Roma: nasce comitato promotore fra istituzioni per
 contratto fiume Tevere


ROMA, 27 febbraio 2015 - Nascerà oggi, in Campidoglio, il Comitato promotore fra istituzioni per un contratto di fiume del Tevere a Roma. E' il terzo Comitato a carattere istituzionale per contratti di fiume nel Lazio, dopo quello varato a Magliano Sabina perla 'Media Valle del Tevere', che a sua volta seguiva quello a carattere interregionale (Lazio, Toscana e Umbria) organizzato sul fiume Paglia dal Consorzio Tiberina, che si sta estendendo al sub-bacino del Chiani e al 'Basso Tevere umbro'.

Athos De Luca, presidente della commissione Ambiente di Roma Capitale,ha organizzato infatti, per oggi, 27 febbraio, una giornata per il 'Contratto di fiume del Tevere' e la nascita dell'Osservatorio approvato dalla giunta come riferimento istituzionale per tutte le problematiche relative alla valorizzazione e risanamento del Tevere.

Saranno presenti, tra gli altri, gli assessori all'Ambiente di Roma capitale, Estella Marino, e della Regione Lazio, Fabio Refrigeri, la presidente di Acea, Catia Tomasetti, il segretario generale dell'Autorità di bacino del Tevere, Giorgio Cesari, la coordinatrice per i Contratti di fiume del ministero dell'Ambiente, Gabriela Scanu, il dirigente del centro funzionale regionale di Protezione civile, Francesco Mele, il presidente del Consorzio Tiberina, Giuseppe Maria Amendola, il presidente dell'Associazione dei Circoli storici di Roma,Maurizio Romeo, il presidente del Circolo Canottieri Lazio, Raffaele Condemi.

Il contratto di fiume del Tevere nell'area urbana di Roma e il contratto di foce, infatti, da ottobre 2014, sono sostenuti da due folti Comitati promotori di singoli cittadini, sottoscrittori a titolo personale, pur operando in istituzioni, associazioni, enti di ricerca, come ricorda il Consorzio Tiberina, che oggi presenterà, nell'occasione, una raccolta di progetti nazionali e internazionali sul Tevere a Roma, un'analisi conoscitiva preliminare integrata, una serie di strategie da condividere, una proiezione sulle risorse nazionali ed europee mobilitabili e il nuovo portale 'Open-Tevere'.

"Cambiare volto al modo di vivere il Tevere - sottolinea il Consorzio Tiberina - significherebbe cambiare volto a una parte significativa della città; razionalizzare e migliorare la gestione del fiume sarebbe anche un ottimo esercizio di gestione dei beni pubblici e di coesione territoriale. L'impresa può dirsi storica, per certi versi, tendendo a restituire nuovamente il Tevere a Roma, che è città di fiume e di mare".

"L'organizzazione del 'sistema Tevere', in un periodo di forte crisi finanziaria, non può che passare - avverte - attraverso la mobilitazione congiunta di risorse pubbliche e private, nazionali e internazionali; basti pensare all'annoso problema della manutenzione ordinaria e al ruolo che possono giocare concessionari e gestori, piccoli o grandi che siano, nel presidio attivo del territorio. In questo, il contratto di fiume può dirsi strumento realmente idoneo, vedendo la partecipazione cooperativa dei soggetti privati che entrano nella realizzazione delle misure individuate dalla programmazione per l'ambito territoriale, con la quota di risorse che essi rendono disponibile".


Consorzio Tiberina

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