Aumenta la presenza femminile nella categoria AS del Para-Rowing


ROMA, 15 febbraio 2014 - La lunga settimana a Piediluco dei Para-Rowing non è ancora terminata. Sono praticamente dieci giorni che nel Centro Nazionale di Preparazione Olimpica si alternano allenatori ed atleti per raduni prima esclusivamente maschili poi femminili. L’attività incessante del Capo Settore Dario Naccari e dei suoi collaboratori sembra non avere termine. Tra questi Pier Angelo Ariberti non è certo una novità tra i tecnici che si occupano di coloro che una volta si chiamavano “adaptive”. Due giovani atlete, Eleonora De Paoli (CC Napoli) e Patrizia Vittore (Cus Bari), da martedì 11 fino a oggi, sabato 15 febbraio, hanno vissuto un intenso programma di allenamento. Ma qual è la finalità di questo raduno? ”La finalità - risponde subito Pier Angelo - è quella di far provare l’emozione della barca alle ragazze. Convocandole in un raduno con più partecipanti non avrebbero potuto gestire la barca nel modo migliore. Il fatto di farle venire qui a Piediluco, su un lago che ci ha consentito di fare l’ uscita in barca tutti i giorni, ha migliorato sensibilmente la preparazione al punto che nel prossimo appuntamento maschile e femminile AS (atleti che utilizzano solo braccia e spalle), previsto a Milano, saranno in grado di lavorare assieme agli altri”.

Qual è lo stato di forma di queste atlete? “La loro preparazione psico-fisica è molto buona: Eleonora e Patrizia provengono da altre discipline sportive e in ogni caso facevano attività agonistica anche prima della loro disabilità”. A proposito di atleti AS, quali sono le prospettive per avere una squadra nazionale Para-Rowing completa? “Il fatto che ci siano finalmente delle donne apre tutto un mondo, oltretutto attualmente tutto il settore sembra godere ottima salute. E poi finalmente ci sono i numeri e questo è un risultato rimarchevole poiché consente di organizzare raduni molto più coinvolgenti. E’ un discorso importantissimo anche nei confronti di tutti coloro che sono in situazione di handicap nelle strutture sanitarie che si occupano di riabilitazione motoria. La pratica sportiva in generale ed il canottaggio in particolare possono offrire la possibilità di un miglioramento tale da favorire il reinserimento nella vita sociale e nel mondo lavorativo”.

Come sei capitato nel settore Para-Rowing? “Sono partito nel 2002 con la Canottieri Flora dove abbiamo coinvolto alcuni ragazzi dell’Unione Italiana Ciechi. Dopo due anni, abbiamo avuto i primi risultati nelle regate nazionali ed internazionali. Allora ci appoggiavamo alla Canottieri Gavirate dove c’era il Centro Nazionale Para-Rowing. Da qui è iniziato il cammino che ha portato alcuni nostri atleti ai vertici del remo internazionale. Ricordo fra tutti Daniele Signore, medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Pechino 2008 ed Efrem Morelli che è arrivato all’alloro mondiale”. Cosa significa, a livello personale, lavorare con questi atleti molto speciali? “Devo dire che l’ approccio con questi ragazzi è fantastico, sono persone che quando si impegnano a fare qualcosa lo fanno fino in fondo. Il fatto di aiutarli è una soddisfazione immensa. Sono degli atleti, ma degli atleti disposti a soffrire e stringere i denti per arrivare ai livelli più alti del remo internazionale”.


Nelle immagini: Pier Angelo Ariberti e Luca Moncada; Pier Angelo Ariberti tra Patrizia Vittore ed Eleonora De Paoli

  

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