Rotterdam. Risultati e resoconti RECUPERI Under 23


ROTTERDAM, 22 agosto 2016 -

QUATTRO DI COPPIA UNDER 23 FEMMINILE
Primo recupero – i primi due in finale gli altri in finale B: Recupero ostico per le azzurre del quattro di coppia, che dovranno inseguire uno dei primi due posti per entrare nelle magnifiche sei. Partenza ottima quella di Ondoli, Gobbi, Iseppi e English-Hawke, che cedono poi la scena alla Romania ma sono bravissime a restare in zona passaggio, essendo seconde al primo rilevamento a meno di un secondo e mezzo dalle rumene e davanti alla Nuova Zelanda. Un recupero che si incattivisce questo del quadruplo rosa, con i soli Stati Uniti apparentemente fuori dal lotto di chi ha le chances per giocarsi un posto in finale: ai 1000 metri passa la Romania ma l’Italia è ottima seconda a un secondo, con le neozelandesi terze a soli quattro decimi mentre l’Ucraina insegue a due secondi e mezzo dalle azzurre. E’ nella terza frazione però che le azzurre tirano fuori la voglia di guadagnarsi la finale, e spingendo in acqua sopravanzano le rumene passando in testa per tre decimi e ricacciando indietro la minaccia kiwi a quasi un secondo e mezzo. Nel serrate il quadruplo italiano tira fuori il meglio di sé e continua a guadagnare sulle avversarie, concludendo in testa sulla Romania, in finale anch’essa a un secondo da un’Italia molto combattiva. Alla fine la Nuova Zelanda è terza a due secondi e mezzo e resta fuori con ucraine e statunitensi. 1. Italia Kiri Edwina English-Hawke (CUS Torino), Valentina Iseppi (SC D’Annunzio), Stefania Gobbi (SC Padova), Chiara Ondoli (SC De Bastiani) 6.28.42, 2. Romania 6.29.46, 3. Nuova Zelanda 6.30.96, 4. Ucraina 6.37.67, 5. USA 6.44.28
Secondo recupero – i primi due in finale gli altri in finale B: 1. Francia 6.28.34, 2. Australia 6.30.09, 3. Gran Bretagna 6.30.79, 4. Cina 6.36.55

QUATTRO SENZA UNDER 23 MASCHILE
Recupero – i primi tre in semifinale gli altri in finale B: Buon avvio del quattro senza azzurro, che deve mettersi alle spalle almeno un equipaggio per entrare in semifinale. Gerosa, Lovisolo, Laino e Garibaldi si lasciano passare prima dalla Serbia e successivamente dalla Croazia, che comanda ai 500 metri con le posizioni che restano invariate sino alla metà gara, dove gli azzurri però sono quarti a un solo decimo dai serbi mentre la Repubblica Ceca occupa la seconda piazza. 38 i colpi della barca italiana, gli stessi battuti in acqua dai serbi, i primi nel mirino azzurro mentre a guidare sono sempre i croati sui cechi. La potenza dell’incedere del quartetto italiano nella terza frazione si rivela migliore di quello serbo, perché ai 1500 metri gli azzurri hanno completato la rimonta, superando la Serbia e lanciandosi all’attacco della Repubblica Ceca seconda a meno di un secondo. Il serrate azzurro è il migliore dei quattro equipaggi in acqua, il fortino croato resiste per appena un secondo e mezzo mentre i cechi sul traguardo passano prima del quattro senza italiano per un niente, tre miseri centesimi. Ciò che conta però è arrivare almeno terzi, l’Italia ci riesce con quattro decimi sulla Serbia e va in semifinale. 1. Croazia 6.03.59, 2. Repubblica Ceca 6.05.18, 3. Italia Federico Garibaldi (SC Elpis), Alessandro Laino (Marina Militare), Luca Lovisolo (RCC Cerea), Davide Gerosa (SC Lario) 6.05.21, 4. Serbia 6.05.61

DUE SENZA UNDER 23 FEMMINILE
Primo recupero – i primi due in finale gli altri in finale B: Prime o seconde, questo l’obiettivo di Serafini e Pappalardo per occupare un posto in finale dopo che ieri in batteria un grande recupero non era bastato per ottenerlo. Nelle prime palate è il Cile che prova a sorprendere le avversarie mettendo la pallina davanti ma proprio l’Italia tallona da subito le cilene. I due equipaggi si alternano in testa fino ai 500 metri dove a passare per prime sono le azzurre, con il Cile attardato di nemmeno quattro decimi mentre a inseguire in terza posizione è la Norvegia. Nel secondo quarto di gara si fa prepotente l’azione delle azzurre, che in 500 metri guadagnano quasi cinque secondi sulle dirette concorrenti, Norvegia su tutte che passa il Cile lanciandosi all’inseguimento delle italiane. A 35 colpi al minuto non si arresta la marcia di Serafini e Pappalardo, il cui vantaggio ai 1500 metri arriva a sfiorare i 10 dieci secondi sul Cile terzo, l’unica nazione rimasta in gara per contendere la qualificazione alla Norvegia seconda mentre sono fuori dai giochi Cina e Croazia. Il finale è una passerella per le azzurre, che controllano un ripescaggio letteralmente dominato andando a prendersi la finale vincendo sulle norvegesi, le quali passano il turno guadagnando in chiusura sulle cilene. Italia in finale. 1. Italia Carmela Pappalardo, Ludovica Serafini (CC Aniene) 7.12.19, 2. Norvegia 7.20.48, 3. Cile 7.23.04, 4. Cina 7.30.87, 5. Croazia 7.35.32
Secondo recupero – i primi due in finale gli altri in finale B: 1. Russia 7.19.44, 2. Germania 7.23.74, 3. Romania 7.26.20, 4. Svizzera 7.38.81

SINGOLO PESI LEGGERI FEMMINILE
Primo recupero – i primi due in semifinale gli altri in semifinale C/D: Ottima la partenza di Federica Pala che si mette subito a condurre, volenterosa di andare ad acciuffare uno dei due posti valevoli per l’ingresso in semifinale. Ai 500 metri la portacolori azzurra conduce con quasi due secondi e mezzo sulla Norvegia e oltre tre e mezzo sugli Stati Uniti, e nel distendersi mantiene un passo comunque più pimpante delle avversarie, in acqua e sul carrello, passando prima anche ai 1000 metri, dove il vantaggio sulle inseguitrici aumenta: la statunitense Betuel è seconda a due secondi e quattro decimi mentre la norvegese Lund scivola in terza piazza a quasi cinque secondi. L’azione di Federica Pala è decisa e non accenna a fermarsi anche se gli Stati Uniti sembrano voler far sudare la vittoria finale, tant’è che l’americana ai 1500 metri passa in testa per appena mezzo secondo. Il finale vede l’azzurra soffrire una flessione, dopo tre quarti di percorso a tutta, la Norvegia recupera qualcosa ma non basta per impensierire l’Italia: Federica Pala è seconda dietro l’americana Betuel e accede alla semifinale. 1. USA 7.59.84, 2. Italia Federica Pala (CLT Terni) 8.02.68, 3. Norvegia 8.05.74, 4. Moldavia 8.16.84, 5. Svizzera 8.18.21, 6. Uganda 8.40.93
Secondo recupero – i primi due in semifinale gli altri in semifinale C/D: 1. Romania 7.51.92, 2. Spagna 7.56.25, 3. Repubblica Ceca 7.57.24, 4. Cina 8.11.15, 5. Danimarca 8.19.65, 6. Portogallo 8.29.30

DUE SENZA UNDER 23 MASCHILE
Recupero – i primi due in finale gli altri in finale B: 44 i colpi con i quali gli azzurri Dini e Favilli, in acqua 5, iniziano il recupero per iniziare in testa una gara che vale, per i primi due, l’accesso in finale. Dopo la sfuriata azzurra dei primi 100 metri sono dapprima la Germania e successivamente il Sudafrica ad alternarsi in testa, con i sudafricani primi ai 500 metri con meno di quattro decimi proprio sull’Italia, seconda al parziale davanti alla Grecia. Il passo impostato dalla barca azzurra è elevato, 39 i colpi sul carrello, nel tentativo di rimanere agganciati alle prime posizioni, una tattica che ai 1000 metri porta Dini e Favilli a transitare per primi all’intertempo su un Sudafrica vicino ma soprattutto con quasi tre secondi e mezzo di vantaggio sulla Gran Bretagna, che partita con il freno a mano tirato prova a rientrare sui battistrada. Sempre 39 i colpi azzurri, due più del Sudafrica e quattro più degli inglesi e al penultimo rilevamento ha guadagnato il due senza azzurro, ancora primo con due secondi sui sudafricani e cinque sugli inglesi. Non mollano i due azzurri nella frazione decisiva, anzi incrementano in acqua mettendo luce tra sé e gli inseguitori e andando a chiudere il recupero con la vittoria che arriva con due secondi e mezzo sul Sudafrica, che va in finale con l’Italia mentre la Gran Bretagna stanca si fa riprendere anche dalla Germania e finisce fuori, così come la Grecia quinta. 1. Italia Dario Favilli, Alberto Dini (SC Firenze) 6.39.73, 2. Sud Africa 6.42.29, 3. Germania 6.47.13, 4. Gran Bretagna 6.47.80, 5. Grecia 6.50.75

DOPPIO UNDER 23 FEMMINILE
Recupero – i primi tre in semifinale gli altri in finale C: La partenza delle azzurre Ardissino e Terrazzi non è delle più brucianti, è il Canada a schizzare per primo fuori dai blocchi seguito da Ungheria e Norvegia, ma l’Italia è lì, quarta ai 500 metri a un secondo e mezzo dalle norvegesi che occupano momentaneamente l’ultimo slot utile per il passaggio in semifinale. Sul passo a 35 colpi le azzurre tentano di rientrare sulle battistrada, è sempre il Canada a condurre sulle ungheresi a metà gara, con l’Italia che ai 1000 è sempre quarta cedendo però qualcosa alle norvegesi, avanti ora di due secondi e mezzo. L’Ungheria mette la quinta all’approssimarsi dei 1500 metri e supera le canadesi, cresce il passo azzurro ma la Norvegia non accenna a mollare e si tiene aggrappata alla terza piazza. In chiusura l’Ungheria conferma la leadership della seconda parte di gara e va a vincere sul Canada, dietro le norvegesi riescono a incrementare anche il vantaggio sulle azzurre, che chiudono in quarta posizione davanti a Slovenia e Russia. Per loro è finale C. 1. Ungheria 7.16.65, 2. Canada 7.18.43, 3. Norvegia 7.19.27, 4. Italia Maddalena Ardissino (Idroscalo Club), Silvia Terrazzi (SC Arno) 7.24.51, 5. Slovenia 7.28.48, 6. Russia 7.41.19

 

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