante il vantaggio maturato abbiamo chiuso comunque per scongiurare il rischio che la Germania potesse rientrare, e non sono riusciti a riprenderci nemmeno un metro perché siamo andati alla stessa velocità. Siamo stati grandi”.
Lapo Londi (SC Limite, quarto carrello): “Avevamo una tattica di gara ben precisa, ovvero partire forte, guadagnare quanto più possibile in partenza e poi tirare una riga che nessuno avrebbe più valicato. E’ andata proprio come volevamo, perché nessuno ci ha mai impensierito. Non era una finale facile, con un campo di gara così ondoso, ma noi siamo stati perfetti nel prendere la barca in agilità e nel non perdere nessun colpo, arrivando a questo magnifico titolo mondiale”.
Francesco Tassia (CRV Italia, timoniere): “L’idea era quella di lasciare subito alle nostre spalle i tedeschi, e da lì cercare il miglior passo possibile per tenerli dietro, consapevoli che loro sul passo avrebbero potuto farci male. L’abbiamo realizzata secondo quanto previsto prima del via e abbiamo conquistato un oro che va alla mia famiglia e al CRV Italia”.

QUATTRO SENZA JUNIOR FEMMINILE
Lara Maule (Fiamme Gialle, capovoga): “E’ stata una gara bellissima ed emozionante, siamo riuscite a mettere pressione e paura alla Germania fino alla fine, credo che a un certo punto abbiano avuto proprio paura di essere recuperata. Sono felicissima di questo argento, è stata la gara più bella che abbia mai fatto e dedico la medaglia alla mia squadra, le Fiamme Gialle, e ai miei allenatori Franco Cattaneo, Rocco Pecoraro e Nicola Moriconi”.
Ludovica Braglia (SC Moltrasio, secondo carrello): “Una sensazione difficile da descrivere, è stata una gara combattuta e dove abbiamo offerto, oltre che a una grande prestazione fisica, anche una prova di testa. Eravamo sul punto di recuperare la Germania, ed è stato l’atteggiamento giusto a permetterci di fare una gara del genere. Arrivare a un soffio da una potenza come la Germania è una forte emozione”.
Benedetta Faravelli (SC Esperia, terzo carrello): “Non ho mai fatto una gara simile, la dedico al mio equipaggio, non posso che ringraziare queste ragazze che mi hanno fatto disputare una finale che non pensavo potesse concludersi con tante emozioni. In questi giorni di lutto per noi italiani, un pensiero va ai terremotati, questo risultato è anche per loro”.
Laura Meriano (SC Garda Salò, quarto carrello): “Siamo partite bene, subito a ridosso della Germania, e siamo state brave a non lasciare che la barca si scomponesse viste le condizioni del bacino. Verso la fine abbiamo riavvicinato la Germania, ho creduto di poterla recuperare ma obiettivamente le tedesche erano più forti di noi, quindi siamo più che soddisfatte per questo risultato, che personalmente dedico alla Garda Salò che è la mia società, al mio allenatore Stefano Melzani e alla mia famiglia”.

  

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