Canottieri Gavirate: il sogno atlantico, seconda puntata


GAVIRATE, 25 febbraio 2015 - Sta procedendo a gonfie vele la preparazione di Matteo Perucchini che come abbiamo già annunciato nello scorso comunicato parteciperà il prossimo dicembre alla Talisker Whisky Atlantic Challenge, sfida che prevede la traversata dell’Oceano Atlantico a remi. E’ interessante sapere che l’Oceano Atlantico è stato il primo oceano ad essere attraversato da un’imbarcazione a remi. Il rematore inglese John Fairfax infatti nel 1969 partì dalle Isole Canarie e raggiunse la Florida in 180 giorni con un’imbarcazione singola.
Ad oggi il canottaggio oceanico rimane uno degli sport più estremi del pianeta ed ha conquistato il titolo di “nuovo Everest”. Matteo, che ricordiamo essere il primo italiano a prendere parte a questa traversata, ha scelto di utilizzare una barca doppia ad uso singolo, ma andiamo a scoprire più nel dettaglio di che tipologia di imbarcazione stiamo parlando.

La barca (nelle foto) è stata disegnata da Phil Morrison - classe 1946 e designer inglese di imbarcazioni – il quale ha costruito numerose barche che hanno preso parte alla prima gara di attraversamento dell’Oceano Atlantico nel 1996.
Quest’imbarcazione nello specifico rientra nella categoria delle “Challenge Class Ocean Rowboat”, vale a dire che è una barca a remi oceanica da competizione, ed è stata costruita nel 2012.
Nel 2013 l’armo è stato completato ed allestito dal più moderno e specializzato tra i cantieri che costruiscono le Ocean Rowing Boats: il Rannoch Adventure.
Lo scafo è stato costruito in sandwich laminato, con cabine e ponte di remata in fibra di carbonio e resina epossidica. Le dimensioni sono: 7,32 metri di lunghezza, 1,83 metri di larghezza e avrà una zavorra di 150 kg.
Due le cabine presenti a bordo: una sarà utilizzata da Matteo per dormire e riposarsi, mentre l’altra servirà per immagazzinare scorte, viveri ed attrezzature per l’impresa.
Interessante sapere che la barca ha già completato una traversata dell’Oceano Atlantico nel 2013 in 61 giorni.

Ovviamente a bordo dell’imbarcazione Matteo potrà contare sulla presenza di numerose strumentazioni tecnologicamente avanzate, tutte alimentate da pannelli solari, che giocheranno un ruolo chiave per massimizzare le prestazioni e garantire un adeguato livello di sicurezza.
Tra gli strumenti più importanti vi sono: un display di navigazione multifunzionale che permette la pianificazione della rotta, un sistema GPS portatile e nei casi più estremi Matteo ha a disposizione il sestante per la navigazione astronomica.
A bordo dell’imbarcazione è stato predisposto anche un Sistema di Identificazione Automatica (AIS) di solo ascolto per comunicare con le altre imbarcazioni nelle vicinanze ed un autopilota a barra che aiuterà Matteo a mantenere la giusta rotta.
Inoltre sarebbe impossibile riuscire a trasportare la scorta d’acqua potabile necessaria per 90 giorni di navigazione, per questo motivo è stato installato un dissalatore elettrico automatico a tecnologia osmosi inversa ed uno manuale di emergenza.
In caso di emergenza c’è una zattera di salvataggio dotata di trasmettitori di localizzazione che una volta attivati si interfacceranno con un sistema satellitare al fine di facilitare le operazioni di ricerca e soccorso.

Infine è previsto nella dotazione anche un’ancora paracadute - strumento ideale in caso di forte vento o tempesta - ed un telefono satellitare che verrà utilizzato per ricevere informazioni su perturbazioni, venti e che ovviamente permetterà a Matteo di rimanere in contatto che la famiglia ed il team a terra.
Per altre info visita: www.sognoatlantico.com


Alessandro Franzetti – Ufficio Stampa A.S.D. Canottieri Gavirate

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