Canottaggio moderno e passione antica. Pro Monopoli, la crociera
 Torino Roma del 1928


MILANO, 28 settembre 2015 -  In  questi giorni a Monopoli hanno festeggiato i 110 anni + 3 della Canottieri “Pro Monopoli”, ricordandone il lungo percorso sportivo ed educativo. Una fucina di passione e grande amore per una attività di eccellenza, da cui emerge il ricordo di importanti personaggi del mondo remiero nazionale la cui azione si è rivelata importante per la crescita del canottaggio in ogni sua forma e contenuti. Il ritrovamento, anni fa, di un preziosissimo libro “In crociera a remi da Torino a Roma” scritto da Giambattista Giannoccaro, una corposa e dilettevole cronaca di un eccezionale impegno (assieme, tra gli altri, al fratello Antonio) “Lungo il Po, per i tre mari: Adriatico, Jonio e Tirreno, su per il Tevere (Km. 3050)”, riporta alla scoperta di un canottaggio un po' avventuroso e fa apprezzare l'impegno di questi pionieri. Non voglio entrare nella storia specifica della “Pro Monopoli”, che certamente in sede opportuna sarà stata riassunta nel suo “cursus honorum”, ma è l'occasione per ricordare nel loro impegno ed amore per il canottaggio due grandi personaggi, i fratelli Giambattista e Antonio Giannoccaro componenti una grande famiglia di appassionati dello sport remiero che, come vedremo nelle fasce di risalto dell'opera, fu certamente importante nello sviluppo del canottaggio a Monopoli (nella memoria d'arrivo a Monopoli, circa a metà percorso del raid: all'incontro con un'agile baleniera “... nella quale pare che arranchino le furie, tanto concitato è il palpito dei remi che entrano ed emergono dall'acqua con ritmo accelerato. Riconosco quel guscio perfetto nel quale ho provato tante volte l'ansia della corsa e che ora ci viene a salutare spinto da braccia giovanili, meglio dire infantili, fra i quali due miei fratelli. Hanno avuto il coraggio di venire fin qui con quell'andatura indiavolata, che poi manterranno al ritorno per tenersi al nostro fianco ed a quello di due veloci yole. In questo breve spazio di mare siamo in cinque fratelli sparsi nelle diverse barche! E' una bella mostra di giovinezza sana, di cui può andare fiera la coppia genitrice! E te lo voglio dire in un orecchio, lettore gentile: essa ne va tanto fiera!”. Tanta passione, tanto amore per il canottaggio e negli anni successivi nelle riunioni federali ai più giovani verrà dato modo di apprezzare la dedizione dei fratelli Giannoccaro per lo sport remiero.

Un raid impegnativo, una grande crociera a remi (non è poco percorrere oltre 3.000 chilometri in due mesi), che si innestava nella grande evoluzione del canottaggio italiano che grazie anche a questo impegno dei canottieri valorizzava la sua azione in ogni angolo d'Italia. Gianbattista e Antonio Giannoccaro erano studenti all'Università di Torino ed era nella logica che i due canottieri della Pro Monopoli non trascurassero l'arte del remare proprio nella città che 40 anni prima era stata sede del canottaggio organizzato, appoggiandosi alla storica Canottieri Cerea, che poi fu la base di ideazione dell'importante impresa. Con loro i soci della Cerea Franco Rippa, importante coordinatore della iniziativa, Alfredo Bonetto e Imerio Rocca, della Caprera Mario Piana e della Armida Edgardo Vergiati. Sette appassionati vogatori a bordo del “Piemonte”, la particolare baleniera (a sei remi di punta e banco fisso) espressamente studiata e attrezzata, con rotazione periodica in percorso tra remo e timone. Una iniziativa che coinvolse per la sua eccezionalità l'attenzione e collaborazione delle numerose società di canottaggio sviluppate lungo il percorso del Po e delle coste italiane, con accoglienze festose ed accompagnamento a volte per lunghi tratti delle barche sociali. E tra le curiosità ricordate nel libro anche l'accoglienza all'arrivo a Bari, dove tra l'altro erano arrivate anche due yole della Pro Monopoli che il giorno successivo avrebbero fatto scorta agli argonauti sino a casa: “All'altezza del faro del Porto di Bari ci viene incontro un motoscafo della Capitaneria. Poco dopo è la volta delle agili yole della “Barion”, numerosissime, di cui due vogate da signorine, ...”: un segno importante dell'apertura graduale al canottaggio femminile iniziata negli anni venti.

Il raid ebbe inizio a Torino il 7 luglio 1928, il percorso fluviale si concluse a Porto Garibaldi il 14 luglio, quello sull'Adriatico il 1^ agosto a Santa Maria di Leuca, poi il 3 a Taranto. Il 15 agosto avvicinamento al Tirreno con arrivo a Reggio Calabria, il 26 a Napoli e l' 1 settembre a Fiumicino, con conclusione il giorno successivo a Roma, accolti sul Tevere dalle imbarcazioni dell'Aniene e della Tevere Remo.

Ferruccio Calegari   


 

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