Filippi-Cerea, che storia!


TORINO, 04 novembre 2014 - Il Cantiere Filippi di Donoratico e la Canottieri Cerea, sono un po’ come quegli amici della porta accanto, che si conoscono da una vita ma che hanno aspettato scattasse la scintilla giusta, per creare insieme un connubio di successo. E oggi, alla vigilia dell’edizione n° 23 del Silver skiff di Torino (dal 7 al 9 novembre), ormai una classicissima del calendario remiero internazionale, con pochi rivali in Europa e nel mondo, possiamo ragionevolmente sostenere, che queste due realta’ sono legate a doppio filo da un appuntamento, che dura lo spazio di un weekend ma che da sette stagioni li impegna per 365 giorni all’anno. E per come si spendono, quei 120 e passa volontari, in quei tre giorni a tutta birra su e giu’ per i pontili della mitica Reale Canottieri Cerea, il club piu’ esclusivo e datato d’Italia (1863 la data di fondazione), si capisce perche’, ogni anno, le richieste di partecipazione aumentano, alla stregua dei carrelli della Filippi, sempre piu’ numerosi davanti all’ingresso del club.

Del resto, il Silver, deve origini e fortune proprio a questo spirito di ospitalita’ e cordialita’ in un contesto pero’ di sana competizione, che a guardare bene è anche nel dna della Lido Filippi di Donoratico, una realta’, ormai industriale, che ad oggi ha in mano piu’ del 50 % del mercato remiero internazionale. Insieme, rappresentano forse l’ideale del made in Italy che vorremmo per noi e per le nuove generazioni. Umilta’, disponibilita’ e il talento dei singoli che fanno squadra, per raggiungere un obbiettivo comune. Lo stesso talento, espresso senza riserve in questi anni di sprint sugli undici chilometri del percorso sul Po, dai migliori singolisti al mondo, a cominciare dal campione Olimpico di Londra 2012 il neozelandese Mahe Drysdale (foto sotto). Lui, qui, ha vinto tutte quattro le volte che e’ venuto, lasciandosi pure andare ad una danza Maori con il connazionale Natan Cohen (gia’ campione mondiale nel doppio senior e 4° alle olimpiadi di Pechino ) in un’occasione del “terzo tempo” ,che alla domenica sera, nel dopo gara, si svolge in una suggestiva location cittadina. Non ci sbagliamo quindi nel definire il Silver una sorta di happening remiero, a cui hanno partecipato anche atleti emergenti, come lo fu nel 2009, la ceca Knapkova ,della quale fior di esperti dicevano non possedere il “killer instinct”, l’instinto del killer, che uccide la gara, per poi ritrovarcela campionessa mondiale nel 2011 Karapiro (NZ) . Ovviamente, agli organizzatori e’ anche capitato di dover “inseguire” campioni , come il ceco Ondrey Synek o l’inglese Zac Purchase, (campione olimpico del doppio a Pechino con Hunter), che per improcrastinabili impegni di lavoro dell’inseparabile consorte “Fliss” (che sta per Felicity) ,all’ultimo momento dette loro buca, nonostante la ferrea volonta’ di averli a Torino. All’ultimo tuffo, quest’anno, a dire di no, e’ stata Emma Twigg, la skiffista neozelandese campionessa mondiale di specialita’, in agosto, ad Amsterdam. Sarebbe stata l’attrazione del Silver (che ha gia’ vinto nel 2009) ma non ha potuto resistere alle lusinghe del Cristo del Corcovado (buon per lei) di Rio de Janeiro, dove è stata invitata in occasione della Conferenza Allenatori, che cade proprio in contemporanea con la kermesse torinese: voleva fortissimamente partecipare alla Silver ma pare che non abbia proprio potuto dire di no e presto ne capiremo il motivo. Ma Umberto Dentis e soci non hanno fatto una piega e subito si sono messi a caccia di altri pezzi da 90, del panorama internazionale. E cosi’ la scelta e’ caduta sui dominatori del doppio senior ad Amsterdam, ovvero i fratelli Sinkovic, reduci da una fantastica performance alla recente Head of the Charles di Boston, nel Great Eight, in compagnia di gente del calibro di Drysdale,Tufte,Synek, Brass e Bahain. Con loro, altri due fratelli d’eccezione, Thiko e Vincent Muda olandesi e finalisti nel doppio pesi leggeri agli ultimi mondiali e anche loro protagonisti sul Great Eight di categoria, sempre a Boston a meta’ ottobre. A dar loro battaglia, per un posto sul podio del Silver un nutrito gruppo di canottieri americani che da anni costituiscono lo zoccolo duro della partecipazione straniera . Diciamo di Michael Sivigny, Daniel Johnson e dei veterani Flory, Benning e Hamilton.Fortissima in campo maschile anche la presenza tedesca, con il fresco campione del mondo junior di singolo Ole Naske e l’altro campione iridato di Amburgo, sul 4x, Henrik Runge.

Gli italiani, Goretti, La Padula, Tuccinardi (foto a lato), Pegoraro, Margheri, Gherzi, Gravina e Lovisolo, cercheranno di tenere alto il vessillo tricolore. La nostra speranza, e’ che in futuro, la presenza italiana sia corroborata da altre eccellenze. Perche’ è vero che i media ci trascurano ( e forse e’ un po’ anche colpa nostra n.d.r. ) ma il bagno di folla che offre il Silver, dove campioni affermati remano gomito a gomito di chi li ha eletti a beniamini, quando di mezzo ci sono le medaglie pesanti, è un'opportunita’ che in pochi (Drysdale e’ uno di quelli) sanno apprezzare e valorizzare. Chi invece, conosce a menadito certe dinamiche promozionali, sono certamente gli organizzatori della SilverSkiff, che sono in rete dal 1998, anno in cui furono messi on line sia il sito della canottieri Cerea (www.canottiericerea.it) che quello del Silver skiff (www.silverskiff.org), che oggi, con l’arrivo dei “social” si sono assicurati una media di 100.000 visitatori unici annuali. Per non dire della connessione wireless, attiva nei locali del club piemontese fin dal 2000 e la contestuale creazione di archivi di dati, che con pochi click, consentono di inoltrare inviti alla partecipazione, a tutte le latitudini. Confermata anche per la regata 2014, la diretta in streaming sul sito ufficiale, che tanto successo di utenti ha avuto nella passata edizione. Con l’aggiunta di poter seguire in diretta, non solo l’esito della gara ma anche ascoltare le voci dei protagonisti, davanti e dietro le quinte, nel corso di un talk show, allestito per l’occasione. Non solo chiacchiere pero’. E questo grazie all’accordo rinnovato con il Dipartimento di Informatica dell’Universita’ di Torino, che ha messo a punto un sistema di cronometraggio in grado di fornire in tempo reale la classifica, anche suddivisa per categorie sui 5 video che saranno sistemati sulla terrazza della Cerea.

Dunque, idee, passione e innovazione tecnologica. Sembra davvero di sentire David Filippi, il titolare, quando, sotto la propria tenda, in giro per il mondo, risponde a chi gli fa i complimenti per la crescita esponenziale dell’azienda livornese. Filippi sara’ al Silver con il meglio della produzione 2014, dando la possibilita’ ai partecipanti di testare modelli, che per varie ragioni, non trovano posto negli hangar delle societa’ di appartenenza. Almeno una cinquantina gli scafi che saranno a disposizione di chi viene dall’estero, a fronte di un totale di 800 iscritti, fermo restando che da tutta Europa scendono a Torino carrelli con barche di proprieta’ di club o privati. In quel numero ovviamente e’ inclusa l’appendice del futuro, costituita dalla regata del Kinder Skiff, che si svolge nella giornata di sabato e che negli anni si è guadagnata, anch’essa una cornice internazionale.

Non volendo o forse volutamente, ci siamo dimenticati della quota rosa che una volta, per statuto, non trovava residenza nei corridoi pregni di storia,cimeli e campioni della Canottieri Cerea. Le donne, appunto, che anche quest’anno nonostante la defezione della Twigg, saranno rappresentate da atlete di assoluto livello mondiale. Diciamo di Genevra (Gevvie) Stone (foto a lato), la migliore skiffista americana del momento, della campionessa mondiale pesi leggeri la belga Peleman, della singolista russa finalista mondiale Levina ormai un’ habitué della competizione, insieme alle tedesche (bronzo mondiale 2013) Lena Muller e Anja Noske. E di donne ce ne sono tantissime, anche tra le centinaia di volontari, che davvero costituiscono la parte nobile e imprescindibile del sodalizio di Viale Virgilio. Sono volontari ma ognuno sa esattamente quale è il proprio compito, che si tratti di andare a prendere gli atleti all’aeroporto di Caselle o di aiutare i canottieri a scendere in acqua, sempre con l’obbiettivo di garantire a tutti le massime condizioni di sicurezza. In questo senso, va sottolineato pero’ anche l’apporto degli altri club remieri torinesi, che oltre ad aprire le porte delle loro societa’, per evitare il congestionamento degli spazi riservati ai canottieri in Cerea, mettono a disposizione i motoscafi lungo in percorso, sempre per consentire a tutti di remare al massimo delle loro possibilita’. Insomma il Silver, come fiore all’occhiello di una citta’. E lo hanno capito gli amministratori della Citta’ piemontese, che hanno scelto questa competizione come unico evento ufficiale remiero del 2015, in cui Torino sara’ la capitale Europea dello sport. Che significa, massima esposizione mediatica e un futuro forse ancora piu’ azzurro per Cerea e Filippi che quel colore lo hanno adottato da sempre.


SC Cerea

 

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