Plovdiv. Il bilancio di Spartaco Barbo


PLOVDIV, 26 luglio 2015 - Al termine del Mondiale Under 23 il Capo Settore Under 23 maschile Spartaco Barbo traccia il bilancio di questa fortunata spedizione in terra bulgara: “Con la vittoria di tre ori, di un argento e di un bronzo ritengo che il settore maschile abbia risposto adeguatamente alle aspettative iniziali. Abbiamo portato undici barche e di queste otto sono approdate in finale per cui è stato un lavoro di squadra anche se questo risultato non era del tutto scontato. Rilevo, però, che quello che siamo riusciti a fare qui lo abbiamo fatto al termine di un anno reso difficile da diversi impegni precedenti a questo mondiale: la Coppa del Mondo di Varese, dove abbiamo partecipato con l’otto, mentre subito dopo diversi equipaggi under 23 hanno preso parte alle Universiadi, le quali andavano onorate, e rientrando in Italia a raduno già iniziato. Va sottolineato che diversi atleti di valore sono attualmente impegnati nel raduno pre-mondiale assoluto con la squadra olimpica e, quindi, non ho potuto fare affidamento su di loro.

Per quanto riguarda le medaglie, la prima arrivata è stata quella del quattro con, una vittoria voluta e ricercata da tutto l’equipaggio che si è dedicato con attenzione e devozione al lavoro prefissato. La seconda è stata quella del due senza pesi leggeri, che ritengo sia stata una piacevole sorpresa in quanto l’equipaggio è giovanissimo e con pochi chilometri di allenamento assieme. La loro forza è stata la caparbietà. Il terzo oro è stato quello del quattro senza pielle costruito durante il raduno e, negli ultimi giorni, completato col rientro di Di Girolamo da Lucerna. Sono stati davvero bravi poiché sono riusciti a ottimizzare, in pochissimi giorni, il lavoro vincendo con autorevolezza un mondiale non scontato. L’argento è arrivato, invece, dal singolo pesi leggeri di Pegoraro che, per il secondo anno consecutivo, ha raggiunto il podio in una delle specialità più affollate e difficili del mondiale. La medaglia di bronzo, infine, è arrivata dalla giovanissima coppia di Vicino e Galano che sono riusciti ad amalgamarsi e salire sul podio con testa ed entusiasmo. Per tutte le altre barche che hanno disputato la finale sottolineo che hanno lottato con tenacia senza perdere mai di vista l’obiettivo finale.

Per quanto riguarda gli equipaggi che hanno disputato la finale B, ritengo che il doppio meritasse di più, ma la sua preparazione è stata rallentata, come ho detto prima, dalla partecipazione alle Universiadi, mentre un discorso a parte merita l’otto che ha perso l’acceso in finale per soli tredici centesimi. Ritengo che questo sia dovuto solo alla poca esperienza in quanto l'equipaggio era formato da ragazzi alla prima partecipazione in un mondiale under 23 cosi difficile. In finale B hanno dimostrato, come del resto il doppio, di valere di più. Il singolista Cattane, infine, è in crescita e, come prima partecipazione, ha effettuato un buon mondiale. Per tutto il lavoro fatto per arrivare qui, e per i risultati ottenuti, è stata fondamentale la compattezza e la professionalità di tutto il gruppo degli allenatori: dall’esperienza di Vittorio Scrocchi al perfezionismo di Marco Russo e alla serenità di Stefano Fraquelli. Per questo li ringrazio come ringrazio Franco Cattaneo per la squisita collaborazione e il Direttore Tecnico La Mura per la fiducia che mi accorda annualmente e i preziosi consigli che mi arrivano al momento giusto. Un grazie infine al settore sanitario e alla team manager che hanno favorito, con il loro lavoro, la partecipazione al mondiale. Concludo ringraziando tutta la squadra che mi ha seguito sin dal primo giorno rispondendo ad ogni mia sollecitazione.

  

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