Rotterdam. Risultati e resoconti BATTERIE Senior e PL "non olimpici"


ROTTERDAM, 22 agosto 2016 -

QUATTRO DI COPPIA PESI LEGGERI MASCHILE
Prima batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: Grecia in testa al via della prima batteria del quadruplo leggero, da sempre specialità non olimpica ma grande terreno di caccia grossa nel passato azzurro. In acqua 6 Rigon, Fois, Quaranta e Amarante passano in sesta posizione al primo intertempo ma salvo lo sprint greco tutti gli equipaggi sono molto ravvicinati. Gli ellenici continuano a dettare il ritmo, passa solo il primo e sanno bene che occorre guadagnare nella parte centrale per non subire il rientro degli avversari, che ai 1000 metri però patiscono dai due ai cinque secondi di distacco, con l’Italia sempre sesta. Passata la metà gara cresce il passo azzurro, le pale tricolori entrano in acqua a un ritmo di 38 colpi al minuto, un incedere che porta il quartetto azzurro a sopravanzare la Russia e a passare in quinta piazza ai 1500 metri. Cresce l’intensità italiana in acqua, i pielle azzurri vogliono onorare la grande tradizione iridata in questa specialità e riversano in gara un’ottima ultima frazione, che serve per superare Canada e Gran Bretagna ma non per recuperare la Grecia, che mantiene il vantaggio maturato nella prima parte su danesi e azzurri, costretti così a ricorrere ai recuperi. 1. Grecia 5.57.46, 2. Danimarca 5.59.35, 3. Italia Francesco Rigon (Forestale), Andrea Fois (CUS Pavia), Michele Quaranta, Catello Amarante (Marina Militare) 6.00.97, 4. Canada 6.01.98, 5. Gran Bretagna 6.03.17, 6. Russia 6.07.06
Seconda batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: 1. Ucraina 5.52.73, 2.
Francia 5.53.12, 3. Germania 5.57.83, 4. Olanda 6.01.85, 5. USA 6.28.77

DUE SENZA PESI LEGGERI
Prima batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi: 1. Danimarca 6.39.71, 2. Brasile 6.41.86, 3. Portogallo 6.43.41, 4. USA 6.46.27, 5. Ungheria 6.52.27, 6. Giappone 6.54.97
Seconda batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi: 1. Gran Bretagna 6.37.05, 2. Irlanda 6.38.84, 3. Russia 6.44.40, 4. Spagna 6.45.08, 5. Cina 6.59.44,
Terza batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi: Un altro reduce da Rio 2016 in gara, ovvero la riserva del gruppo olimpico leggero Tuccinardi, che nel due senza Pesi Leggeri con Tedesco deve arrivare nei primi due per entrare direttamente in semifinale. Buono l’avvio della barca azzurra, che tallonato dalla Francia prende la guida della batteria passando davanti ai francesi ai 500 metri, con la Germania terza a un secondo. Ci si avvia verso il centrocampo e aumentano le difficoltà per i vogatori, ma Tuccinardi e Tedesco anche nella seconda frazione riescono a confermarsi al comando tagliando il passaggio ai mille ancora con qualche centesimo sui cugini d’Oltralpe mentre il vantaggio sulla Germania terza sfiora i tre secondi. Passata la metà gara si fanno davvero proibitive le condizioni del Willem-Alexander Baan, Tuccinardi e Tedesco sembrano essere tra quelli che più soffrono le intemperie del campo di regata e subiscono il rientro di Francia e Germania, che guadagnano margine sull’Italia passando ai 1500 metri. Maggior dimestichezza anche a gestire la chiusura da parte di francesi e tedeschi, che non si scompongono e arrivano a guadagnare sulle inseguitrici. L’Italia termina al terzo posto davanti a Repubblica Ceca e Norvegia, e va ai recuperi. 1. Francia 6.40.77, 2. Germania 6.42.89, 3. Italia Lorenzo Tedesco (CC Saturnia), Giorgio Tuccinardi (Forestale) 6.47.13, 4. Repubblica Ceca 6.52.37, 5. Norvegia 6.53.18

SINGOLO PESI LEGGERI MASCHILE
Prima batteria – i primi quattro ai quarti di finale gli altri ai recuperi
: 1. Svizzera 7.17.66, 2. Spagna 7.21.35, 3. Polonia 7.24.63, 4. Finlandia 7.25.90 5. Armenia 9.38.93
Seconda batteria – i primi quattro ai quarti di finale gli altri ai recuperi: 1. Germania 7.04.36, 2. Slovenia 7.07.37, 3. Ungheria 7.18.19, 4. Russia 7.36.78, 5. Colombia 8.02.01
Terza batteria – i primi quattro ai quarti di finale gli altri ai recuperi: Irlanda 7.11.73, 2. Giappone 7.16.87, 3. Serbia 7.19.70, 4. Cina 7.23.04, 5. Olanda 7.30.12
Quarta batteria – i primi quattro ai quarti di finale gli altri ai recuperi: L’Italia di Matteo Mulas in acqua 5 mette subito la pallina avanti alle altre, ci sono quattro posti disponibili per accedere ai quarti ma l’azzurro vuole mettersi subito in luce per non rischiare. In testa ai 500 metri sulla Croazia di Radonic e sulla Tailandia di Tamprauteng, Mulas si stabilizza poco sopra i 30 colpi, un passo che gli consente di guadagnare ancora qualcosa a metà gara, dove il primo degli esclusi, lo svedese Johansson quinto, è a cinque secondi di distacco. La gara almeno per le prime due posizioni sembra aver preso la direzione giusta per l’Italia, con Mulas che continua a condurre sul portacolori croato con poco più di un secondo di margine ai 1500 mentre Tailandia, Peru e Svezia sono più indietro a battagliare in tre per gli ultimi due posti. Davanti per l’azzurro non cambia nulla: vince sul croato Radonic e sul peruviano Garcia e va ai quarti, mentre il tailandese Tamprauteng la spunta per il quarto posto sullo svedese Johansson per un solo centesimo. 1. Italia Matteo Mulas (CLT Terni) 7.20.26, 2. Croazia 7.22.06, 3. Peru 7.22.92, 4. Thailandia 7.23.10, 5. Svezia 7.23.11
Quinta batteria – i primi quattro ai quarti di finale gli altri ai recuperi: 1. Repubblica Slovacca 7.11.54, 2. Australia 7.16.54, 3. USA 7.21.44, 4. Repubblica Ceca 7.29.25, 5. Libia 7.49.98

SINGOLO PESI LEGGERI FEMMINILE
Prima batteria – il primo in semifinale gli altri ai recuperi
: 1. Danimarca 7.46.69 2. Grecia 7.48.11 3. Lettonia 8.08.80 4. Australia 8.14.27 5. Giappone 8.17.94 6. El Salvador 8.29.06
Seconda batteria – il primo in semifinale gli altri ai recuperi: La svizzera Merz fa la voce grossa in questa batteria del singolo leggero femminile, dove l’azzurra Pollini è in acqua 1. Sono la tedesca Noske e l’austriaca Pless a insidiare la Svizzera per l’unico posto utile, il primo, per accedere direttamente in semifinale mentre l’alfiera azzurra, quinta dal via, ai 500 e ai 1000 metri mantiene la medesima posizione. Il margine guadagnato dalla svizzera Merz dopo la metà gara addormenta la competizione, tutte le dirette inseguitrici accettano il verdetto e risparmiano le energie in vista dei recuperi, Pollini inclusa. L’azzurra dopo essere passata sempre quinta, alle spalle della statunitense Jones, ai 1500 metri, smette di spingere e chiude sesta, con la testa già al ripescaggio e per questo superata in chiusura dalla tailandese Neegree. 1. Svizzera 7.49.94, 2. USA 7.53.63, 3. Germania 7.53.67, 4. Austria 8.01.89, 5. Thailandia 8.17.92, 6. Italia Giulia Pollini (SC Cernobbio) 8.18.43
Terza batteria – il primo in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Svezia 7.43.55, 2. Canada 7.43.92, 3. Gran Bretagna 7.52.33, 4. Russia 7.52.37, 5. Cina 7.57.08
Quarta batteria – il primo in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Nuova Zelanda 7.44.97, 2. Belgio 7.53.42, 3. Olanda 7.53.68, 4. Repubblica Ceca 8.04.35, 5. Ungheria 8.16.55

DUE CON MASCHILE
Prima batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: Conduce la Bielorussia allo sparo del due con maschile, armo che tante gioie ha dato all’Italia a livello olimpico soprattutto tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’90 e i cui onori sono in questo Mondiale non olimpico sulle spalle di Paonessa e Capelli, reduci dall’Olimpiade di Rio sull’otto azzurro e qui timonati da Riva. 35 i colpi del due con italiano dopo la partenza, che passa terzo ai 500 metri dietro Bielorussia e Spagna. La testa della corsa dista appena due secondi ma serve controllare il quarto posto per essere certi del passaggio, e il Sudafrica è momentaneamente a un paio di secondi di distacco dalla barca azzurra. A metà gara l’Italia si avvicina ai bielorussi e passa seconda scavalcando la Spagna e, cosa ancor più importante, raddoppiando il vantaggio sul Sudafrica, distante ora quattro secondi. Continua a spingere l’armo azzurro, che nella terza frazione recupera anche la Bielorussia prendendo il comando, con il passaggio ai 1500 che vede i primi tre racchiusi in soli sei decimi mentre dietro il Sudafrica rosicchia un secondo ed è a tre secondi. Barca pesante il due con, tre secondi sono tanti da rimontare in appena 500 metri, e infatti le posizioni restano invariate: vincono Paonessa/Capelli/Riva, che si dimostrano abili a remare su un campo ventoso e dalle condizioni proibitive, davanti a Spagna e Bielorussia mentre il Sudafrica va ai recuperi con la Bulgaria. 1. Italia Mario Paonessa (Fiamme Gialle), Vincenzo Maria Capelli (CC Aniene), tim. Andrea Riva (Cus Pavia) 7.03.05, 2. Spagna 7.03.60, 3. Bielorussia 7.05.51, 4. Sudafrica 7.09.62, 5. Bulgaria 7.13.17

Seconda batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Olanda 7.00.52, 2. Stati Uniti 7.01.78, 3. Francia 7.05.81, 4. Turchia 7.06.67, 5. Russia 7.30.47

Terza batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Gran Bretagna 6.59.31, 2. Canada 7.02.82, 3. Ucraina 7.10.73, 4. Repubblica Ceca 7.12.22, 5. Germania 7.14.90

 

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