Fabbricini: “Sono molto legato al canottaggio”


ROMA, 24 febbraio 2013 - Questa mattina, ancor prima dell’inizio della seconda sessione della Conferenza Allenatori, Roberto Fabbricini, Segretario Generale del CONI, arrivando all’Hotel Michelangelo ha salutato il Presidente Abbagnale, col quale ha avuto un lungo colloquio, e fatto gli auguri al Presidente ANAC Maurizio Ustolin per la sua rielezione. Aprendo i lavori della Conferenza Nazionale Allenatori, il Segretario si è complimentato con tutti i presenti per l’alto numero di tecnici accreditati, piacevolmente sorpreso dal positivo “effetto La Mura”, ed ha affermato: “Questa di oggi è per me la prima uscita ufficiale come Segretario Generale del CONI e mi ha fatto enorme piacere farla con voi poiché sono molto legato al canottaggio ed ai suoi attuali dirigenti”. Un legame con la nuova dirigenza CONI che la Federazione ha dimostrato, già in tempi non sospetti, sia con Giuseppe Abbagnale che con Davide Tizzano i quali, con forte determinazione, si sono spesi molto contribuendo all’elezione del Presidente Malagò.

Fabbricini, durante l’intervento, ha detto che la Federazione Canottaggio è viva e piena di energie ed il ritorno del dottor Giuseppe La Mura alla guida tecnica ne è la conferma tangibile. Continuando, ha evidenziato che saranno rimodulati i contributi alle Federazioni a fronte di progetti concreti da sviluppare, auspicando che tra questi vi sia anche il canottaggio. Ha assicurato la sua presenza sia durante gli appuntamenti nazionali sia internazionali e ha aggiunto: “Seguirò il canottaggio e la porta del mio ufficio sarà sempre aperta per Giuseppe e per tutti voi. Mi piace essere considerato come un Segretario che non sta dietro la scrivania ma in mezzo ai campi di gara”.

A margine della sua presenza a Terni, Fabbricini ha rilasciato un’intervista a canottaggio.org che di seguito riportiamo:

Da pochi giorni è stato nominato Segretario Generale, come sta vivendo questo nuovo incarico? “Lo sto vivendo senza particolari apprensioni, certo con un minimo di timore per la mole di lavoro da assolvere. In pratica sono tornato a casa: ho lasciato il CONI dopo i Giochi di Pechino, sono rimasto nell’ambiente essendomi occupato dei Giochi del Mediterraneo di Pescara, del cinquantenario dei Giochi Olimpici di Roma e per quasi due anni e mezzo, praticamente fino all’altro ieri, ho ricoperto l’incarico di Direttore Esecutivo della Federazione Mondiale Baseball, per cui il mondo dello sport non l’ho mai lasciato. Nel mondo del CONI certamente tre anni di assenza hanno un loro peso, sono cambiate delle cose, sono cambiati alcuni personaggi che operano all’interno dell’Ente. Devo ancora capire bene cosa sia diventato il CONI, ma chiaramente ho il vantaggio di essere stato all’interno del Palazzo per molto tempo”.

Questa di oggi è la prima uscita ufficiale ed è capitata nel canottaggio in un consesso molto tecnico: quale importanza riveste per il CONI la Federazione Italiana Canottaggio? “La Federazione Canottaggio ha un’importanza enorme. Per me personalmente ancora più grande poiché avendo vissuto, purtroppo per me visto la mia età, decine di Olimpiadi, debbo dire che è stata una Federazione che mi ha fatto vivere momenti particolari di gioie ed emozioni e alcune volte qualche piccola delusione rispetto alle aspettative create. È una Federazione che io considero fondamentale nel panorama olimpico, per il significato dei cinque cerchi, assieme all’atletica, al nuoto e ad altre discipline. È per me un piacere essere stato presente a questa Conferenza ed è praticamente il primo passo vero che faccio da Segretario all’interno di una Federazione, tolti i due passaggi molto istituzionali e rappresentativi all’interno dei due Consigli federali che si sono svolti nel week end. Per questi motivi la Federazione Canottaggio meritava un’attenzione particolare e meritava che io esordissi, tra virgolette, proprio qui”.

Segretario, sicuramente ha visto vincere le Olimpiadi a Giuseppe Abbagnale ed oggi se lo ritrova da Presidente federale dietro una scrivania a gestire la Federazione. Che sensazione prova nell’averlo visto diventare “il primo canottiere”? “Una sensazione bellissima perché le mie grandi emozioni olimpiche sono molto legate al suo mitico due con. E dirò anche al dottor La Mura, al quale mi sento particolarmente legato anche per le cose che mi ha saputo spiegare in termini specifici di canottaggio, che ha un’umanità particolare ed una grandissima concretezza operativa. Vedere Giuseppe Abbagnale dall’altra parte della scrivania mi facilita perché lo ritengo un personaggio con il quale non devo spiegare nulla sia nei rapporti interpersonali sia in termini di esigenze della Federazione””.

 

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