Cooperazione e relazione per la rinascita del Circolo del Ministero
 degli Affari Esteri


ROMA, 14 giugno 2013 - Si tratta di uno dei circoli remieri capitolini che si affaccia sul Tevere. La sua struttura, immersa in una suggestiva cornice, offre da anni la possibilità agli appassionati di canottaggio di praticare il loro sport. Il Presidente del Circolo, l’Ambasciatore Alessandro Vattani, ci accompagna attraverso la storia di questa straordinaria struttura: “La storia del Circolo è una storia di innamorati della navigazione sul Tevere, che condividono esperienze, uniti da ottimi rapporti personali. Siamo sempre grati al Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano che nel 1937 ha inaugurato questo Circolo con l’intenzione di favorire i diplomatici che erano accreditati presso la Casa Savoia e presso la Santa Sede, in maniera che potessero frequentare, non solo i diplomatici italiani ma anche esponenti delle classi professionali: avvocati, scrittori, artisti. E quindi avere, nel corso della loro missione a Roma, la possibilità di accrescere la rete di amicizie, vivendo una missione più serena assieme alle famiglie. Particolarmente felice è stata la scelta del luogo”. E guardando dalla piccola terrazza è possibile comprendere le parole del Presidente Vattani. Non ha prezzo ammirare la natura lussureggiante, forte di un verde che rimanda alle descrizioni dei grandi poeti latini, costantemente ispirati dal Biondo Tevere.

Il Circolo, sulle sponde del Tevere, sembra far parte di un quadro e proprio le rive del fiume romano, ospitano oggi il nuovo pontile. Il Tevere, infatti, nell’autunno scorso ha mostrato la sua anima più feroce: “Sono stati momenti di sconforto dopo il 13 novembre, quando l’esondazione del Tevere che ha sommerso il circolo, travolgendo il galleggiante con tutte le imbarcazioni, alcune delle quali risalenti ai primi del Novecento opere dei migliori maestri d’ascia del tempo. Un valore storico inestimabile, quindi: “Si e come accadde con il campanile di Piazza San Marco, che crollò senza fare nessuna vittima, questo nostro galleggiante, comportandosi da gran gentiluomo è passato attraverso le arcate di Ponte Milvio senza fare nessun danno e si è disintegrato totalmente. Non abbiamo trovato più nulla della nostra elegante struttura. È stata certo una perdita affettiva enorme”.

Triste per tutti, non solo per gli appassionati di canottaggio perché è stato un pezzo di storia che se ne è andata via per sempre. Ovviamente la perdita ha inciso anche in termini economici: “La solidarietà, della Federazione Italiana Canottaggio, e di tutti i circoli romani, è stata determinante. Tutto questo è accaduto nei giorni dell’elezione del Presidente Giuseppe Abbagnale, il quale ha lanciato un appello per sostenere i circoli che erano stati colpiti. La risposta è stata straordinaria. Il Salaria Sport Village e la Reale Tevere Remo ci hanno offerto ospitalità per tutti i nostri atleti e amanti del canottaggio. Le imbarcazioni ci sono state offerte in prestito dalla Federazione stessa e quindi gli allenamenti sono potuti riprendere. Per altro la nostra squadra di atleti in queste settimane si è guadagnata degli importanti riconoscimenti e mi auguro che proseguendo su questa strada, questi ragazzi possano rinvigorire il vivaio che il Presidente Abbagnale vuole portare alle Olimpiadi. Inoltre grazie al collega e amico Tomaso Pietro Marchegiani, che ci ha fatto dono di uno skiff meraviglioso, abbiamo potuto ricominciare la collezione delle imbarcazioni”.
 
Ma il presidente Vattani vuole essere parte attiva e propositiva nella vita della Federazione Italiana Canottaggio e dice: “Nella prossima riunione mi attiverò, coinvolgendo anche i Presidenti dei vari Circoli ed i nostri soci, di analizzare la possibilità di sostenere il Presidente Giuseppe Abbagnale nelle azioni che vorrà intraprendere tese a cercare, non appena conferiti gli incarichi ai vari Assessori della Regione Lazio e del Comune di Roma, di avere aiuto per le azioni di recupero lo stato di abbandono di alcune zone del Tevere. E chi meglio del Presidente Abbagnale, affiancato da tutti i Presidenti dei Circoli, può esprimere queste problematiche arrivando al cuore dell’opinione pubblica”.
 
Presente all’inaugurazione di ieri proprio il Presidente Giuseppe Abbagnale, il quale si è rivolto principalmente ai giovani atleti del Circolo Affari Esteri, che in queste ultime settimane hanno dato prova del loro valore, affermandosi in diverse competizioni: “Il nuovo pontile è la concretizzazione di uno sforzo congiunto, mirato a mettere gli atleti in condizione di prepararsi al meglio. La speranza è anche quella, in un futuro prossimo, di dare alla Nazionale elementi di rilievo provenienti da questo Circolo. In questo senso voglio rendere un particolare elogio a chi cura quotidianamente la preparazione degli atleti e che sta ottenendo ottimi risultati. Mi riferisco a Cecilia Valentini che stiamo introducendo gradualmente in ambito nazionale. Sono convinto che presto la vedremo portare avanti qualche elemento di spicco. Un grazie a questi ragazzi che offrono passione e dedizione al canottaggio”.
 
Durante la cerimonia è stata omaggiata proprio l’allenatrice Cecilia Valentini per la sua passione e per il suo impegno che sta consentendo agli atleti del Circolo del Ministero degli Affari Esteri, di raggiungere risultati importanti. Valentini nel ricevere l’omaggio ha affermato che: “E’ stata una grande emozione. Spero che questo sia un nuovo inizio e che si riparta con la serietà e la devozione di sempre. Sia io che i ragazzi quest’anno abbiamo lottato tanto, è stata dura perché senza le strutture siamo stati due mesi senza uscire in barca. Siamo stati untiti e siamo andati avanti sostituendo le uscite coi remoergometri. Ci siamo sostenuti a vicenda e alla fine ci siamo fatti avanti consapevoli delle nostre potenzialità. Rimboccandoci le maniche, abbiamo fatto tutti i giorni avanti e indietro da qui al Salaria, facendo sacrifici. Però il gruppo c’era e si è visto. Ora siamo pronti a partire per il futuro”.
 
Quando le cose non accadono per caso. La cerimonia di inaugurazione è coincisa con l’esposizione dei quadri del maestro Isabella Monari, pittrice rinomata con opere esposte a Torino, Bologna, Roma, alle Olimpiadi di Londra, a Vancouver e in molte altre piazze nazionali ed internazionali. L’artista ritrae quadri raffiguranti coesione tra le persone. Relazioni di amicizia o di gioco: “Non è importante il gesto atletico – ci spiega la pittrice – è importante che emerga la relazione che si crea tra i personaggi. Il pretesto può essere lo sport o una partita a carte, delle persone al bar o che giocano in spiaggia”. La cooperazione, la relazione. Elementi determinanti che hanno fatto da sottofondo all’inaugurazione. Quella cooperazione che ha reso possibile ai circoli colpiti dall’esondazione di poter continuare a praticare canottaggio.


 

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