Italjunior col botto: 3 ori, 1 argento, 3 bronzi e primo posto nel
 medagliere ai Mondiali


ROTTERDAM, 28 agosto 2016 - L’Italjunior conclude con il botto i Mondiali di categoria a Rotterdam, conquistando nelle finali tre titoli iridati, una medaglia d’argento e tre di bronzo. Una prestazione, quella sfoderata sulle ventose acque del Willem-Alexander Baan, che permette ai colori azzurri di ottenere il primo posto nel medagliere della kermesse iridata Junior, davanti a Germania e Repubblica Ceca. L’Italia degli azzurrini si dimostra più forte dei continui rinvii per il temporale che si abbatte sul campo di gara nella prima parte della mattinata, iniziando la collezione dorata con il quattro con di Lapo Londi (SC Limite), Andrea Panizza (SC Elpis), Antonio Cascone (CN Stabia), Andrea Benetti (Marina Militare) e timoniere Francesco Tassia (CRV Italia). Per molti in questa specialità l’armo azzurro è quello da battere, e la finale non fa che confermare la girandola di voci: l’Italia si mette in testa con prepotenza sin dallo start, mette subito luce tra sé e gli avversari e non permette a nessuno di insidiarne la leadership, andando a laurearsi campione del Mondo con oltre due secondi sulla Germania e quattro e mezzo sugli Stati Uniti. Il secondo titolo lo firmano nel due senza femminile le campionesse europee della specialità Caterina Di Fonzo e Aisha Rocek (SC Lario), che nella loro finale battono nettamente Danimarca e Stati Uniti fermando il cronometro a 7.15.85, circa un secondo meno del precedente record mondiale, strappato proprio alle statunitensi che lo avevano realizzato pochi giorni fa in batteria. Suonano la grancassa fin dallo sparo le due azzurre, subito in testa a imporre il proprio passo. E’ una marcia inarrestabile quella del due senza rosa italiano, che nel terzo quarto demolisce le avversarie infliggendo loro ulteriore distacco nella chiusura al termine della quale conquistano ufficialmente il titolo iridato.

Il terzo oro mondiale, forse il più atteso per la spedizione azzurra al via delle finali visto il record del Mondo siglato nei turni di qualificazione, è quello conquistato da Clara Guerra nel singolo femminile. Un titolo mondiale storico per l’Italia, che mai aveva conquistato l’oro iridato in questa specialità tra le Junior. In finale, Clara non fa altro che dominare la regata, senza regalare un centimetro alle avversarie, costrette dal primo colpo a giocarsi solamente i restanti due gradini del podio. La singolista azzurra non si permette il lusso di rilassarsi nemmeno nel serrate, quando i giochi per l’oro sono ormai chiusi, e legittima la sua vittoria rinforzando in acqua e lasciando le briciole alla Germania, seconda a oltre quattro secondi e mezzo, e all’Olanda, terza davanti al pubblico casalingo a oltre sei secondi di distanza dall’Italia. La medaglia d’argento conquistata dall’Italjunior è la prima della lunga carrellata odierna, e la regalano Laura Meriano (SC Garda Salò), Benedetta Faravelli (SC Esperia), Ludovica Braglia (SC Moltrasio) e Lara Maule (Fiamme Gialle) nel quattro senza femminile. Il quartetto rosa italiano allo start si piazza alle spalle della Germania e mette subito metri tra sé e le dirette contendenti per il podio, senza mai perdere di vista l’armo tedesco al comando. Il margine guadagnato in partenza dalla Germania infatti scema sempre di più, e a ridosso dei 1500 metri la barca azzurra sferra un attacco che mette paura alle teutoniche, le quali nello sprint finale conservano 98 preziosi centesimi sull’Italia, che vince comunque un bell’argento lasciando gli Stati Uniti di bronzo a quattro secondi e mezzo.

Le tre medaglie di bronzo hanno come armi protagonisti i due doppi, femminile e maschile, e l’otto femminile. Il doppio femminile di Nicoletta Bartalesi (SC Varese) e Giovanna Schettino (CC Aniene) è abile a rimanere nel gruppo delle migliori in una finale dove tutte le imbarcazioni restano attaccate tra loro per gran parte del percorso. E’ la Danimarca a fare il ritmo in origine, salvo poi lasciare il passo agli Stati Uniti che sono gli unici a uscire leggermente dal manipolo di contendenti involandosi verso la medaglia d’oro. Nell’incandescente finale invece Bartalesi e Schettino sono brave a scatenare l’assalto alle danesi, che mantengono l’argento per appena 23 centesimi mentre l’Italia conquista il bronzo con ampio margine, quasi tre secondi, sull’Australia che resta a bocca asciutta ai piedi del podio. Nel doppio maschile, Emanuele Giarri (SC Arno) e Marcello Caldonazzo (SC Baldesio) sono in quarta posizione dopo il via con la Bielorussia a condurre, ma non si lasciano condizionare prendendo a riferimento la Nuova Zelanda, favorita d’obbligo per il titolo mondiale dopo le qualifiche, e continuando sul proprio passo. La tattica azzurra paga, perché i bielorussi cedono mentre il doppio italiano segue a ruota Nuova Zelanda e Germania, in lotta per l’oro. Ripresa la Bielorussia, negli ultimi 700 metri l’Italia si lancia all’attacco cercando di migliorare la terza posizione e arrivando in rimonta a sfiorare la medaglia d’argento, che finisce al collo dei tedeschi per meno di sette decimi mentre i Kiwi vincono il titolo come da pronostico iniziale.
Ribaltando invece le previsioni di inizio Mondiale, quando nessuna delle avversarie probabilmente le considerava all’altezza del podio, almeno fino alla disputa delle batterie dove le carte hanno iniziato a scoprirsi, Linda De Filippis (AC Monate), Greta Martinelli (SC Tremezzina), El Idrissi Khadija Alajdi (CUS Torino), Alice Rossi (AC Flora), Claudia Cabula (SC Moltrasio), Letizia Tontodonati (CUS Torino), Beatrice Millo (CC Saturnia), Giorgia Pelacchi (SC Lario) e la timoniera Camilla Mariani (SC Lario) portano l’ammiraglia azzurra alla conquista di una tanto sudata quanto meritata medaglia di bronzo, che arriva con soli sette centesimi di vantaggio sulla Bielorussia e che conferma sul podio l’Italia nella specialità dopo l’argento dei Mondiali di Rio de Janeiro del 2015. La Germania in partenza prova ad uscire subito dal gruppo mentre l’otto rosa italiano si assesta subito in terza posizione, mettendo nel mirino la Bielorussia. Con il passare dei metri cresce l’ammiraglia della Repubblica Ceca, ma le italiane non si fanno intimorire e anzi rinforzano, mantenendosi in piena lotta per le medaglie. Ceche e tedesche se ne vanno a giocarsi il titolo – che finirà in Repubblica Ceca - il bronzo è un affare tra Italia e Bielorussia, con il gioco delle prue che premia per sette splendidi centesimi le azzurrine, che scaricano la propria felicità in un urlo liberatorio non appena il tabellone mostra l’ufficialità dell’arrivo.

Nelle altre finali in cui erano impegnati gli equipaggi azzurri, quinto posto per il due senza di Tiziano Prelazzi (CC Saturnia) e Antonio Schettino (CC Aniene), nella finale che premia la Grecia su Germania e Sudafrica, e per l’otto di Enrico Flego (CC Saturnia), Jacopo Frigerio (SC Lario), Lorenzo Gaione (SC Elpis), Danilo Amalfitano (RYCC Savoia), Nunzio Di Colandrea (Ilva Bagnoli), Leonardo Radice Karoschitz (RCC Cerea), Giovanni Balboni (CUS Ferrara), Matteo Sandrelli (CC Aniene) e timoniere Riccardo Zoppini (SC Varese), in una gara che vede la Germania conquistare il titolo iridato con appena tre centesimi sugli Stati Uniti, mentre il bronzo va alla Gran Bretagna. E’ sesto invece, con grande rammarico, il quattro senza di Edoardo Lanzavecchia (SC Armida), Matteo Della Valle (SC Elpis), Edoardo Benini (VVF Tomei) e Raffaele Serio (RYCC Savoia). Terza dopo un grande recupero dai 1200 metri in poi, la barca azzurra a 50 metri dal traguardo è costretta a un brusco stop da un filaremo, e viene sorpassata dalle altre concorrenti concludendo tra le lacrime in sesta posizione mentre la Germania, dietro Romania e Gran Bretagna, si mette al collo una medaglia di bronzo che fino a pochissime palate prima era in mano azzurra. Nelle finali B, che avevano aperto la mattinata di gare azzurre, secondo posto, ottavo complessivo, dietro la Romania per il quattro di coppia femminile di Ottavia Ravoni (RCC Tevere Remo), Alessandra Montesano (SC Eridanea), Elisa Mondelli (SC Moltrasio) e Giulia Mignemi (SC Aetna).

 

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