L'Italia si fa in Otto. Riparte l'ammiraglia


Il progetto del d.t. La Mura per riportare ai Giochi l`armo più nobile

di Franco Morabito
(Corriere dello Sport - Stadio)

ROMA, 06 gennaio 2015 - Con il 2014 definitivamente archiviato e le Feste natalizie alle spalle, da mercoledì il remo azzurro torna in acqua con una serie di raduni finalizzati ai Mondiali assoluti di Aiguebelette (Francia; 20 agosto-6 settembre) che, oltre alle medaglie, assegneranno anche le prime qualificazioni per i Giochi di Rio 2016.
Il programma varato dal d.t. Giuseppe La Mura, tornato due anni fa alla guida del canottaggio italiano dopo esserlo già stato dal 1993 al 2004, prevede, oltre alle consuete convocazioni del gruppo olimpico, anche una novità: il "Progetto Otto per Rio 2016`: L`obiettivo è riproporre la nostra barca ammiraglia per i prossimi Giochi dopo esserne stata assente sia a Pechino 2008 che a Londra 2012. Ne fanno parte otto azzurri: Vincenzo Capelli, Pierpaolo Frattini, Andrea Palmisano, Fabio Infimo ed Emanuele Liuzzi, che erano già a bordo dell`Otto che si è piazzato nono ai Mondiali di Amsterdam dello scorso anno, più Luca Parlato al rientro dopo un grave infortunio ai legamenti crociati del ginocchio, e la coppia Simone Raineri e Matteo Stefanini, prelevata in blocco dal quadruplo.

PRIMI PASSI. «Il progetto cominciai ad impostarlo subito al mio rientro da direttore tecnico, dopo che l`Otto era stato praticamente abbandonato dal nostro programma olimpico - spiega La Mura con l`entusiasmo di sempre, nonostante lo scorrere del tempo - La mia intenzione era soprattutto quella di allargare la rosa, per dare un obiettivo anche ad alcuni giovani che, non trovando al momento spazio sulle altre barche di punta, il due e il quattro senza, non avrebbero avuto stimoli sufficienti per continuare ad allenarsi a pieno ritmo. Così nel 2013 partecipammo senza particolari ambizioni ai Mondiali di Chungju, in Corea, e la barca fu ottava, una piacevole sorpresa». Da allora il gruppo ha cominciato a crederci e lo stesso La Mura ha preso a considerare quel tentativo qualcosa di più di una semplice avventura, tanto da ripetere l`esperienza, con una formazione leggermente modificata, ai Mondiali dello scorso anno. «Ad Amsterdam ci siamo piazzati al nono posto con avversari ancor più numerosi e qualificati dell`anno prima, convincendomi che la strada intrapresa era quella giusta».

COCKTAIL. Si arriva così al 2015, con una rosa di nomi sui quali La Mura ha puntato le sue scelte. Un misto di giovani (Parlato, 23 anni; Liuzzi, 24; Infimo, Palmisano e Capello, 26) e più anziani (Frattini e Stefanini, 30), ma tutti con una lunga esperienza alle spalle e un consistente numero di medaglie in bacheca, trainati da un veterano come Raineri che, a 37 anni, un oro e un argento olimpico e altre cinque medaglie iridate, non ha perso la voglia di rimettersi in gioco e di lottare. La Mura ha definito nei dettagli anche il programma di lavoro. «Per dare la possibilità a Palmisano di dedicarsi anche alla professione (quest`anno deve ottenere l`abilitazione da avvocato; ndr) il gruppo si allenerà all`Aniene di Roma, il circolo per il quale sia lui che Capelli e Frattini sono tesserati e che ha messo a totale disposizione la sua struttura dietro il semplice rimborso delle spese di foresteria e dei pranzi. Il gruppo sarà seguito a tempo pieno ancora da Vittorio Altobelli della Forestale, che lo aveva allenato anche per i Mondiali 2014; è un tecnico giovane ma assai preparato, motivato e con un buon feeling con i ragazzi. Poi, una volta alla settimana andremo anch`io e Andrea Coppola (collaboratore di La Mura ed ex d.t. azzurro dal 2006 al 2008; ndr). Il tutto fino a marzo quando tutti i settori saranno riuniti in pianta stabile a Piediluco». Via via che il progetto prende corpo si fanno più chiari anche gli obiettivi. «Quest`anno punteremo a qualificarci per Rio. Non sarà facile, perché ai Mondiali di Aiguebelette saranno in palio solo cinque pass olimpici e sulla carta - fra le nazioni che punteranno a centrare il traguardo in questa prima tornata - dovremo fare i conti con Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia, Francia e Polonia. Ma allenandoci duramente e col massimo impegno, dobbiamo convincerci che l`impresa non è affatto impossibile».


Nelle immagini: l'otto azzurro in azione a Chungju 2013 e ad Amsterdam 2014.

 

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