Internazionale Para-Rowing, il gran finale sul Lago di Aiguebelette


AIGUEBELETTE, 21 giugno 2014 - Vigilia di finalissime trascorse tra innumerevoli attività che vanno dall’allenamento, alle misurazioni delle altezze e dei piani di voga, a ripristinare le ruote delle carrozzine che hanno deciso di non rotolare bene. Insomma, tanta serenità e soprattutto la consapevolezza che questa regata internazionale è un banco di prova per ripartire in vista del gran finale di stagione che coincide con il mondiale Para-Rowing di Amsterdam (Olanda). Ieri sera le telefonate del Coordinatore della Squadra Nazionale, Franco Cattaneo, che ha consigliato a tutti di rimanere concentrati e di dare sempre il meglio, del Capo Settore Dario Naccari che, seppur rimasto a Roma perché impegnato con gli esami di stato, si informa periodicamente del prosieguo delle attività ad Aiguebelette.

Sempre ieri ha raggiunto la squadra anche il Consigliere Lorenzo Bertini che, per la prima volta su un capo di regata dopo aver appeso definitivamente i “remi al chiodo”, era visibilmente emozionato tanto da far fatica a non sentirsi più atleta, ma con la voglia di mettere a disposizione dei ragazzi e ragazze la sua esperienza internazionale. Oggi, quindi, giornata di finali con inizio alle 17.20 con la finalina del singolo AS di Eleonora De Paolis (CC Napoli) che, alla sua prima internazionale fuori dall’Italia, ha dimostrato in ogni fase carattere e voglia di migliorare. Avrà contro Polonia, Svizzera, Olanda e Ungheria per un posto che va dal settimo all’undicesima posizione. La prima finalissima valida per l’assegnazione delle medaglie l'Italia la disputerà alle 17.52 col singolo AS maschile di Fabrizio Caselli (SC Firenze). Insieme a lui in finale la Germania, la Bielorussia, la Russia, la Gran Bretagna e l’Olanda per un’impresa, quella di salire sul podio, dura ma non impossibile. Vedremo come si chiuderà questa partita.

A concludere la regata internazionale Para-Rowing, e quindi la relativa finale, alle 18.28 ci penserà l'ammiraglia, il quattro con LTA Misto, con l'Italia che schiera la formazione Omar Airolo (C Gavirate), Tommaso Schettino (CC Aniene), Valentina Grassi (CC Roma), Lucilla Aglioti (CC Aniene) e al timone Peppiniello Di Capua (CN Stabia). Con gli azzurri, in acqua quattro, anche le formazioni di Polonia, Francia, Gran Bretagna e Ucraina. Ma vediamo da vicino chi sono i protagonisti di questa barca iniziando dal capovoga: Omar Airolo è un ragazzone alto e ben piazzato che ha iniziato a fare canottaggio gareggiando al Festival dei Giovani e continuando nelle gare delle varie categorie. Dopo l’incidente ha iniziato nuovamente nella categoria Adaptive, prima, e Para-Rowing, oggi, e non ha più mollato. “Mi piace fare canottaggio – dice Omar – mi sento in forma, mi piace allenarmi e vedo che questa barca può ancora migliorare. Omar, con un diploma da Geometra, sta facendo praticantato come Perito Assicurativo e a luglio farà l’esame per praticare la professione. Ama andare in bici e dice ancora che: “In questo gruppo si lavora bene, siamo sereni e mi piace molto l’ambiente perché siamo seguiti e c’è interesse intorno a noi”.

Al numero due siede, invece, un Ispettore della Guardia di Finanza, il Maresciallo Aiutante Tommaso Schettino, peraltro fratello di Vincenzo azzurro negli anni ’80, che ha una laurea in Economia e Management e, insieme alla moglie Monica, anche due figli: Mattia di cinque e Gian Mario di sette anni. “E’ duro conciliare lavoro, famiglia e canottaggio ma lo faccio perché voglio arrivare alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro e contribuire a riportare questa barca ai vertici che le competono – dice Tommaso, che aggiunge – Sono comunque soddisfatto di come ci stiamo preparando anche perché ogni giorno vedo la barca migliorare”. Tommaso ama anche leggere libri di narrativa e romanzi e gli piace ascoltare la musica leggera. Il quattro con è misto perché remano due uomini e due donne e proprio al terzo e quarto carrello vi sono due atlete, conosciamole meglio.

Al carrello tre siede Valentina Grassi, una bella ragazza alta che adora il cinema horror e i thriller, sta leggendo “Io Uccido” di Faletti, “è stupendo”, ci dice, e si è laureata ad aprile in Giurisprudenza. Sta preparando il dottorato per il settore civilistico, che dovrebbe dare fra cinque mesi. “Sono capitata per caso a fare canottaggio e ora non lo lascerò più, mi piace troppo – rivela Valentina, che aggiunge – come per caso sono capitata alla Canottieri Roma perché era vicino dove abitavo. Ho telefonato a Bruno Mascarenhas, il mio allenatore (più volte campione del mondo e medaglia di bronzo olimpica ad Atene 2004 nel quattro senza pesi leggeri, ndr), il quale mi ha fatto fare delle prove al remoergometro e ora eccomi qui felice di rappresentare l’Italia in una gara cosi importante”. Al carrello numero quattro è seduta, invece, una giornalista professionista, attualmente freelance, che possiede una laurea in lingue e letteratura straniera. Lei, che è barese, nel Capoluogo pugliese aveva frequentato la facoltà di veterinaria, ma spostatasi a Roma con la famiglia a malincuore l’ha dovuta abbandonare perché nel Lazio non c’era una facoltà di veterinaria.

“Amo il giornalismo e ho fatto anche un master in questo settore e mi piace raccontare lo sport – dice Lucilla – Nel 2000 ho lavorato per la Gazzetta dello Sport ed è stata una bellissima esperienza lavorativa”. Ma Lucilla ha anche praticato salto ad ostacoli in equitazione diventando “Amazzone dell’anno” e ora, quando il canottaggio lo permette, si dedica al kite surf. Ama ascoltare la musica degli indiani nativi d'America, il rock e da poco sta apprezzando molto la musica italiana. Tornando a parlare di canottaggio Lucilla dice che: “Mi piacciono gli spazi liberi, l’aria sul viso, la natura che mi circonda per questo amo il canottaggio e voglio arrivare a Rio 2016 per non lasciare mai più questo sport meraviglioso anche se ho in mente di avere un figlio - chiosa ancora Aglioti – per cui mi sa che un po' mi dovrò fermare. Mi piace essere qui e mi piace confrontarmi su un campo di regata che il prossimo anno sarà il palcoscenico sul quale tutti, sia noi para che gli atleti normo, si giocheranno le chance per partecipare a Paralimpiadi e Olimpiadi”.

Infine al timone il mitico Giuseppe “Peppiniello” Di Capua. Mitico per essere stato uno degli artefici dell’epopea del due con dei Fratelli Carmine e Giuseppe Di Capua. Un uomo che, dopo diciassette anni è stato chiamato dal “suo capovoga”, oggi Presidente federale, per entrare nella squadra Para-Rowing ed infatti lo scorso anno ha vinto l’argento ai mondiali di Chungju. “Stiamo lavorando bene, ma abbiamo ancora molto da fare – ci dice Peppiniello – gli inglesi sono forti e ancora troppo distanti da noi, ma noi lavoriamo per tentare di dargli qualche dispiacere agonistico (e scatta una risata, ndr)”. Di Capua, impiegato alla Telecom, ha anche un biscottificio molto noto a Castellammare, il “Biscottificio Cascone” che attualmente è diretto dai figli: “La mia famiglia mi ha spinto molto a tornare al timone e sono anche i miei primi tifosi e, quindi, non posso deluderli, come non posso deludere Peppe (Giuseppe Abbagnale, ndr), altrimenti si arrabbia (e sorride nuovamente, andando a controllare il timone della sua barca, ndr)

 

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