Piediluco nella storia e nel mito del canottaggio italiano


PIEDILUCO, 12 aprile 2015 - Tra i fondatori del Circolo Canottieri Piediluco, e dello stesso Memorial d’Aloja, spicca Fosco di Giuli, un dirigente ormai sulla soglia degli ottantacinque anni che non mostra l’età quando c’è da partecipare ad un evento remiero. Il suo è un racconto appassionato pieno di ricordi del tempo che sancì la crescita del canottaggio tricolore: il tempo di Paolo d’Aloja presidente federale. Chi era Paolo d’Aloja? ”Per parlare di d’Aloja ci sarebbe da mettersi seduti e raccontare per un mese. Secondo me era una persona squisitissima. Voleva innanzitutto interpretare le esigenze del canottaggio ed amava profondamente tutti i ragazzi senza eccezione alcuna”. Qual è il ricordo più caro nella fondazione di questo centro di Piediluco? “Il ricordo più bello è stato quando abbiamo avuto l’autorizzazione per costruirlo. Paolo aveva il pallino per Piediluco perché lo considerava, giustamente, un lago perfetto per tutte le manifestazioni remiere sia nazionali che internazionali. Lui amava Piediluco come amava se stesso”.

Rispetto all’idea iniziale che avevate cosa è cambiato nel tempo? “E’ cambiato innanzitutto il piacere di sapere che molte società di canottaggio amano questo bacino come noi piedilucani: il lago non ha mai dato problemi sia per allenarsi che per gareggiare. Io ricordo perfettamente la preoccupazione del colonnello Andrea Speciale delle Fiamme Gialle che diceva: “Non possiamo fare la gara perché c’è vento”. Gli rispose Mario Bovo della Marina Militare: “Se questo è vento negli altri laghi si ribaltano le barche”. Veramente qui le condizioni meteo non hanno mai fatto interrompere una gara”. Ma da cosa è partita l’idea di far sorgere un centro remiero federale proprio qui? “L’idea è partita da alcuni veterani del canottaggio piedilucano. Dicevano: è possibile che a Piediluco non ci possa ritornare il canottaggio? Eravamo un gruppo di cinque o sei e iniziammo a fare una sottoscrizione per sensibilizzare gli abitanti a questo problema. Hanno risposto tutti secondo le disponibilità che avevano e abbiamo iniziato con il costruire un capannone di lamiere su un terreno concesso gratuitamente e di li è cominciata la storia del Circolo e del Centro Nazionale di Piediluco”.

Come ha incontrato Paolo d’Aloja? “Ho incontrato d’Aloja nell’allora Comitato Decima Zona di canottaggio. Allora tutte le società inserite nell’attività remiera sceglievano un elemento che faceva parte di questo Comitato, fui scelto e quindi a Roma conobbi Paolo d’Aloja e Mario Bovo. L’idea di utilizzare il Lago di Piediluco per il Centro Federale fu conseguente”. Quali sono i suoi sentimenti oggi nel momento che ha partecipato alla premiazione? “Le dirò che mi sono commosso. Ultimamente non sono stato più invitato a partecipare al Memorial e alle altre manifestazioni remiere sul lago, però sono sempre in zona. Alcuni membri del Consiglio della Canottieri Piediluco, questa volta, hanno avuto l’idea di avere la mia presenza ed io sono stato davvero molto felice “.


Nella foto: Fosco Di Giuli durante una premiazione al Memorial 2015; Di Giuli tra il Delegato FIC Umbria Benito Montesi e il Presidente Federale Giuseppe Abbagnale; il tecnico Giuseppe De Capua con Fosco Di Giuli

 

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