Amburgo: Le dichiarazioni dei protagonisti


AMBURGO, 10 agosto 2014 -

QUATTRO CON MASCHILE

Ivan Capuano (capovoga RYCC Savoia): “Eravamo troppo convinti di andare bene e, anche se inizialmente stavamo dietro, non mi sono perso d’animo e ho iniziato ad aumentare il ritmo. Ho sentito la barca reagire e allora ho pensato ' è fatta '. Abbiamo prima tenuto a distanza la Nuova Zelanda e poi siamo andati all’attacco della Gran Bretagna e quando l’abbiamo superata è stato bellissimo: in un attimo è svanita anche la fatica che stavo facendo. Sono troppo felice di questa medaglia che dedico tutta a mia mamma che è venuta fin qui a vedermi e poi ai miei allenatori Mariano Esposito e Andrea Coppola”.

Andrea Maestrale (CN Posillipo): “Grande gara, ragionata e combattuta e alla fine pure vinta, sono molto soddisfatto anche perché siamo riusciti a fare la nostra tattica di gara nonostante la prima parte sia stata dura perché abbiamo dovuto ricuperare il distacco. Siamo una buona formazione ed eravamo convinti di poter arrivare a questo risultato. Dedico la mia medaglia a Mimmo Perna, il mio allenatore, alla mia Società a Rosario Aita e Peppone (Giuseppe, ndr) Piscopo”.

Andrea Cattaneo (numero tre, SC Bissolati): “Abbiamo fatto una gara da manuale anche se nella prima parte abbiamo dovuto inseguire, ma non ci siamo scomposti più di tanto. Dopo i primi settecento metro abbiamo iniziato a macinare sul passo e alla fine abbiamo vinto con un grande vantaggio. Mi piace molto essere in cima al mondo e per questo dedico il risultato al mio allenatore Gigi Arrigoni, alla mia Società, alla mia famiglia e ai compagni di squadra”.

Dario Favilli (numero quattro, SC Firenze): “Sono molto soddisfatto di come è andata la gara anche se nei primi 500 metri eravamo indietro, ma subito dopo siamo riusciti a ritrovare il nostro passo e poi a imporlo agli altri. Sono felicissimo di questo risultato che ci ripaga, e mi ripaga, di tutto il tempo dedicato a questo meraviglioso sport. Dedico il titolo alla mia famiglia e ai mieli allenatori Luigi De Lucia e Andrea De Coro”.

Francesco Tassia (timoniere, Ilva Bagnoli): “Al via è stato molto duro perché il vento non ci ha fatto fare la partenza che volevamo ed eravamo dietro poi, piano piano, abbiamo ricuperato e alla fine abbiamo vinto bene. È stata una gara ragionata, ma per tre quarti di percorso molto dura, mentre nella seconda parte, appena superata la Gran Bretagna, abbiamo controllato. Dedico la medaglia alla Società e alla mia famiglia”.

QUATTRO SENZA FEMMINILE:

Andrea Olga Jorio Fili (capovoga, SC Armida): “Abbiamo sofferto molto nella prima parte di gara per il vento forte. Poi però siamo riuscite a riprendere il nostro passo e a macinare colpo su colpo e siamo arrivare terze. Sono contenta per questo risultato che speravo di ottenere, ma che non era scontato. Ringrazio la mia Società i miei allenatori e la mia famiglia. Sono felicissima anche perché sono riuscita a impostare la gara come mi avevano detto i miei allenatori questa mattina. Grazie!”

Angelica Merlini (numero due, Tevere Remo): “Abbiamo recuperato molto sul passo dopo una partenza resa incerta dal vento contro. A mille metri ho sentito la barca più solida e fluida e siamo riuscite a consolidare la terza posizione, ma volevamo ancora di più e la capovoga ha aumentato il ritmo. Sono contenta e felice di questa medaglia. Voglio ringraziare e dedicare questo risultato alla Società, alla mia famiglia e a tutta la squadra azzurra. Felice di essere sul podio mondiale: un sogno realizzato”.

Nicoletta Bartalesi (numero tre, SC Varese): “Ancora non ci credo di essere terza al mondo. Mi piace questa cosa e mi piace anche perché è stata una gara davvero dura perché abbiamo lottato contro avversarie forti e contro un vento contrario ancora più forte che ci ha costretto a inseguire e questo ci ha fatto spendere molte energie specialmente nella prima metà di gara. Sono davvero felice e questa felicità la voglio condividere che le persone che mi vogliono bene, con la mia Società e con la mia famiglia”.

Beatrice Millo (numero quattro, SC Limite): “Soddisfatta di questa medaglia, soddisfatta di aver gareggiato con tre compagne meravigliose, soddisfatta di essere qui. Tutto questo mi appaga e mitiga anche la grande fatica che abbiamo fatto per mantenere alto il numero di colpi e per lottare per rimanere sul podio. Che dire, se rifacessi la gara mille volte la farei sempre allo stesso modo. Dedico la medaglia alla mia mamma e alla mia Società, al mio allenatore e a quelli della nazionale”.

OTTO MASCHILE

Neri Muccini (capovoga, SC Firenze): “Abbiamo perso il contatto con gli avversari subito in partenza, c’era troppo vento e ci ha danneggiato. Abbiamo subito cercato di ricuperare attaccando in continuazione, ma alla fine è stato confermato il distacco iniziale. È andata così, mi dispiace ma devo comunque essere contento di avere questa medaglia al collo”.

Leonardo Pietra Caprina (numero due, SC Firenze): “Abbiamo provato a ricuperare il distacco iniziale, ma gli altri avevano preso troppo vantaggio e quindi abbiamo fatto la nostra gara. L’unico rimpianto che ho è quello di non aver potuto esprimere tutte le nostre potenzialità. In ogni modo il rimpianto è mitigato dalla soddisfazione del podio per cui lo dedico ai miei genitori ed agli allenatori Luigi De Lucia e Andrea De Coro”.

Simone Tettamanti (numero tre, SC Moltrasio): “Inizialmente la barca non era perfetta, per 500 metri siamo rimasti indietro e sballottati, poi ci siamo ripresi e abbiamo attaccato lasciandoci subito dietro la Gran Bretagna. Sul finale è andata così e quindi va bene anche perché abbiamo, e ho, dato tutto e sono contento del bronzo che dedico alla mia famiglia e alla mia Società”.

Leonardo Calabrese (numero quattro, Tevere Remo): “Sono un po’ arrabbiato ma allo stesso tempo soddisfatto di quello che abbiamo fatto. Per me questo è stato il primo mondiale e quindi, anche se ho l’amaro in bocca, sono contento lo stesso. Voglio dedicare questa medaglia a Agostino Abbagnale per avermi seguito sempre e non avermi mai mollato neanche quando ho avuto problemi, e di problemi ne ho avuti. Grazie Agostino”.

Raffaele Giulivo (numero cinque, Marina Militare): “Mi posso ritenere abbastanza soddisfatto anche se eravamo arrivati qui per vincere. Lo sport però è questo e quindi il risultato va accettato e comunque è sempre una medaglia mondiale e questo mi rende anche felice perché posso dedicarla alla mia famiglia e alla mia Società che mi ha sostenuto e mi è stata vicina. Inoltre la voglio dedicare a mio nonno che avrei voluto che fosse qui e che mi avesse visto, ma sono certo che da lassu mi ha guardato lo stesso”.


Alessandro Piffaretti (numero sei, SC Moltrasio):”Io sono soddisfatto del podio e della medaglia, certo eravamo partiti per un risultato diverso, ma lo sport è questo e quindi va bene così. Ripensando alla gara, e alle condizioni del lago, potevamo fare meglio, ma comunque sempre terzi al mondo siamo e quindi dedico la medaglia ai miei genitori, al mio allenatore Alberto Tabacco, al mio amico Giorgio e a mia nonna Dolores”.

Riccardo Peretti (numero sette, SC Lago d’Orta): “Potevamo vincere perché era questo il nostro primo obiettivo, ed era nelle nostre possibilità. Penso sia normale che ci sia un po’ di amarezza appena finita la gara. In ogni modo sono soddisfatto lo stesso di questo podio e lo dedico agli atleti del College di Piediluco, alla mia Società e a tutti quelli che mi hanno seguito e fatto il tifo qui al mondiale”.

Riccardo Mager (numero otto, SC San Remo): “C’era molto vento e appena siamo riusciti a riprendere il ritmo abbiamo attaccato e verso i mille ci siamo messi alle spalle gli inglesi. Più di quello che abbiamo fatto non siamo riusciti a fare e quindi mi ritengo contento della medaglia anche se mi sarebbe piaciuto salire più in alto. La medaglia di bronzo la dedico alla mia famiglia e alla mia ragazza Marta che sono venuti qui a vedermi”.

Niccolò Mancusi Lotti (timoniere, SC Firenze): “Se avessimo vinto la batteria probabilmente ora non staremmo a commentare una medaglia di bronzo. Eravamo qui per vincere, ma è andata così anche se i ragazzi hanno dato tutto quello che avevano e rispondevano a ogni mia sollecitazione. Soddisfatto di essere ancora sul podio che dedico ai miei genitori, alla mia Società e ai mieli allenatori De Lucia e De Coro”.

 

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