Voci dalla Conferenza Nazionale Allenatori


TERNI, 23 febbraio 2013 - Prima giornata molto intensa per i 256 tecnici accreditati – in un primo momento erano 241 mentre oggi se ne sono aggiunti altri 15 – che, dopo il saluto da parte del Presidente Giuseppe Abbagnale, sono entrati subito nel vivo del consesso con l’intervento “fiume” del direttore tecnico Giuseppe La Mura. Una platea attenta ha fatto da cornice alle spiegazioni del dottore che si è molto soffermato sulla tecnica di voga, con l’intento di gettare le basi per uniformarla il più possibile, e sugli aspetti medici e fisiologici della preparazione atletica.

Al termine della prima giornata abbiamo raccolto alcune considerazioni a caldo che proponiamo, mentre altre se ne aggiungeranno domani:

Alessandro Simoncini (VVF Billi-Masi): “Sono convinto che la Conferenza Allenatori vada svolta a livello nazionale, anche se in questa occasione l’interesse era soprattutto rivolto alla presenza del Direttore Tecnico. Noi che lavoriamo a livello regionale e sociale, presi dal tran tran quotidiano, a volte dimentichiamo o mettiamo in secondo piano molte cose ed alcune finezze che invece, secondo me, fanno la differenza. È stata una conferenza molto interessante, e voglio aggiungere un particolare: sono qui insieme a mia figlia Alice che assiste per la prima volta ad una conferenza del dottor La Mura, che non conosceva, ed aveva appreso da me tutte queste cose quando era atleta. Ora che si sta dedicando alla parte tecnica ha potuto ascoltarle direttamente dal dottor La Mura e ne è rimasta affascinata. Una situazione che la dice lunga sull’importanza di questo appuntamento tecnico anche per il gradito ritorno del dottore, per il suo entusiasmo e per la conoscenza che trasmette. Si torna a casa con la voglia di applicare subito quello che abbiamo sentito e appreso".

Pietro D’Antona (Corgeno): “Questa Conferenza è fondamentale per un aggiornamento condiviso ed è importante averla svolta a livello nazionale, pur rimanendo rilevanti quelle che si svolgono in regione. Ciò che conta è rimanere costantemente informati. In questi anni si è sentita la mancanza di un’incontro del genere ed è stata importante la presenza del dottor La Mura che ha spiegato, in modo chiaro, la tecnica di voga in maniera che tutti noi la possiamo applicare omogeneamente nelle nostre Società. È stata interessante la parte che riguardava la fisiologia, ma soprattutto quella che indicava i giusti metodi per sviluppare una tecnica di voga efficace. Una tecnica cha applicheremo e svilupperemo più concretamente anche durante le presenze in Società dei tecnici federali, in particolare con la presenza di Antonio Colamonici per il settore junior”.

Giovanni Calabrese (SC Gavirate): “Penso che la Conferenza Nazionale sia molto importante poiché coinvolge soprattutto l’aspetto più agonistico del nostro sport, ma si può fare una volta l’anno. Gli incontri a livello regionale, invece, potrebbero essere un aggiornamento continuo e mirato non soltanto all’aspetto agonistico ma indirizzati più all’avviamento al canottaggio, alla formazione e l’educazione attraverso la pratica della nostra disciplina. Non mi sento di esprimere oggi un giudizio su questa conferenza, direi invece che sta partendo un nuovo progetto ed è importante che questo venga esposto evidenziando le linee guida e i fondamenti dello stesso dal punto di vista della preparazione e dell’aspetto tecnico. Gli argomenti che ha usato La Mura non sono del tutto vecchi, sono ricorrenti ma non vecchi, poiché quando si rincorre il grande risultato bisogna fare tutto il possibile, ma anche l’impossibile, altrimenti il risultato non arriva e, quindi, bisogna spingersi oltre. Ogni allenatore è il termometro del proprio atleta e deve saper valutare quanto mollare o tirare le redini, quindi io confido molto nel buon senso degli allenatori quando sono a casa, poiché la conferenza del dottor La Mura è rivolta soprattutto a quegli atleti che guardano con fiducia alla maglia azzurra e puntano a competere a livello olimpico. Il nostro lavoro in Società è, invece, quello di preparare gli atleti al meglio attraverso gli strumenti che il dottor La Mura ci mette a disposizione in modo da renderli pronti a vestire quella maglia azzurra che tutti sognano".

Antonio Coppola (VVF Carrino): “Aspettavamo da molto una Conferenza Allenatori nazionale ed è grazie al Presidente Abbagnale, ed al suo Consiglio, se stiamo sanando la nostra fame e sete di sapere, testimoniata dal fatto che la classe è qui a proprie spese per seguire e ascoltare gli insegnamenti del Dottor La Mura. Oggi siamo ritornati ad ascoltare il vero canottaggio attraverso le parole di gente che sa quello che dice e conosce gli argomenti di cui parla. Credo che in questo momento storico stiamo iniziando nuovamente a ripercorrere la storia remiera e mi auguro che il canottaggio italiano ritorni grande e si riappropri del posto che gli compete tra le grandi nazioni. La prova di quello che affermo è la presenza qui a Terni, in un week end difficile meteorologicamente, di oltre duecentocinquanta tecnici provenienti da tutta Italia”.

Gioacchino Cascone (CN Stabia): “Per quanto riguarda la Conferenza Nazionale, questa è stata la mia esperienza: anche se conosco le metodologie di allenamento del dottor La Mura, è stato utile riascoltarle in questo contesto. Posso affermare che queste conferenze, secondo il mio punto di vista, devono allargarsi sempre più a tutti i tecnici italiani per far comprendere loro le metodologie che hanno portato all’Italia numerosi successi. Sentir parlare il dottor La Mura è come un’iniezione di motivazione e stimolo ad andare avanti con fiducia e con la rinnovata voglia di allenare e a fare bene in Società”.

Marco Penna (CC Mincio): “È una Conferenza Nazionale molto importante e la ritengo produttiva e necessaria per una ripartenza condivisa; è fondamentale che sia stata organizzata all’inizio del quadriennio in maniera da poter conoscere gli indirizzi tecnici di La Mura, un relatore che, nonostante un intervallo di otto anni, ha argomenti sempre molto attuali. Sono importanti anche le conferenze regionali, che possono essere svolte durante l’anno, ma questa nazionale è fondamentale che si tenga annualmente. Per quanto riguarda le indicazioni del dottor La Mura, che conosco bene, posso solo riaffermare che sono attuali e, se applicate, possono consentire agli atleti di tornare ad essere competitivi”.

Stefano Fraquelli (SC Lario): “Penso che la Conferenza Allenatori sia un punto di incontro per tutti i Tecnici per sapere cosa pensa la nostra guida tecnica e ci consente di lavorare secondo le indicazioni federali e di non andare avanti in completa autonomia senza riferimenti. Le Conferenze regionali sono utili ma spesso sono ripetitive poiché vi si partecipa quasi esclusivamente per acquisire i punteggi necessari al prosieguo della nostra attività. Sarebbe utile invece poter approfondire i vari argomenti ascoltati in una conferenza nazionale come questa. La Mura è un maestro ed era, e lo è tuttora, sicuramente avanti nella sua concezione di intendere il canottaggio e sono curioso di vedere se il suo metodo di allenamento unito alle nuove tecnologie ci può far fare quel salto di qualità che tutti si aspettano nei confronti di altre nazioni”.

Marco Costantini (SC Telimar): “Sono capo allenatore della Telimar da venti anni e ritengo che le conferenze nazionali siano fonte di arricchimento. È chiaro che da parte degli organizzatori, sia di conferenze nazionali o regionali, ci deve essere maggiore capacità di riempire di contenuti questi momenti rendendo sempre più interessante l’appuntamento. La giornata di ieri è stata molto utile e a tal proposito voglio sottolineare che, dopo aver vissuto un’esperienza lavorativa a Torino in cui era presente il coach aziendale ed essendo io allenatore, non mi era chiaro allora come potesse aiutarmi in termini di maggiore capacità di lavorare in genere. Ebbene, il ruolo del coach aziendale potrebbe essere paragonato al ruolo del direttore tecnico La Mura ed a quello che è avvenuto ieri: sarebbe interessante che la Federazione, durante tutto l’anno, inviasse i tecnici federali presso le Società per rifocalizzare l’allenatore su quelli che sono gli elementi cardine del nostro sport. È importante per noi avere questi momenti in modo da poter rimodulare le nostre conoscenze. Sono stato due giorni a prendere appunti, non perché non conoscessi quello che il dottore diceva, ma perché è stato un momento importante per rinverdire le mie conoscenze. Un altro punto fondamentale è quello di digitalizzare tutte le lezioni e le indicazioni di La Mura per fare in modo che non vadano disperse e siano rese fruibili anche nel futuro in maniera condivisa”. 


 

 

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