Due senza femminile, quattro senza e otto tingono d'argento la
 Coppa del Mondo


VARESE, 17 aprile 2016 - L’Italia chiude con tre medaglie d’argento e una di bronzo la prima tappa di Coppa del Mondo, conclusasi oggi sul bacino della Schiranna, a Varese. Nella giornata conclusiva, al bronzo conquistato ieri da Federica Cesarini (Canottieri Gavirate) nel singolo Pesi Leggeri femminile si aggiungono gli argenti del due senza femminile, del quattro senza e dell’otto. Due quindi da specialità – il due senza rosa e l’ammiraglia – che tra poco più di un mese saranno a Lucerna ad inseguire il pass a cinque cerchi nella regata di Qualificazione Olimpica e una – il quattro senza campione del mondo – da un’imbarcazione che ha già in tasca il biglietto aereo per Rio de Janeiro.

La prima medaglia porta la firma di Sara Bertolasi (SC Lario) e Alessandra Patelli (SC Padova) nel due senza femminile. Le due azzurre restano da subito attaccate al Sudafrica, già qualificato per i Giochi e che si mette in testa alla regata dopo poche palate, e dopo una prima parte di gara più accorta danno tutto nei secondi mille metri, rafforzando la seconda piazza mettendo luce sulla Spagna e andando a mettersi al collo la medaglia d’argento, a tre secondi netti dalle sudafricane vincitrici e distanziando le spagnole di quattro secondi e mezzo. Nella stessa finale, sesto posto per l’armo Under 23 di Ludovica Serafini e Carmela Pappalardo (CC Aniene), brave a conquistare la finale e a rimanere per lunghi tratti del percorso a ridosso degli equipaggi più grandi.

Secondo posto e medaglia d’argento anche per il quattro senza iridato in carica e formato da Giuseppe Vicino, Matteo Lodo (Fiamme Gialle), Matteo Castaldo (RYCC Savoia) e Marco Di Costanzo (Fiamme Oro). In questa finale è il Sudafrica, unico tra i finalisti a dover ancora strappare il pass per l’Olimpiade brasiliana, a fare l’andatura in partenza salvo poi lasciare il passo agli Stati Uniti, seguiti dall’Olanda e dall’Italia, che trascorsa la metà gara inizia a salire preparandosi al suo marchio di fabbrica, la bruciante chiusura già sfoderata in molte occasioni. Passati in seconda posizione poco prima dei 1500 metri, Vicino e compagni sferrano l’attacco tanto atteso alla leadership statunitense, che riesce con fatica a tenere testa agli azzurri arrivando a vincere per appena 28 centesimi, con l’Olanda medaglia di bronzo. Quattro senza dunque che onora al meglio questa tappa di Coppa del Mondo giocata in casa, nonostante la forma influenzale che nei giorni precedenti la manifestazione aveva colto Lodo e Castaldo.

Il terzo e ultimo argento azzurro di giornata porta la firma di uno straordinario otto. Opposta all’ammiraglia olandese che ai Mondiali di Aiguebelette del settembre scorso conquistò il bronzo, alla Russia che proprio alla rassegna iridata scippò l’Italia dell’ultimo posto utile in palio allora e alle rappresentative di Polonia e Romania che a Lucerna saranno tra gli avversari da battere, l’ammiraglia azzurra di Giovanni Abagnale (Marina Militare), Fabio Infimo (RYCC Savoia), Matteo Stefanini (Fiamme Gialle), Pierpaolo Frattini (CC Aniene), Mario Paonessa, Simone Venier, Luca Agamennoni, Domenico Montrone (Fiamme Gialle) e del timoniere Enrico D'Aniello (CN Stabia) si rende protagonista di una grande finale. Da subito attaccata all’Olanda, l’Italia tiene a debita distanza l’armo polacco, per poi nel finale mettere in acqua un serrate che porta Montrone e compagni addirittura a ridosso dell’Olanda, che chiude in testa per un solo secondo, con l’Italia d’argento che offre una prova di forza di fronte alla Polonia, terza, e alla Romania quinta, in vista di Lucerna. Nella medesima finale, sesto posto per l’otto azzurro Under 23 di Andrea Maestrale, Raffaele Giulivo (Marina Militare), Emanuele Gaetani Liseo (SC Telimar), Filippo Mondelli (SC Moltrasio), Niccolò Pagani, Leonardo Calabrese (Tevere Remo), Leonardo Pietra Caprina (SC Firenze), Alessandro Mansutti (CC Saturnia) e timoniere Giorgio Crippa (SC Moltrasio), che dopo aver giocato l’effetto sorpresa in partenza ed esser passato in quinta posizione ai 500 metri, chiude in sesta piazza.

Nel due senza quarto posto per Vincenzo Capelli e Niccolò Mornati (CC Aniene). Il duo azzurro, che ha già in tasca il pass olimpico, parte forte cercando subito di sorprendere gli avversari prima che l’Olanda prenda la testa della corsa portandosi dietro la Gran Bretagna, in gara con l’equipaggio iridato in carica nel due con. Gran Bretagna e Olanda fanno gara a sé per la vittoria e ai 1500 i britannici sono sempre in testa, con il Sudafrica a fare da terzo incomodo mentre l’Italia quarta cerca di rientrare. Negli ultimi 200 metri l’Olanda tenta il tutto per tutto ma la Gran Bretagna ha ormai l’oro al collo, dietro l’armo sudafricano prende un margine definitivo sugli azzurri, che chiudono al quarto posto, davanti Russia e Spagna, una finale che vedeva comunque in gara altri tre armi già qualificati per Rio oltre che quello campione mondiale in due con, con la sola Russia ancora a caccia del pass.

Infine, quinto posto per il doppio femminile di Giada Colombo (SC Cernobbio) e Laura Schiavone (CC Irno) e per il quattro di coppia di Francesco Cardaioli (SC Padova), Giacomo Gentili (SC Bissolati), Alessio Sartori e Romano Battisti (Fiamme Gialle). Il doppio femminile è terzo per gran parte della finale che vede giocarsi le prime due posizioni la Polonia, già sicura di partecipare a Rio, e l’Olanda, altra pretendente al pass olimpico. Attaccata dalla Danimarca, che tra un mese sarà tra le avversarie a Lucerna, Colombo e Schiavone tengono bene fino a oltre i 1500 metri, poi però l’equipaggio danese spinge sull’acceleratore e fa valere la sua maggior brillantezza nel finale, aggiudicandosi il bronzo davanti a un’ottima Italia che proprio all’ultima palata viene superata dalla Finlandia, autrice degli ultimi 500 metri più veloci dell’intera finale e anch’essa da tenere d’occhio a Lucerna. Il quadruplo invece, menomato da un virus influenzale che ha messo ko prima delle gare il capovoga Luca Rambaldi (Fiamme Gialle) e a manifestazione in corso il suo sostituto Emanuele Fiume (Pro Monopoli), con una formazione stravolta si gioca comunque una finale utile per confrontarsi con gli altri equipaggi – Russia, Canada e Norvegia – che a Lucerna tra un mese andranno alla ricerca del pass olimpico, e per capire a che livello sono Estonia e Polonia che sono già sull’aereo per Rio. L’Italia è sesta fino a oltre metà gara, poi il sorpasso azzurro ai danni dei norvegesi si concretizza a ridosso dei 1500 metri dove Russia, Canada, Polonia ed Estonia si giocano le medaglie. Alla fine è oro Russia, argento Canada e bronzo Polonia, mentre l’Italia è quinta a tre secondi e mezzo dall’Estonia bronzo iridato in carica.

Italia impegnata a Varese anche nelle finali B delle specialità olimpiche con cinque equipaggi. Nel quattro senza Pesi Leggeri vince l’armo di Lorenzo Tedesco, Piero Sfiligoi (CC Saturnia), Guido Gravina (RCC Cerea) e Giorgio Tuccinardi (Forestale), che dunque chiude al settimo posto complessivo, mentre è sesto, dodicesimo in totale, quello di Livio La Padula (Fiamme Oro), Alberto Di Seyssel (SC Armida), Stefano Oppo (Forestale) e Martino Goretti (Fiamme Oro). Cercano rivalsa i due quattro senza pielle italiani, tagliati fuori entrambi dalla finalissima per pochissimi centesimi. L’equipaggio con a capovoga Tuccinardi si piazza in testa sin dallo start e chiude primo resistendo ai ripetuti attacchi della Polonia, mentre l’armo già qualificato per Rio punta sulla parte centrale della gara, scontato poi nel finale quando viene superato dal Giappone.

Emozionante la finale B del doppio pielle femminile che vede impegnate Elisabetta Sancassani e Laura Milani (Fiamme Gialle), e Valentina Rodini (Fiamme Gialle) e Giulia Pollini (SC Cernobbio). Rodini e Pollini vogliono vendicare una semifinale che le ha costrette fuori dalla finalissima sei per pochi centesimi, mentre a metà gara sono quarte Sancassani e Milani che colpo su colpo però si riportano con grande caparbietà sulle prime, fino a transitare grazie ad una superiore terza frazione in testa ai 1500 metri, laddove si affievolisce l’azione del secondo equipaggio azzurro. Gran Bretagna e Svezia cercano di rientrare sulle iridate 2013, soprattutto le svedesi piazzano un serrate bruciante che le porta proprio nelle ultime palate a sopravanzare l’armo di Sancassani e Milani, seconde (ottave complessive) per appena 4 centesimi dopo una partenza diesel e una seconda parte di gara da protagoniste. Quarto posto (decimo complessivo), dietro la Gran Bretagna, per Rodini e Pollini. Nel quattro senza maschile quarto posto, decimo complessivo, alle spalle di Spagna, Argentina e Serbia per gli azzurri Andrea Tranquilli (Fiamme Gialle), Emanuele Liuzzi (Fiamme Oro), Luca Parlato (Marina Militare) e Ivan Capuano (RYCC Savoia).


 

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