Pararowing, uno strumento per favorire l'inclusione mediante lo sport


Un convegno sul canottaggio per disabili, il 7 dicembre a Piacenza, per far aprire le porte delle società sportive agli atleti con disabilità. Parleranno dello sport come strumento d’inclusione sociale Luca Michelini, medico classificatore di fama nazionale, Dario Naccari, CT della Squadra Paralimpica Italiana e Gianni Scotti, presidente del CIP - Comitato Paralimpico Regionale Emilia-Romagna.
 

FERRARA, 05 dicembre 2013 - “L’acqua non ha barriere”: parole di Dario Naccari, CT della Squadra Paralimpica Italiana di Pararowing, che riassumono lo spirito del convegno su disabilità e canottaggio cui parteciperà sabato 7 dicembre, dalle 9:30 presso la sede della Società di Canottieri “Vittorino da Feltre” (Via Pontiere 29, Piacenza). Un incontro per parlare del pararowing, canottaggio praticato da atleti con disabilità motorie, sensoriali e mentali, organizzato dal CIP - Comitato Paralimpico Regionale Emilia-Romagna, dalla Federazione regionale Canottaggio e dalla stessa società di canottaggio “Vittorino da Feltre”, che ospita l’appuntamento.
Assieme a Dario Naccari sarà presente Luca Michelini, medico classificatore tra i più importanti d’Italia, per parlare della complessità della classificazione atletica alla luce di più di venti anni di esperienza.

Compito del medico classificatore è ricostruire una serie di potenzialità dell’individuo, attraverso la valutazione clinica. “Costituire un gruppo di persone che possa gareggiare alla pari è un lavoro arduo – spiega Michelini – poiché il professionista deve riconoscere, tramite le funzionalità dei singoli, una prossimità competitiva e d’interazione tra persone diverse”. Nel caso del pararowing, in particolare, le disabilità possono essere di diverso tipo. Secondo i regolamenti internazionali, infatti, il canottaggio paralimpico può essere praticato da persone con disabilità motorie legate agli arti o al tronco, ma anche da ipovedenti, ciechi o persone con disabilità mentale. “Il paraowing ha un potere inclusivo incredibile – commenta Dario Naccari,  –  perché può essere praticato da persone con storie così diverse. Anche attraverso l’agonismo si può provare a fare qualcosa d’importante, facendo soprattutto capire che questi sono atleti a tutti gli effetti, e che le persone disabili sono persone normalissime, in tutto e per tutto”.

“Il nostro obiettivo è sensibilizzare le società di canottaggio verso l’inclusione delle persone disabili – spiega Gianni Scotti, presidente del CIP - Comitato Paralimpico Regionale Emilia-Romagna, – e nell’ultimo anno siamo stati davvero fortunati a incontrare la piena disponibilità della Federazione regionale Canottaggio, motore di diverse proposte che hanno sostenuto la nostra missione verso i suoi associati”. La manifestazione del 7 dicembre a Piacenza, infatti, è parte di un percorso che il Comitato Paralimpico Regionale Emilia-Romagna e la Federazione regionale Canottaggio hanno intrapreso assieme, con l'obiettivo comune di creare una rete tra le realtà del canottaggio favorendone l'apertura verso gli atleti con disabilità.
“In questo caso, la spina dorsale del nostro territorio è il Po, non la via Emilia – afferma Alessio Galletti, della Federazione regionale Canottaggio Emilia-Romagna –. Abbiamo cominciato dalla sua foce, a Ravenna, organizzando una serie di eventi quest’estate, siamo passati a Ferrara lo scorso 1 dicembre con una regata cittadina per poi risalire a Piacenza con questo convegno, un momento fondamentale di approfondimento tecnico dal punto di vista legale, medico e motorio, pensato per tutte le società che desiderano aprirsi verso i disabili”.
“Siamo lieti ed orgogliosi – precisa Sandro Fabbri, presidente della Vittorino da Feltre – di ospitare questo importante momento di confronto, sicuramente utile per avvicinare ancora di più gli atleti diversamente abili al mondo sportivo. Già da un anno la Vittorino ha stipulato un accordo di collaborazione con il CIP; abbiamo messo i nostri impianti sportivi a disposizione di atleti e giovani con disabilità, puntando soprattutto su nuoto, tennis ma anche canottaggio, sport che ha sempre dato gloria e lustro alla nostra Società”.

Cos’è il Pararowing
Il Pararowing è il canottaggio per disabili e prevede squadre miste di uomini e donne per tutte le sue categorie, stabilite secondo criteri di mobilità di diverse parti del corpo (tronco, braccia e gambe) e su percorsi di 1000 metri. In questo senso, il pararowing è una delle più inclusive discipline paralimpiche, poiché permette di costituire squadre composte da atleti con disabilità di diverse tipologie. In forte espansione nel mondo e attualmente praticato da atleti di almeno 27 paesi, il pararowing ha visto i suoi primi eventi paralimpici ufficiali a Pechino 2008. Alla sua seconda apparizione, ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, sono stati 23 i paesi a concorrere per 12 medaglie,  per un totale di 48 imbarcazioni e 96 vogatori. Sono invece del 2013 i primi campionati del mondo specifici, svolti a maggio in Corea del Sud, dove la nazionale italiana guidata da Naccari ha vinto l’argento.

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