Sessant'anni di storia e di successi: Le Fiamme Gialle a Sabaudia


MILANO, 22 settembre 2013 - Oggi il G.N. Fiamme Gialle a Sabaudia è una felice realtà, ma come le mille storie dello sport ci ricordano che tutti i grandi sodalizi sportivi alle origini rappresentavano una piccola realtà frutto della partecipazione di pochi appassionati, così anche l'attività remiera nell'ambito delle Fiamme Gialle è nata superando e risolvendo mille piccoli problemi. I tempi erano però maturi, valorizzando il ricordo di attività istituzionali che in lontani periodi avevano visto l'introduzione del canottaggio quale base di formazione alla Scuola Nautica della Guardia di Finanza di Pola, istituita nel 1928 nel capoluogo dell'Istria. Assieme ad altri tipi di imbarcazioni gli allievi sviluppavano attività su “Yole a 4”, non a scopo agonistico, ma certamente in epoca successiva qualcosa di quel lontano periodo sarà rimasto nei ricordi. A Napoli alcuni Finanzieri tesserati al “Circolo Italia” nel maggio del 1949 vinsero la meravigliosa Coppa Lysistrata e guarda caso, come si usava un tempo, il loro equipaggio aveva assunto un nomignolo, “i contrabbandieri”. E questa citazione ci riporta ad altra iniziativa sviluppata successivamente sul lago di Como, in cui le storie sfumate nel tempo ricordano che importanti equipaggi del canottaggio a sedile fisso erano frutto della veloce voga notturna di particolari imbarcazioni dedite al contrabbando. E per contrastare questa pratica sul lago furono potenziate le stazioni della Guardia di Finanza, tra cui per meriti remieri ricordiamo quella di Nobiallo, nel territorio di Menaggio, dove con la collaborazione di Pietro Galli, il grande tecnico della Falck di Dongo, per alcuni anni era fiorito un bel nucleo di canottieri, che partecipavano anche con successo alle regate regionali. E in alcuni casi questi vogatori erano valorizzati pure in formazioni miste con la Falck: certamente Galli ne intravvedeva buone prospettive. In seguito però il gruppo dei canottieri ebbe a cessare l'attività ed tra gli altri il loro bravo timoniere Lorenzo Gattuso si trasferì a Sabaudia, dove intanto cresceva il nuovo gruppo nautico, divenendo in seguito anche apprezzato tecnico. Ma anche a Roma, lontane memorie riportano di Fiamme Gialle alla voga sul Tevere.

Le prime fondamenta furono poste nel 1953 alla sede della Scuola Nautica di Gaeta dove dal 1948 erano riprese le precedenti funzioni sviluppate alla scuola di Pola. E, grazie anche ai tempi nuovi e magari rammentando qualcosa del passato, in via informale qualcuno cominciò a pensare – forse mai immaginando i risultati che in seguito si sarebbero sviluppati – ad una attività a remi. L'idea cominciò a prendere corpo nel 1953 quando il col. G. Folinea comandante l'Accademia aeronautica di Nisida, grande appassionato di sport, come ricordava Claudio Tranquilli nel suo “50 di canottaggio e canoa Fiamme Gialle”, venne in visita a Gaeta e con l'amico maggiore Francesco Ranieri, comandante la scuola nautica, tra gli altri argomenti si sviluppò una ipotesi organizzativa del canottaggio. E se si fosse realizzato il progetto prospettò una iniziale collaborazione del giovane allenatore di canottaggio all'Accademia, Vittorio Catavero. Catavero, mi sia consentito ricordarlo, allora sconosciuto ed in seguito divenuto simbolo di un sodalizio sportivo militare. Sodalizio che come qualsiasi altra associazione sportiva pur puntando ai grandi obiettivi viveva una vita di impegni e sacrifici. Oggi parlare di canottaggio (e canoa) delle Fiamme Gialle è come sfondare una porta aperta, allora – e ricordo lontane confidenze di Vittorio – era molto più complesso che in una usuale società sportiva. Mille piccoli problemi che si scontravano con le esigenze di una disciplina di uno dei Corpi militari oggi assai noto e apprezzato per i successi in genere nello sport, e ovviamente nel canottaggio, che però allora era una piccola nicchia, un seme da poco piantato e che doveva crescere.

Ed è stata una crescita davvero fortunata, anche se a volte con qualche problema lungo il percorso, poi risolto grazie alla collaborazione ed amicizia con le altre società. Come quando, prima del trasferimento a Sabaudia dove si sarebbe sviluppata l'attività a tutto campo tra le categorie giovanili e i grandi traguardi mondiali, alla ricerca di soluzioni più consone alla crescita dell'attività remiera si pervenne ad una collaborazione con la Moto Guzzi, e i canottieri delle Fiamme Gialle si trasferirono a Mandello. E qui con la collaborazione del “mago” Alippi, di Italo Ratti e di altri amici si pervenne a quel valore di miglioramento che consentì nel 1958 il doppio oro: nel “quattro senza” che iscrisse per la prima volta (a Pallanza) le Fiamme Gialle nel novero dei campioni italiani junior e senior, ed in questo caso nell'onda lunga dei risultati della stessa Moto Guzzi. Non senza dimenticare l'argento del due con junior ed i bronzi del 4 con e due senza junior.

Il seguito di questa bella storia iniziale è nelle teche dei meriti, in alcuni casi grazie anche all'afflusso di ottimi canottieri sì dalla Lombardia (emblematico il recente titolo mondiale del doppio femminile pesi leggeri con Elisabetta Sancassani, da Bellagio e Laura Milani, da Milano), ma dal passato rispunta, tra le storie della Moto Guzzi (E l'aquila continua a volare), un risvolto significativo: “Ma quando meno te l'aspetti arriva il momento dei servizio militare ed ecco i due alfieri della Moto Guzzi a rivestire una divisa con le stellette. Ma quale avrebbe potuto essere la loro migliore destinazione? In passato i grandi campioni ottenevano di espletare il servizio militare nei centri di addestramento più prossimi a Mandello per poter continuare ad allenarsi. Nel frattempo si sono sviluppati i centri militari di Sabaudia: Scola e Cantoni arrivano alle Fiamme Gialle, nel cui nome vinceranno il campionato senior del doppio. E c'era una certa logica in questo passaggio, in quanto alle origini del Centro Fiamme Gialle a Sabaudia c'era stata una forte collaborazione con la Moto Guzzi e nella fase iniziale l'allenatore Vittorio Catavero portò il suo originario nucleo di atleti alla “scuola di Alippi” e poi gli scambi proseguirono”.


Ferruccio Calegari


Nelle immagini: il logo per i 60 anni di canoa canottaggio Fiamme Gialle; otto anni '90, dal tim, Siro Meli, Antonio Maurogiovanni, Annibale Venier, Alfredo Bollati, Maurizio Donà, Stefano Garattoni, Antonio Iannotti, Leonardo Massa, Sabino Bellomo; otto metà anni '90, dal tim, Vincenzo Di Palma, Riccardo Moretti, Riccardo Dei Rossi, Luca Sartori, Andrea Gavazzi, Antonio Iannotti, Massimo Paradiso, Massimiliano Faraci, Rocco Pecoraro; il quattro di coppia oro a Sydney 2000.

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