Quarta giornata di qualificazioni con l’ammiraglia in finale


AIGUEBELETTE, 02 settembre 2015 - L’operazione tra le più difficili di questo mondiale era portare l’ammiraglia azzurra tre le sei grandi del canottaggio mondiale. Un obiettivo raggiunto e che mancava all’Italia dal 2009 quando, durante il mondiale di Poznan (Polonia), si piazzò al sesto posto. Oggi, infatti, l’ultima qualificazione in programma era quella dell’otto maschile, formato da Matteo Stefanini (Fiamme Gialle), Fabio Infimo (RYCC Savoia), Andrea Tranquilli (Fiamme Gialle), Pierpaolo Frattini (CC Aniene), Giovanni Abagnale (Marina Militare), Domenico Montrone, Luca Agamennoni (Fiamme Gialle), Vincenzo Abbagnale (Marina Militare) e Enrico D’Aniello (CN Stabia) al timone, per i quali i pronostici iniziali davano proibitivo il sogno di raggiungere la finalissima per giocarsi la qualificazione alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Grazie a nove persone, tutte motivate e tutte piene di voglia di fare e di dare il meglio che ognuno poteva dare, questo sogno si è avverato al termine di una gara al cardiopalmo. Sul finale, infatti, l'Italia in rimonta attacca i polacchi che stavano ricuperando sulla Russia. Negli ultimi quattrocento metri gli azzurri mettono letteralmente il turbo alla barca e piazzano un serrate finale incredibile che fulmina le speranze della Polonia, medaglia di bronzo al mondiale 2014, che ormai già assaporava l'accesso in finale, e sul traguardo solo la Russia si impone per 92 centesimi su una fantastica Italia e per 1.06 sulla Polonia spinta fuori dalla finale da un’Italia stratosferica per 14 centesimi. Appuntamento alla finale prevista per il 6 settembre al termine della quale solo i primi cinque andranno automaticamente a Rio 2016.

Continuando con le note positive relativamente alle barche olimpiche, da registrare l’accesso in semifinale del quattro senza pesi leggeri di Martino Goretti (Fiamme Oro), Stefano Oppo (Forestale), Livio La Padula (Fiamme Oro), Alberto Di Seyssel (SC Armida) che non hanno lasciato margine agli avversari e, dopo una gara condotta autorevolmente, sono piombati sul traguardo con oltre sette secondi di vantaggio sulla barca austriaca. Per loro anche il secondo miglior tempo di qualifica e semifinale prevista per il 4 settembre. In semifinale anche il doppio dei poliziotti Andrea Micheletti e Pietro Ruta che, dopo essere stati primi a 1000 metri, subiscono l'attacco dei sudditi di Sua Maestà che intorno ai 1300 sorprendono gli azzurri che comunque reagiscono e cominciano a inseguire palata su palata per non lasciar andare via la Gran Bretagna e per contenere l’eventuale ritorno di Nuova Zelanda e Irlanda. Sul finale gli inglesi vincono con una barca di vantaggio sugli azzurri che si piazzano secondi davanti all’Irlanda. Il due senza di Niccolò Mornati e Vincenzo Capelli, CC Aniene, accede alle semifinali al termine di una gara condotta inizialmente in testa e in seguito alle spalle della Gran Bretagna che, intorno agli ottocentocinquanta metri, ha superato la barca azzurra. Ma l'armo italiano ha continuato senza forzare perché ormai sicuro dell’accesso alla fase successiva e, quindi, ha tagliato il traguardo sempre dietro ai britannici, ma davanti al Canada che, nel frattempo, aveva sbarrato la strada ai bielorussi. La semifinale per il due senza è prevista per domani 3 settembre.

Accede alla semifinale, barca non olimpica, il singolo leggero di Marcello Miani (Forestale) che, dopo una partenza non velocissima, si porta in testa alla gara tallonato dal Belgio e dalla Nuova Zelanda che non mollano la presa. Una condotta di gara che vede l’azzurro sempre in testa per tre quarti di percorso e, solo nell’ultima parte, la barca neozelandese attacca per superare Miani, ma oramai il passaggio era nelle sue corde e quindi taglia il traguardo in seconda posizione. Per lui semifinale prevista sempre per domani 3 settembre. Non riesce a superare lo scoglio dei quarti di finale il doppio pielle femminile di Laura Milani e Elisabetta Sancassani (Fiamme Gialle) le quali non sono riuscite ad essere mai pericolose per le avversarie e hanno chiuso la loro gara in sesta posizione troppo lontane dalla zona di qualifica. Una barca che, tra alterne sfortune, è arrivata al mondiale con la consapevolezza di avere una strada irta di ostacoli, ma le atlete hanno comunque dimostrato di voler continuare ad essere protagoniste, solo che una stagione intera lontano dalle gare che contano, le varie coppe del mondo, ha inficiato la loro performance anche perché da poche settimane nuovamente in barca insieme.

Rimanendo tra le barche olimpiche, anche il singolo di Gaia Palma (SC Lario) non riesce ad andare oltre la sesta posizione in una gara in cui la lotta per le prime posizioni si è mantenuta serrata per tutto il corso della regata, con la Danimarca pronta ai 1500 a piazzare l'attacco giusto e superare l'Irlanda, mentre dalle retrovie riescono a risalire forte Bielorussia e Zimbabwe. L’arrivo in volata con Bielorussia, Irlanda e Zimbabwe che bloccano la possibilità alle altre concorrenti, tra cui anche la barca italiana, di poter sperare nell’accesso alla semifinale. Si ferma anche il doppio senior di Laura Schiavone (CC Irno) e Sara Magnaghi (SC Moltrasio) che, dopo essere rimaste troppo indietro nella prima parte, nella seconda parte di gara, anche se le cose si iniziavano a complicare, tentano di reagire ma non riescono a sganciarsi dalla sesta posizione. Sul finale è bagarre in testa con la Cina che va all’attacco della Nuova Zelanda, mentre l'Olanda tenta di fare da terzo incomodo e sul finale la Cina ha la meglio per pochissimo sulla barca neozelandese con l’Italia che termina fuori dalla semifinale.

Per quanto riguarda il due con di Luca Parlato (Marina Militare), Emanuele Liuzzi (Fiamme Oro) e Andrea Riva (Cus Pavia) al timone, neanche lo spostamento, dopo la batteria, di Liuzzi a capovoga è riuscito a migliorare ulteriormente la condizione dell’armo che non è andato oltre il sesto posto in un recupero durante il quale è stato in gara per mille metri, mentre nella seconda parte ha subito gli attacchi di Bielorussia e Serbia che, aumentando il ritmo, si sono trascinate Sud Africa e Francia. In questa bagarre vorticosa la barca azzurra è stata risucchiata al sesto posto. Terzo, infine, il quadruplo leggero di Greta Masserano (Cus Torino), Valentina Rodini (SC Bissolati), Nicole Sala (SC Lario) e Eleonora Trivella (VVF Billi) che con cuore e coraggio hanno dato del filo da torcere alle avversarie e, in special modo, alla barca statunitense la quale, dopo un appassionante testa a testa con le azzurre, accede alla finale mentre la barca italiana, malgrado i ripetuti tentativi di aggancio, mancano il passaggio del turno per poco più di un secondo.

 

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