Coupe: il resoconto delle finali di domenica


LIBOURNE, 03 agosto 2014 - Dopo l'oro di sabato punto ed a capo per il 4 con di Lapo Corenich (Firenze), Giovanni Balboni (CUS Ferrara), Giacomo Braghiroli, Alberto Dini e il timoniere Federico D’Onza (SC Firenze), che domenica si presentano sul campo di Libourne come l'equipaggio da battere. Sono junior tutto d'un pezzo, coraggiosi e coriacei che ben si sono amalgamati sul quattro con il timoniere, specialità nella quale riescono ad esprimere tutto il loro potenziale. E così è anche domenica mattina. Ci sono spagnoli ed inglesi che vorrebbero rompere le uova nel paniere degli azzurri, e ci provano, quel tanto che basta affinché il turbo azzurro entri a pieno regime lasciando gli avversari a spartirsi le medaglie di metalli meno pregiati. La barca scorre e loro sono distesi fin sul traguardo quando l'incitamento della tribuna li fa ancora una volta volare a conquistare l'oro.  

Due scugnizzi tutto muscoli cuore e cervello quei Peppe Di Mare e Luca Agrillo (CN Posillipo), che sabato in finale sono arrivati forse un po' affannati, volendo dare il meglio di loro stessi, arrivando ad un argento che poteva bastare lo spazio di una notte. Domenica mattina Peppe e Luca hanno trovato un'intesa più forte di quella tra due compagni di barca qualunque. I loro colpi erano portati all'unisono come il loro respiro ed il battito dei loro cuori, cuori grandi che quando hanno visto ciò che avrebbero potuto fare, non ci hanno pensato due volte: inserito il turbo e via verso una importante splendida vittoria.  

Una gara da manuale quella del doppio femminile di Asja Maregotto e Federica Molinaro (SC Padova) che hanno lasciato sfogare le avversarie fino a metà gara mantenendo sempre il contatto, dopodiché si sono scatenate e colpo su colpo hanno messo tra loro e le altre un distacco d'oro bissando il successo del sabato.

Una barca convinta delle proprie possibilità il quattro senza donne formato da Arianna Leoni Di Pietro (RCC Tevere Remo), Lavinia Martini (CC Aniene), Sara Lisi, Aurora Temporin (Fiamme Gialle), che ha venduto cara la pelle da subito. Partite con il gruppo delle migliori, il passo ha rappresentato la forza di queste 4 ragazze che poi nel finale hanno fatto vedere i sorci verdi a tutte le altre, mettendo la loro punta davanti e mantenendola con caparbietà e convinzione fino sul traguardo: un oro che premia la determinazione e la sostanza di questo equipaggio.

Set e partita si direbbe in linguaggio tennistico. Se le gare della seconda giornata non sono sempre scontate, per l'otto di Andrea Erilmi, Davide Tognetti, Luca Corazza, Emanuele Biscaro (SC Monate), Michele Frasca  (Tirrenia Todaro), Mattia Magnaghi, Matteo Della Valle (SC Moltrasio), Mattia Pizzetti (SC Lario), Patrick Rocek-timoniere (SC Moltrasio) domenica è stata una marcia trionfale nella quale non c'è stato niente per nessuno. Incisivi, cattivi, belli da vedere, l'otto di coach Gaeta ha messo la ciliegina sulla torta nella gara delle ammiraglie che la dice lunga sul valore dell'Italia che rema siglando un entusiasmante successo azzurro di Coppa.

Avevano piacevolmente stupito sabato conquistando l'oro Matteo Fontanella, Alessandro Mazzali-Marina Militare, Alessandro Visentini-SC Esperia, Pietro Cappelli-RCC Cerea nel 4 senza. Dalle batterie si vedeva un armo fresco ed in gran spolvero, reattivo ed elastico, e sabato ha entusiasmato gli italiani presenti a Libourne, sobbalzare sugli scranni della tribuna francesi e portoghesi che speravano di vedere i loro giovani vogatori transitare per primi sul traguardo. Domenica altro giro ed altra corsa, così è la Coupe: il primo giorno si prendono le misure degli avversari e domenica si cerca di cambiare le sorti della gara. Gli azzurri non sono andati più piano, forse gli altri un pelino più veloci, perché i quattro moschettieri hanno fatto l'impossibile per ripetere il risultato del primo giorno, hanno risposto agli attacchi, e cercato fino all'ultimo metro di gara il gradino più alto del podio, e l'argento è meritato tutto al 100%.

Nel singolo maschile una medaglia di bronzo a sorpresa per lo sculler azzurro Davide Iacuitti (CC Barion), che ha entusiasmato tutti. Davide è partito molto più convinto di sabato, e non si è lasciato intimorire dagli avversari, andando subito all'attacco, lavorando bene sul passo, rintuzzando gli attacchi avversari e mantenendo il contatto con il podio fin sul traguardo dove transitava in terza posizione.

Una bella copia della gara di sabato per il 2 senza di Diletta Diverio (Cus Torino), Micol Fabbrucci (SC Armida): domenica ci hanno provato, attaccando sul passo cercando il contatto con il terzetto di testa, rimanendo lucide fino sul traguardo e si son rese conto che il podio era veramente molto vicino: 4°

Una barca giovane, il 4 di coppia femminile, che non aveva nulla da invidiare alle altre cinque finaliste se non un po' di esperienza. Una finale ai piedi del podio che rappresenta una positiva esperienza per Beatrice Fioretta (Cus Torino), Chiara Arcangiolini (SC Firenze), Alice Stella, (SC Telimar), Ottavia Ravoni (RCC Tevere Remo): 6°.

Una gara rabbiosa quella di Nicola Bortolotti, Alessandro Franceschini, Luca Spinelli (SC D’Annunzio), Renato Avino (SC Flora), nel 4 di coppia, che con grande carattere hanno voluto dimostrare il loro valore sul campo, guadagnando il primo posto nella finale B.

Il mancato accesso alla grande finale non ha demoralizzato Emma Torre (Sc Viareggio)che ha voluto dimostrare fino all'ultimo metro di gara il suo valore, attaccando e chiudendo con determinazione, vincendo la finale B.

Nel doppio maschile Alessio Vagnelli (RYCC Savoia), Luca Tenca (SC Flora) gareggiavano nella finale B che vedeva l'armo azzurro concludere al 4° posto.

Terzo posto nella gara delle riserve per il due senza di Enrico Flego e Tiziano Prelazzi (CC Saturnia).


 

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