La scomparsa di Antonio Pugliese


TRIESTE, 03 febbraio 2014 - Società Nautica Pullino di Muggia in lutto per la scomparsa in questi giorni di una delle sue colonne portanti, in passato uno dei suoi atleti più rappresentativi, uno dei soci più affezionati: Antonietto Pugliese detto "Caregheta" che contribuì a scrivere pagine di storia sportiva e non solo. Nasce a Isola d’Istria il 6 settembre 1922 ed inizia a vogare a circa quindici anni raggiunge il primo posto ai Campionati provinciali avanguardisti di Pola nel 1937 in “jole a quattro” che consentì all’equipaggio di partecipare a quelli nazionali, che si tennero a Gavirate. Ottenuto il miglior tempo nella prima batteria, vennero squalificati nella seconda il giorno seguente assieme all’altra jole che, in testa, li spingeva fuori campo mentre stavano per superarla e con la quale alla fine si scontrarono. Dal 1937 al 1941 partecipò a diverse regate regionali a Trieste, vincendole quasi tutte. Nel 1941, Campionato del Mare a Venezia: terzo posto per la sua jole. Dopo Venezia, l’equipaggio di Pugliese passò al fuori scalmo (outrigger) come si usava allora per gli equipaggi, che emergevano nelle prove in jole. Esso venne iscritto ai Campionati Italiani a Pallanza classificandosi secondo sia nella categoria junior, che in quella senior. In quel contesto si svolse nella località lombarda anche la selezione per la Regata Internazionale di Berlino, cui parteciparono vittoriosamente.

La guerra sconvolse un po’ tutto e tutti, compresi i programmi sportivi; Antonio Pugliese dovette partire militare il 10 luglio 1942, pochi giorni prima dei Campionati Italiani, che si tennero a Padova (gli ultimi prima della ripresa postbellica) ; il “quattro con” della Pullino, arrivò primo negli junior e secondo nei senior nonostante l’equipaggio venisse cambiato di sana pianta a causa della chiamata alle armi dei titolari. Chiamato in Marina a Pola, Antonio Pugliese venne assegnato al reparto pompieri in Vallelunga, alla polveriera. Dopo due mesi, venne destinato a Argostoli (Cefalonia) dove rimase per un anno, fino all’armistizio del 8 settembre 1943. Con la complicità di alcuni amici riuscì a nascondersi sotto prua su un rimorchiatore militarizzato, che aveva sede in Ancona, in partenza da quel porto nel pomeriggio del 9 settembre. Il giorno 10 vennero attaccati da due aerei tedeschi; ci furono alcuni feriti sulle barche a traino, militarizzate pure esse e usate come dragamine. Transitarono lentamente sotto costa fino in Albania e a Valona imbarcarono un buon numero di soldati, che dovettero rinunciare ai loro zaini per motivi d’ingombro e di peso. Attraversarono il Canale d’Otranto, arrivarono in Puglia e di notte a Brindisi. Erano pronti a partire per occupare l’Isola d’Elba ma furono anticipati dai tedeschi.

Il Pugliese venne allora aggregato a reparti dell’esercito nella difesa antiaerea e infine, finita la guerra, il tanto atteso avvicinamento a Venezia e il ritorno a Isola nel luglio 1945, dove l’attendeva la famiglia. Pur con la presenza jugoslava, già nel 1945, a fine guerra, ci fu una prima ripresa dell’attività alla società G. Pullino. Nell’agosto di quell’anno si ricostituì il “quattro con”, che aveva vinto nel 1941 la selezione per Berlino che vinse la regata nazionale organizzata a Trieste. Nella primavera del 1947, fuori Punta Grossa, l’ “otto” isolano incrociò quello della Società Ginnastica Triestina, che aveva al timone il Maestro dello Sport Pino Culòt Da buon tecnico, egli aveva adocchiato due atleti isolani, che gli sarebbero andati bene nel suo prossimo futuro: Antonio Pugliese e Remigio Delise. Li invitò a venire a Trieste in cambio di un lavoro, della merenda mattutina, della cena e dell’alloggio in canottiera. Antonio Pugliese venne inserito sull’ “otto” della Ginnastica, che vinse i Campionati regionali a Trieste e che arrivò terzo a Pallanza ai Campionati Italiani. Gli avevano trovato lavoro alla fonderia Trevisini di Trieste, in Via della Tesa. Nel 1949 Antonio Pugliese venne chiamato a Isola dalla G. Pullino per formare un “otto”, un equipaggio, che si mise subito in evidenza in molte occasioni pur risentendo della precaria situazione politica, che incombeva sulla regione. Infatti ai Campionati nazionali jugoslavi, che si tennero a Bled nel 1949, arrivarono primi ma dovettero correre fuori gara e quindi non vennero considerati.

Sempre nel 1949 ai Campionati della Croazia a Pola giunsero primi con il quattro con”. Il nuovo armo, di cui il Pugliese era diventato ormai il più anziano, continuò ancora per qualche anno. Considerando la difficile situazione politico-lavorativa di quel periodo, l’impossibilità a venire regolarmente ogni giorno a lavorare nella vicina Trieste per tutta una serie di continue restrizioni, Antonio Pugliese tirò i remi in barca, come si suol dire, chiudendo così la sua attività agonistica, per dedicarsi alla famiglia e al lavoro. Nel novembre del 1953 si trasferì a Muggia, dove con sacrifici e abnegazione si costruì la nuova casa e trovò stabile dimora. Appeso il remo al chiodo, Antonietto è rimasto socio affezionato della Pullino una volta che il sodalizio ritrovò la sua sede definitiva a Muggia, facendo parte anche del suo consiglio direttivo. Con Antonietto Pugliese se ne va un atleta ed un uomo d'altri tempi, lasciando un vuoto importante nella Pullino ma soprattutto nella cerchia di amicizie che attorno al club muggesano in tutti questi anni si son formate.I funerali di "Caregheta" si celebreranno presso il cimitero di Sant'Anna a Trieste, martedì alle 10,00, la salma del validissimo canottiere sarà poi trasportata al cimitero di Muggia dove sarà seppellita.


Maurizio Ustolin


Alla Famiglia Pugliese le più sentite condoglianze del Presidente FIC, Giuseppe Abbagnale, unitamente a quelle del Consiglio federale e di tutto il canottaggio nazionale.

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