Massimo Spolon: migliorare gara dopo gara


ROMA, 20 maggio 2013 - Grinta, entusiasmo, voglia di mettersi in gioco senza alcuna paura del risultato. E, più di tutto, una costante tendenza a mettersi in discussione per cercare di scardinare i propri limiti. Queste sono le caratteristiche distintive di Massimo Spolon, atleta nazionale Para-rowing appartenente alla categoria TA: "Al termine di ogni gara - ci spiega lo stesso Massimo - faccio un esame accurato della prestazione. Il mio obbiettivo è cogliere ciò che è andato bene e ciò che invece non è andato per il verso giusto. In acqua quindi il primo avversario col quale mi confronto sono io. Se riesco a battere i miei tempi sono già contento. Poi viene il confronto con gli altri, le medaglie e il resto. Ad esempio sono soddisfatto degli ultimi test effettuati perché sono riuscito a raggiungere dei buoni risultati. Questo anche a detta del nostro nuovo caposettore Dario Naccari. Però voglio continuare a lavorare per migliorare ancora".

Parlando di prestazioni abbiamo voluto fare un punto sull'internazionale svoltasi a Gavirate, che ha visto in acqua alcuni tra i migliori atleti Para-rowing del mondo: "A Gavirate è andata abbastanza bene, tenendo conto della mia situazione nel complesso, non ultimo il fatto che ho quasi 46 anni. Mi limito a dire abbastanza bene perché io per natura tendo a non accontentarmi mai. Ho fatto mio un insegnamento di Paola Grizzetti: si può sempre fare meglio".

Massimo, che gareggia per i colori della Canottieri Gavirate, si è avvicinato al canottaggio per puro caso, come ci racconta lui stesso: "Frequentavo abitualmente una piscina nel mio paese. Un giorno ho incrociato un ragazzo paraplegico, Simone Miramonti, un volto noto nel canottaggio dal momento che ha partecipato alle Paralimpiadi di Pechino. Simone mi ha invitato nel suo circolo per offrirmi la possibilità di provare a remare. Mi sono allenato per qualche mese poi, alla prima gara, la Silverskiff di Torino mi sono piazzato al terzo posto. Un risultato assolutamente insperato. Da quel punto mi sono confrontato con Paola Grizzetti per valutare assieme a lei l'eventuale possibilità di gareggiare ad alti livelli. Dopo aver fatto i test opportuni sono entrato in squadra ed ora eccomi ancora qui a remare per il piacere e l'onore di vestire la maglia azzurra".


  

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