"E ANDIAMO A VINCERE", mille emozioni al C.C.Roma


ROMA, 16 maggio 2014 - L’emozione ha mille volti. E a noi piace partire dal volto di Mara Venier. Complice il folle traffico di Roma, la nota conduttrice televisiva giunge in ritardo alla presentazione di “E andiamo a vincere“. Si scusa, distribuisce splendidi sorrisi a destra e a manca. Al momento di prendere la parola: “Ma io che c’entro qui?!”, domanda divertita indicando tanti uomini di sport seduti al suo fianco: il Presidente del Comitato Olimpico, Giovanni Malagò; il Presidente della federazione canottaggio, Giuseppe Abbagnale, e suo fratello Carmine; il loro timoniere compagno di tanti trionfi, Giuseppe “Peppiniello” Di Capua; il deus ex machina del fenomeno Abbagnale, oggi direttore tecnico Fic, Giuseppe La Mura; infine i padroni di casa: il Segretario Generale del Circolo Canottieri Roma, Massimo Mannocchi, e il socio storico giallorosso, mito del giornalismo sportivo italiano, Gian Piero Galeazzi. Ebbene, l’emozione di Mara Venier si traduce in voce rotta quando pronuncia queste parole: “Nel mondo della televisione si fa tanta fatica a stringere amicizie vere. Quella che mi lega a Gian Piero è una di queste. Gian Piero – rivolgendosi a colui che lei stessa ‘sdoganò’ sul piccolo schermo come ‘Bisteccone’ – ti voglio bene. E sono qui perché ti voglio bene”.

L’emozione ha mille volti. E 180 pagine, quelle di “E andiamo a vincere”, il libro scritto dal socio Galeazzi coadiuvato dall’amico, collega e anch’egli socio di lungo corso Enrico Tonali. Editore Limina, prezzo di copertina 18 euro, per la precisione. Il racconto di un’epopea, la stessa che viene poi offerta in un video di qualche minuto ad una folta platea che non riesce a trattenersi: ogni scena applausi e ancora applausi. Applausi sul leggendario arrivo del “due con” dei fratelli Abbagnale a Seul ’88. Applauso finale su quell’”E andiamo a vincere” che contribuì a creare il mito Galeazzi e servì a raccontare il successo di un altro componente della stirpe Abbagnale: Agostino.

L’emozione ha il volto provato ma non esausto di Gian Piero Galeazzi, mentre scrive dediche e autografa centinaia di copie. Perché sono più di duecento gli amici venuti a trovarlo. Non soltanto i consoci giallorossi, ma anche gli amici da altri circoli storici della Capitale. Perché “Bisteccone”, per dirla come Mara Venier, è nel cuore di tanti.

Il salone del Canottieri Roma gremito, condotto per mano da una Susanna Galeazzi incantevole, è animato anche da un Presidente Malagò in grande spolvero. Il quale elogia il canottaggio (“E pensare che qualche ‘illuminato’, in passato, ha persino proposto la sua esclusione dai Giochi”), ripercorre l’elezione di Giuseppe Abbagnale alla massima carica Fic e ricorda la nomina di La Mura a direttore tecnico. Rinverdendo peraltro un aneddoto gustoso, che voleva la composizione del “due con” poiché lo stesso Giuseppe, non sapendo nuotare, necessitava di qualcuno che lo salvasse da un eventuale annegamento. Infine quella dedica: “Gian Piero, non potevo mancare a questa presentazione”.

La prima presentazione di un libro che ha già destato la curiosità degli appassionati. Il motivo lo ha ricordato l’autore stesso, sottolineando come la determinante collaborazione di ‘o dottore La Mura alla stesura del “romanzo-biografia” sia nata da due frasi: “Gian Piero non mi ha chiesto se me la sentissi di collaborare bensì di collaborare. E non poteva essere che lui a realizzare l’opera”.

Luogo deputato all’atteso battesimo quel Circolo Canottieri Roma in cui Gian Piero Galeazzi è nato come sportivo e si è formato come uomo, sin dalla giovanissima età sotto gli insegnamenti del papà Rino, leggenda giallorossa. Proprio a Rino Galeazzi, da quest’anno, è intitolata anche una coppa di canottaggio voluta dal Presidente del C.C. Roma, Andrea Tinarelli, e organizzata dal Consigliere responsabile per il settore Canottaggio Massimo Iaccarini con il direttore tecnico Bruno Mascarenhas.

La prima edizione della Coppa Rino Galeazzi ha preceduto la presentazione di “E andiamo a vincere”. Prologo interessante servito, dal punto di vista tecnico, anche per fare il punto sullo stato di forma dei giovani atleti di casa. Il trofeo è andato ad Andrei Nitu e Giulio Acernese, premiati poi da Gian Piero Galeazzi in un sorta di ideale passaggio di consegne. Il progetto per il futuro prevede un allargamento della competizione ad altre realtà capitoline in modo da creare un evento vetrina per tanti talenti.

E sono tutti lì i ragazzi del Circolo Canottieri Roma. Sorridenti. Emozionati, appunto.

Ufficio Stampa C.C.Roma -
Foto: Pino Fama

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