71 centesimi fanno la differenza nelle finali non olimpiche tra il
 quarto posto e le medaglie


AIGUEBELETTE, 04 settembre 2015 - Sono complessivamente 71 centesimi, ben meno di un secondo, a separare paradiso e inferno per l’Italremo non olimpica, impegnata questa mattina ai Mondiali di Aiguebelette nelle finali di due senza Pesi Leggeri maschile, singolo Pesi Leggeri femminile, quattro di coppia Pesi Leggeri maschile e otto Pesi Leggeri maschile. Appena 14 centesimi lasciano fuori dal podio l’otto leggero di Paolo Di Girolamo (Forestale), Francesco Schisano (CN Stabia), Vincenzo Serpico (Fiamme Oro), Elia Luini (CC Aniene), Leone Maria Barbaro (Tirrenia Todaro), Davide Gerosa (SC Lario), Lorenzo Tedesco, Piero Sfiligoi (CC Saturnia), timoniere Gianluca Barattolo (Marina Militare). L’ammiraglia leggera azzurra si stacca dai blocchi di partenza più rapidamente degli avversari, e mantenendo oltre 40 colpi in acqua transita in testa sia al primo rilevamento sia a metà gara davanti alla Germania, iridata in carica ma nuova per tre ottavi e nel timoniere, e agli Stati Uniti, in lotta con la Francia per la medaglia di bronzo mentre la Turchia, terza ad Amsterdam 2014 a tre decimi dall’Italia, cambiata per appena due ottavi sembra l’ombra dell’armo sorpresa della scorsa edizione. All’approssimarsi dei 1500 metri l’azione azzurra paga la forte prima parte di gara e così l’Italia è sorpassata dai tedeschi, davanti per soli 30 centesimi, poi negli ultimi 300 metri la Francia concretizza la propria rincorsa piombando sul traguardo in seconda posizione dietro la Germania che si conferma campione del Mondo, mentre l’Italia non ritrova la brillantezza mostrata per più di metà gara e viene scippata del bronzo dagli Stati Uniti per 14 centesimi.

I restanti 57 centesimi dei vituperati 71 sono quelli che decretano il quarto posto del due senza leggero di Armando Dell’Aquila (Fiamme Oro) e Petru Alin Zaharia (SC Caprera), dietro Gran Bretagna, Francia e Germania. La partenza azzurra è buona, e Dell’Aquila e Zaharia si trovano in seconda posizione dietro gli inglesi, che possono contare su Scrimgeour, bronzo iridato della specialità da due anni consecutivi, e i francesi, che hanno in barca Mouterde, secondo nel due senza pielle ad Amsterdam 2014. Il ritmo della gara è serrato ma l’equipaggio azzurro tiene bene e a metà gara è sempre secondo, anche se la Francia in terza posizione incalza i due italiani, arrivando a sopravanzarli poco prima dei 1500 metri. La Gran Bretagna è l’unica delle barche in gara che sembra avere una marcia in più e va a laurearsi campione mondiale, l’Italia cerca di rientrare sulla Francia, ancora vicina, ma dietro una Germania diesel completa colpo su colpo la lunga rimonta verso il podio, arrivando a un passo dal traguardo a superare gli azzurri, che chiudono quarti per, appunto, 57 centesimi.

Quinto posto per Giulia Pollini (CC Cernobbio) nella finale del singolo leggero femminile, alle spalle della neozelandese McBride, detentrice della miglior prestazione mondiale nella specialità e iridata Under 23 nel doppio leggero femminile a Plovdiv, all’inglese Walsh, alla statunitense Bertko, bronzo ad Amsterdam lo scorso anno, e all’ex campionessa mondiale della specialità, la brasiliana Beltrame, che trionfò a Bled nel 2011. L’azzurra è quinta per tutto il percorso, mantenendo sempre un discreto vantaggio sulla portacolori della Germania, che chiude sesta, e mai troppo staccata dalle migliori. Per la Pollini questo quinto posto significa la soddisfazione di essere stata protagonista di una finale ben strutturata, nella quale non ha affatto sfigurato.

Nel quattro di coppia pielle maschile l’Italia di Federico Gherzi, Francesco Pegoraro (SC Esperia), Matteo Mulas (CLT Terni) e Josè Casiraghi (SC Milano) è quarta al via di una finale orfana della Grecia campione del Mondo negli ultimi due anni ma dove c’è la Germania argento iridato 2013 e 2014 ma col solo Lawitzke reduce dal podio di Amsterdam 2014. I tedeschi conducono la gara per buona parte del suo svolgimento sugli accaniti francesi e sulla Danimarca, mentre gli azzurri in quarta posizione davanti a Stati Uniti e Gran Bretagna provano a restare attaccati al treno delle medaglie. Nell’ultima frazione, dopo un passaggio ai 1500 metri che vede Germania, Francia e Danimarca racchiuse in appena un secondo, i padroni di casa sferrano l’assalto decisivo all’equipaggio tedesco e vanno a prendersi il titolo mondiale per tre decimi, con i danesi terzi. Poco più dietro Gran Bretagna e Stati Uniti risalgono la china nel tentativo di riportarsi vicine alla lotta per il podio e superano così l’Italia, che chiude in sesta posizione.

Nelle finali B, vittoria e settimo posto complessivo per il due con di Emanuele Liuzzi (Fiamme Oro), Luca Parlato (Marina Militare) e timoniere Andrea Riva (CUS Pavia), secondo posto e ottavo complessivo per il quadruplo leggero femminile di Eleonora Trivella (VVF Billi), Nicole Sala (SC Lario), Valentina Rodini (SC Bissolati) e Greta Masserano (CUS Torino), mentre infine nel singolo Pesi Leggeri il campione mondiale in carica nonché detentore della miglior prestazione mondiale della specialità Marcello Miani (Forestale) chiude sesto, dodicesimo posto complessivo.

  

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