Grande partecipazione al convegno di Pavia


PAVIA, 31 ottobre 2015 - Tutto esaurito ieri, nella splendida sala San Martino di Tours a Pavia, per il convegno Nazionale "LO SPORT PAVESE tra “piccole italiane” e “grandi narratori” dall’Unità d’Italia ai campioni di oggi” organizzato dall’Associazione Wilma Rudolph con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Pavia, Cus Pavia, Società Italiana di Storia dello Sport e Associazione Atleti Azzurri e Olimpici d’Italia.

Protagonista è stata la storia della realtà sportiva e degli atleti del territorio pavese in un arco temporale che va dall’Unità d’Italia sino ai giorni nostri. Al Convegno hanno partecipato, tra i tanti professionisti e appassionati sportivi, Federico Martinotti, presidente onorario del Panathlon Pavia, Giuseppe Bertolli (Azzurri d’Italia) gli azzurri Gianluca Santi (canottaggio), Carla Barbarino, Manuela Gentili, Vito Petrella, il presidente della Cento Torri Pavia Franco Corona con la sua atleta Cecilia Raffaldi e tecnico Giusy Spada ma anche il medico federale Fidal nazionale Antonella Ferrario (Atletica) e poi il vicepresidente della FIR regionale Giuseppe Giovanetti, il consigliere lombardo della FIS Gianandrea Nicolai, il poppiere Bruno Sarani (Vogatori Pavia) e autorevoli firme sportive come Pierangelo Molinaro e Ferruccio Calegari ma anche l’Ufficio scolastico settore Educazione Fisica al completo.

Nel suo saluto l’Assessore allo Sport del Comune di Pavia Davide Lazzari ha ricordato l’utilità sociale ma anche culturale dello Sport e l’aspetto ‘romantico’ della storia sportiva pavese. “Il ricordo dell’amica di famiglia Diana Pizzavini, una delle dodici straordinarie Piccole Pavesi - ha poi sottolineato il Delegato Coni provinciale Luciano Cremonesi - ha influenzato la mia vita sportiva. Una sartina che mi raccontava storie affascinanti! Solo dopo Roma 1960 ho capito il valore delle imprese di Diana e poterla ascoltare è stato per me un grande privilegio”.

Lo storico dello sport e presidente dell’Associazione Wilma Rudolph Enzo Pennone, ha in seguito introdotto le sessioni storico-sportive ricordando l’operato dell’associazione dedicata alla straordinaria atleta che fece impazzire i presenti alle Olimpiadi di Roma 1960 per le sue performances nei 100, 200 e nella 4x100, sottolineando quanto il fenomeno sportivo sia strettamente connesso alla cultura di un Paese e quanto importanti siano state le pagine firmate dallo Sport pavese. Ha poi passato la parola a Felice Fabrizio che ha illustrato ai presenti il panorama delle attività sportive praticate sul territorio (comprensive di caccia, tiro a volo, pesca, tiro al piccione, colombofilia), delle numerose associazioni sportive dilettantistiche, tra le quali la più antica è il tiro a segno di Chignolo Po (ante 1865) e quanto fossero numerose le testate a indirizzo sportivo che ebbero un boom soprattutto tra il 1910 e il 1914. Ma importanti, nella Pavia sportiva, furono anche le donne con le 12 Piccole Pavesi, tutte tra gli 11 e i 17 anni, fantastico argento ai Giochi di Amsterdam 1928, raccontate da Elio Trifari che ha ricordato Carla Marangoni, 100 anni fra due settimane, la più antica testimone vivente dell’Olimpiade moderna. Trifari ha poi allietato i presenti con le imprese della “suffragetta dello Sport”, la francese Alice Milliat capace di contrastare le idee del Barone Pierre de Coubertin, assolutamente contrario alle donne negli stadi, e di convincere la IAAF ad inserire le gare di atletica femminili ad Amsterdam 1928.

Il microfono è poi passato al presidente del Cus Pavia Cesare Dacarro che ha ricordato l’entusiasmo degli studenti-atleti coinvolti nelle innumerevoli discipline sostenute e promosse, l’apertura del Cus ai cittadini e il valore e la storia dei tanti impianti sportivi presenti sul territorio e al socio fondatore del Club Vogatori Pavesi Pier Vittorio Chierico che, illustrando le fotografie storiche, ha raccontato la nascita della Voga a Pavia nel 1880 e le tante manifestazioni remiere e le regate cittadine e nazionali che hanno visto in gara anche equipaggi femminili sul Ticino già tra il 1885 e il 1898. Con la sua invidiabile esplosività anche al di fuori delle piste, Carla Barbarino, ex ostacolista azzurra, oggi tecnico apprezzato che collabora con il Coni provinciale e con l’Atletica Cento Torri Pavia, ha voluto ringraziare gli organizzatori ma anche le istituzioni, Coni e Assessorato, che hanno fortemente sostenuto la realizzazione del Convegno e ha poi lasciato la parola a Sergio Giuntini che, sottolineando l’esistenza di una vasta mole di studi sull’Officina linguistica di Gianni Brera, ha invece voluto dedicare il suo intervento per far scoprire ai presenti alcuni aspetti della vicenda umana del grande giornalista di San Zenone Po, del suo rapporto con la testata Il Giorno nata nel 1956, della rivendicazione della sua “padanità” e dei passi da lui compiuti durante la guerra. Claudio Gregori ha infine concluso gli interventi dei relatori con le affascinanti storie dei tanti velocipedisti italiani tra i quali Paolo Magretti, Adolfo Mazza, Ambrogio Robecchi, Federico Momo, Luigi Luccotti, gregario di Girardengo ma fortissimo, l’incredibile e intraprendente Luigi Masetti capace di cimentarsi in una Milano-Chicago da favola, Alfredo Pasotti fino a Giovanni Rossignoli, soprannominato Baslott. Atleti fortissimi nel fisico e nel carattere. Un esempio invidiabile per tanti nostri giovani talenti.


Giuliana Cassani
BARALDI&CASSANI media e sports


Foto di Cesare Rizzi e Carla Barbarino

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