E continua il gemellaggio tra il canottaggio piemontese
 e quello pugliese


MILANO, 14 febbraio 2015 - Accadeva 87 anni fa. Oggi le cronache della d'Inverno sul Po riportano gli sprazzi di entusiasmo tra gli amici della Canottieri Barion, saliti da Bari a Torino per partecipare alla 32^ d'Inverno sul Po, premiante fatica organizzativa della Canottieri Esperia. E gli alfieri del canottaggio barese saranno in gara in equipaggi misti. E sono i misti, a volte, la forza di chi non vuol mai smettere di remare, e qui tra gli altri troviamo anche un “master”, Bruno Ninivaggi, nella categoria over 55. A volte, e torniamo ad un evento di 87 anni fa che ebbe origine da Torino e dopo 3.050 km. si concluse a Roma, l'attenzione ai canottieri nasce da varie circostanze. Protagonisti due campioni pugliesi, in quel caso di Monopoli, i fratelli Giambattista e Antonio Giannocaro, soci della “Pro Monopoli” ed allora studenti universitari a Torino, che diedero vita ad una appassionante raid tra Po, Adriatico, Jonio e Tirreno, concludendosi dopo 57 giorni (dal 7 luglio all'1 settembre), in 47 tappe a Roma, dove risalirono lungo il fiume Tevere. Gli altri componenti l'equipaggio erano Franco Rippa, Alfredo Bonetto e Imerio Rocca della “Cerea”, con Mario Piana della “Caprera” e Edgardo Vergiati della “Armida”. Altri tempi, forse, ed altro tipo di entusiasmo, ricordando che nel tempo Torino fu la base di partenza (ma anche di arrivo) di numerose crociere a remi. Ovviamente non poteva mancare una tappa a Monopoli, che fu preceduta da quella a Bari, alla Canottieri Barion, accolti con grande entusiasmo, già in mare aperto, da una flottiglia di barche a remi tra cui anche una yole con equipaggio femminile: davvero all'avanguardia i canottieri baresi.
Queste interessanti e simpatiche notizie appaiono nel corposo “diario di bordo” realizzato da Giambattista Giannocaro, in seguito dirigente ed importante giudice arbitro federale, tramutato in libro di oltre 200 pagine pubblicato dalla Canottieri Cerea, dov'erano state gettate le basi di ideazione, e poi la partenza dell'iniziativa.
La barca era un lancione a sei remi, e timoniere, battezzato Piemonte, con struttura di voga a banco fisso, tipologia apprezzata dall'autore “... ebbimo a constatare quanto comodi e pratici fossero i banchi”.
E la grande fatica si concluse, con generale entusiasmo a Roma, al galleggiante dell'Aniene.

 

Ferruccio Calegari



  

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