Il bronzo europeo di Paolo Perino


ROMA, 17 marzo 2015 - Continuano le interviste ai protagonisti della scorsa stagione. Oggi per noi Paolo Perino (Fiamme Gialle), che sul quattro senza assieme a Cesare Gabbia (SC Elpis), Giovanni Abagnale (CN Stabia) e Giuseppe Vicino (Fiamme Gialle), è riuscito a salire sul terzo gradino del podio agli Europei di Belgrado, sfiorando il secondo. Un bronzo importante conquistato al termine di una gara molto dura e combattuta.

Paolo parliamo della scorsa stagione: "L'anno scorso è stato un anno un po' difficile a livello personale perché sono stato colto più volte da impedimenti fisici. Nonostante questo però, stringendo i denti, sono sempre riuscito a presentarmi alle gare e agli appuntamenti importanti, sia in ambito nazionale che internazionale. Nelle combinate TRio, ad esempio, tolta la prima gara, sono sempre salito sul podio. A livello nazionale comunque, il culmine l'ho raggiunto ai campionati italiani dove ho conquistato due titoli in quattro con e in quattro di coppia. Ho avuto la possibilità di disputare due competizioni perché Luca Agamennoni si è dovuto fermare per un problema alla schiena e io sono stato scelto da Franco Cattaneo come sostituto. In questo senso posso affermare che al livello nazionale sono più che soddisfatto"

A livello internazionale? "Per quello che riguarda l'ambito internazionale invece sono un po' meno contento. Sicuramente sono stato soddisfatto del terzo posto ottenuto agli europei, soprattutto considerando che siamo saliti sul podio con la barca fortemente rimaneggiata. Mario Paonessa e Matteo Lodo infatti si sono dovuti fermare a causa di problemi fisici. Io e Vicino siamo riusciti a mantenere alto il morale della barca e, assieme agli altri, a disputare un'ottima prestazione". Cosa vi ha permesso di ottenere il risultato? "Siamo stati bravi a lasciarci dietro difficoltà e problemi vari. C'è da dire che gli allenamenti sono abbastanza pesanti e durante la fase preparatoria uno può essere stanco e stressato, in quei momenti possono nascere disguidi. Il nostro quattro senza, nonostante tutto, ha sempre affrontato gli allenamenti con l'unico obiettivo del mondiale, inteso come tappa per il percorso olimpico. Siamo sempre stati in grado di mettere da parte tutte le difficoltà e concentrarci sull'obiettivo"

Parliamo del mondiale? "Purtroppo, durante la preparazione per il mondiale ho avuto ancora un problema fisico. Sono dovuto scendere dal quattro senza per ristabilirmi. Questo ha determinato un riassestamento delle scelte dei tecnici. Alla fine io sono stato scelto per gareggiare sul quattro di coppia. Da parte mia conoscevo i membri dell'equipaggio e avevo dimestichezza con la specialità. Ovviamente la preparazione è stata breve perché io avevo fatto tutto l'anno di punta".

Ti ha creato molti problemi il cambio all'ultimo? "In realtà per me quella è stata una difficoltà in più che ho affrontato con piacere perché penso che comunque l'atleta debba essere capace di fare tutto. Specializzarsi è importante ma in caso di necessità è fondamentale essere in grado di sopperire a qualsiasi esigenza della squadra".

E della gara che dici? "Ti dico: a Genova c'è vento ma ad Amsterdam il campo non era nemmeno paragonabile. E' vero, ci siamo lamentati tutti, le gare sono state tutte sfalsate, tra noi atleti ci siamo chiesti il perché della scelta di quel campo per disputare un mondiale, visto che si sa benissimo quali problemi può comportare. E' difficile dire come sarebbe andata la gara in condizioni di maggiore praticabilità, ma a prescindere dal risultato saremmo stati comunque più contenti perché avremo potuto sfruttare meglio quell'occasione per testarci a livello mondiale".

Siamo in conclusione, vuoi aggiungere qualcosa? "Vorrei concludere con alcuni ringraziamenti. Innanzitutto voglio ringraziare i miei genitori che mi sopportano quando torno dai raduni stanco e stressato. Loro per me sono un sostegno fondamentale. Poi ringrazio la mia ragazza, Laura, che mi ha sempre aiutato e che qualche volta deve avere un po' di pazienza. Ringrazio poi Stefano Melegari, il mio allenatore nella società sportiva Murcarolo. Lui mi ha seguito per una decina d'anni e grazie al suo lavoro sono stato in grado di affrontare raduni e gare senior. Lui in sostanza mi ha indirizzato verso la strada giusta".

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