Violenza di genere: cinquecento metri di solidarietà!


ROMA, 08 novembre 2014 - Da ponte Cavour a ponte S.Angelo un percorso pieno di storia e di solidarietà. Domenica 23 novembre dalle 9,00 il fiume Tevere ospiterà la seconda edizione della regata “Via le mani” all’ombra della mole di Castel S.Angelo in un contesto unico dove la basilica di San Pietro, con la sua celeberrima cupola, farà da sfondo alla fatica dei canottieri provenienti da tutta Italia. In passato si è discusso a lungo sulle difficoltà di organizzare regate agonisticamente regolari sul Tevere, ma in tempi recenti si sono trovate soluzioni che possono conciliare la regolarità della competizione con il panorama veramente unico di Roma. Il percorso presenta alcune particolarità che vanno segnalate: la partenza obliqua, concepita per eliminare l’inconveniente della curvatura dell’alveo fluviale, e la divisione della regata in due fasi. I cinquecento metri del percorso sono assicurati indipendentemente dal punto della linea di partenza che l’equipaggio sceglie: nella prima fase di qualificazione ogni armo gareggerà da solo contro il tempo scegliendo la traiettoria ritenuta ottimale su un campo di regata completamente libero.

In altre parole si è adottato lo stesso criterio delle gare di atletica sui duecento metri: la partenza è in curva, ma ogni atleta compie lo stesso percorso per arrivare al traguardo. Certamente bisognerà prevedere lo stato del fiume che in questa stagione, a causa delle piogge, si presenterà quantomeno in stato di intumescenza, con una significativa velocità della corrente che aiuterà gli equipaggi a percorrere la distanza in tempi ridotti. Ma la velocità dell’acqua sarà uguale per tutti. Il bando di regata prevede tre categorie open, maschile, femminile e mista, con età media per equipaggio non inferiore ai quaranta anni. L’intento è evidente: si vuole evitare il rischio, presente in tutte le regate aperte, di equipaggi troppo giovani che sfidano i veterani. Anche in questo caso, quindi, l’intenzione è quella di garantire le medesime possibilità a tutti i partecipanti. E’ vero che si tratta di una iniziativa di solidarietà, ma occorre sottolineare che si tratta sempre di una regata con tutti gli annessi e connessi. Tra questi, fondamentali, ci sono i giudici di regata federali e i cronometristi dell’omonima federazione. Per cui non ci sono dubbi che si tratterà di una iniziativa strutturata secondo i criteri previsti dal “Codice delle Regate”.

D’altra parte il modo migliore di concepire la vicinanza alle donne oggetto di violenza è portare un contributo nella cosa che i canottieri sanno fare meglio: regatare con passione. E questo, c’è da giurarci, sarà l’intento di tutti il 23 novembre. Le fasi eliminatore determineranno i quattro finalisti per ogni categoria che si cimenteranno in due regate a corsie invertite per eliminare eventuali situazioni fluviali favorevoli a causa della corrente disomogenea. Si regaterà quindi prima per aggiudicarsi il terzo e quarto posto, poi per il primo e secondo. La vittoria sarà dell’equipaggio che, sommando i due percorsi, avrà fatto il tempo minore. Lo spettacolo per il pubblico non dovrebbe mancare poiché gli arrivi si susseguiranno con ritmo serrato evitando quei tempi morti che danneggiano lo spettacolo. Vedere decine di equipaggi sfidarsi sarà certamente avvincente ricordando che tutto si svolgerà nello spirito del “Via le mani” imitando il movimento tecnico del canottaggio che avvia ad una nuova palata. Si ricorda, infine, che le iscrizione vanno inviate entro le ore 24.00 di Mercoledì 19 novembre a FIC Comitato Regionale Lazio segreteria@ficlazio.it la quota di iscrizione è di 20 euro che saranno devolute, sottratte le spese, all’associazione ONLUS “Telefono rosa” che sostiene le donne sottoposte a violenza. Le imbarcazioni saranno messe a disposizione delle società remiere capitoline.

  

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