Eros Goretti nuovo Head Coach del Messico


ROMA, 19 febbraio 2014 - Partirà domenica mattina alle 10 da Malpensa e, via Francoforte, atterrerà a Città del Messico per assumere l’incarico di Capo Allenatore della Nazionale messicana. Stiamo parlando di Eros Goretti, il papà di Martino, che fino allo scorso anno era collaboratore del Settore Pesi Leggeri, ma senza lavoro poiché era stato licenziato dall’azienda nella quale ricopriva il ruolo di Quality Manager. “Essere licenziati dal lavoro è una cosa che ti segna molto – dice Eros che aggiunge – Ma dopo aver sconfitto due tumori allo stomaco, nulla mi fa più paura e per me, che domani compirò cinquantasette anni, andare in Messico a fare un lavoro che prima facevo come hobby è come avere una nuova vita. Una nuova possibilità”. È sereno e deciso a volare in Messico Eros, che ha pure il consenso della famiglia: “Mi sono preso il 2013 come anno sabbatico, ma ora è giunto il momento di tornare sul mercato del lavoro. Sapevo che il Messico stava cercando un capo allenatore e allora ho inviato il mio curriculum – rivela Goretti – Dopo una settimana mi hanno risposto e mi hanno invitato ad andare in Messico per vedere le strutture, cosa che ho fatto dal 10 al 20 gennaio scorso ed ora eccomi qui pronto a vivere questa nuova avventura che ho potuto intraprendere grazie anche a mia moglie Marina che mi ha lasciato libero di fare la mia scelta. Una decisione che mi consentirà di vivere un’esperienza unica”.

A Eros però mancherà l’Italia poiché, dopo le vicissitudini che lo hanno colpito nel corpo, aveva trovato una sua dimensione come collaboratore della nazionale italiana. La necessità di lavorare però gli ha fatto prendere la scelta di volare nell’America Centrale: “Mi sento come un gladiatore che decide di andare a combattere e per me è cosi: parto deciso ad affrontare questo lavoro con la consapevolezza che, per i primi tempi, avrò bisogno di una persona che mi faccia da interprete. Nel mio staff ho un tecnico italo-argentino che mi aiuterà, per il resto porterò con me il bagaglio di esperienza maturato in Italia prima con la Moto Guzzi e poi con la Nazionale. Abbiamo un modello vincente e da qui voglio ripartire con il Messico, ma non posso dimenticare di essere italiano per cui, seppur da avversari, mi piacerebbe continuare a frequentare i miei amici sui campi di regata e andare a bere una birra con loro perché ora lo staff tecnico è davvero una grande squadra di professionisti e con loro ho condiviso momenti bellissimi. Inoltre non posso dimenticare, e non posso farlo assolutamente, che mio figlio Martino è in nazionale per cui il cordone ombelicale è ben saldo”. Un uomo battagliero e felice di aver vinto la battaglia della vita e di poter continuare ad allenare nello sport che lo ha sempre appassionato: “Dal 2009 ho lottato, come ho detto, con due tumori vincendoli, poi ho studiato fino ad arrivare ad essere tecnico di terzo livello e, infine, ad allenare la nazionale pesi leggeri e lottare insieme a mio figlio che, nonostante la malattia, voleva fare il mondiale. Ed anche in questa occasione, forse perché ho trasmesso a mio figlio la voglia di rivincita, insieme ci siamo riusciti e alla fine è arrivato pure il risultato al mondiale di Chungju”.

Insomma, al telefono abbiamo trovato un Eros Goretti battagliero, deciso, convinto e pronto a dimostrare che il modello lariano e italiano è vincente anche in Messico: “Usciremo in barca a Valle de Bravo, un lago molto ampio per fare allenamenti lunghi – dice Eros – e siccome ho la responsabilità di tutte le squadre, dall’assoluta a quella junior, cercherò di impostare da subito una conduzione tecnica che preveda anche lo sviluppo del canottaggio giovanile per avere ricambi in ogni momento. Ho le idee ben chiare e sono convinto che, anche se sarà duro, sarà un’ esperienza da vivere appieno”. A noi non resta che augurare al simpatico Eros un forte in bocca al lupo con la certezza di vederlo ancora vincente anche in questo ruolo.

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