Le performance degli atleti azzurri al Memorial d’Aloja


PIEDILUCO, 12 aprile 2015 - È consuetudine al termine di una manifestazione come il Memorial d’Aloja esprimere moderata soddisfazione sull’andamento tecnico delle regate. Il non sbilanciarsi, il non dire nulla oltre il consentito rappresenta una prassi scaramantica e prudenziale, in particolar modo all’avvicinarsi delle prove di qualificazione olimpica previste per fine estate. Il pericolo di esaltarsi e l’esigenza di nascondere non è presente nelle parole di Franco Cattaneo: il suo ruolo consente solo analisi ponderate e una chiara visione della realtà. Come giudichi lo stato di forma dei nostri atleti in questo momento della stagione agonistica? “Lo stato di forma è buono nella maggior parte dei casi. Dobbiamo continuare a lavorare con attenzione come abbiamo fatto questo inverno, non dobbiamo assolutamente rilassarci né perché in alcune specialità si sono registrate delle buone prove, né perché gli appuntamenti internazionali, da questo momento in poi, sono lontani. Dobbiamo tenere alta l’attenzione e continuare a fare bene quello che stiamo facendo e prendere i giusti correttivi. Nelle prossime riunioni che organizzeremo con i capi settore valuteremo le variazioni a ciò che si deve modificare”.

Al Memorial di quest’anno si sono viste belle regate coronate da arrivi risolti solo nel finale, da questo avete tratto indicazioni utili? “Direi di si. In parecchie gare abbiamo avuto un’ottima condotta fin dall’inizio e quando c’è stata la possibilità di giocarcela sul passo i ragazzi sono stati bravi a tenere duro e quando c’è stata la necessità del serrate finale sono stati molto grintosi nel cercare di sorpassare tutti, talvolta per qualche decimo di secondo abbiamo vinto, in altre occasioni con lo stesso minimo distacco abbiamo perso, come nel caso del due senza senior che per qualche centesimo è rimasto dietro. Ma questo va bene, fa parte del gioco. Quest’anno il Memorial era di ottimo livello, è una manifestazione che dal punto di vista tecnico sta crescendo, non tanto dal punto di vista della quantità, quanto della qualità degli equipaggi. Per quello che ci riguarda in ogni specialità, l’ho ribadito in una riunione con lo staff tecnico, ci sono uno o due equipaggi di ottima caratura mondiale che fanno da riferimento nella nostra squadra nazionale. In ogni settore abbiamo trovato atleti che ci hanno fornito indicazioni sul livello della preparazione e per l’assemblaggio degli equipaggi. Sono molto contento sia per le nostre performance in rapporto alle squadre internazionali, sia per la qualità mostrata dall’edizione 2015 del Memorial Paolo d’Aloja”.

 

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