Gandola: "La crisi ci rafforzerà"


ROMA, 15 gennaio 2012 - Il 2012 è un anno molto importante per il canottaggio e lo sport italiano. Ci sono le Olimpiadi, c’è la finalizzazione di progetti tecnici e federali lunghi un quadriennio. Il 2012 coincide anche con un momento storico delicatissimo, che richiede sacrifici a tutti i cittadini ed a tutte le attività del nostro Paese. Non ne è, ovviamente, immune lo sport ed il Coni recepisce gli input del nuovo Governo con forte responsabilità. Viene portata avanti l’ autoriforma con il progetto “Lo sport italiano verso il 2020”, improntato a una razionalizzazione delle risorse, e sono invitate tutte le Federazioni a procedere su questa strada.  Per l’attività sportiva, il taglio ai contributi di Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Associate ed Enti di Promozione è pari al 20,4% che, in euro, significa quasi 40 milioni in meno. 

Presidente Gandola, in questo contesto si inseriscono gli adempimenti della FIC relativi al bilancio preventivo 2012 approvato lo scorso 17 dicembre. Quale messaggio si può dare al canottaggio italiano?
“Certamente di serenità e fiducia. Il lavoro portato avanti in questi tre anni, con obiettivi ben chiari e progetti concreti, ha dato i frutti sperati nella crescita del  numero di società, atleti, tesserati, della visibilità, negli sponsor e dei risultati agonistici. Gli ottimi rapporti con il CONI, frutto di una piena ed efficace collaborazione, di una stima reciproca e del sincero apprezzamento per il nostro modello organizzativo,  ci hanno permesso di attenuare i tagli ottenendo dalla Giunta CONI, un contributo straordinario di circa 400.000 euro per l'attivitá di PO e Alto Livello a cui si sono aggiunti a fine 2011 altri 40.000 euro per l'impianto remiero del Centro di Piediluco. Tutte le componenti federali, nessuna esclusa, sono state chiamate a collaborare per affrontare questo momento di crisi nazionale. E' necessario  che atleti, tecnici, arbitri e dirigenti recepiscano la situazione con grande senso di responsabilità, spirito di collaborazione e dedizione alla causa. In occasione dell’ultima Consulta, i  Presidenti e Delegati Regionali presenti hanno collaborato assieme al Consiglio Federale fornendo consigli e suggerimenti. I valori come la passione, l'impegno, l'etica, l’entusiasmo ed il tenace attaccamento ad uno sport dall'alto valore formativo come il  canottaggio sono stati in questi anni spolverati dalle incrostazioni del tempo e, come hanno avuto la forza per far nascere dal nulla le nostre società, le Federazioni Nazionali prima, quelle Internazionali poi ed infine il movimento Olimpico, ci aiuteranno a superare le sfide più difficili”.

In tempi rapidissimi, sono state prese decisioni importantissime per il presente ed il futuro del canottaggio italiano. Con quale logica?
“Con la logica di non intaccare lo sviluppo e preservando gli interessi delle nostre Società che é l'unica ragione per cui la Federazione esiste. In questi tre anni abbiamo continuamente sostenuto la nostra base con progetti, promozioni e contributi per un valore superiore ad un milione di euro.  Questi investimenti ed altri che saranno programmati continueranno a dare i loro frutti anche nel 2012 consentendo alla Federazione di crescere ancora rinforzando il piedistallo sul quale poggia il nostro vertice agonistico.  Il Consiglio Federale ha l’intenzione di uscire da questa contingenza con una struttura ancora più solida e temprata”.

Tra i recenti provvedimenti, c’è anche l’adeguamento delle quote di iscrizione alle manifestazioni remiere nazionali.
“In occasione delle gare nazionali, la Federazione sostiene i costi per i giudici di gara, la segreteria gare, i cronometristi, lo speakeraggio, l'ufficio stampa, i fotografi, le coppe e le medaglie e le indennità di trasferta per le società. Dall'ultima consulta é emerso che in diverse regioni le quote di iscrizioni sono state sino ad oggi ben piú alte di quelle Federali, cito solo un esempio eclatante, quello del Lazio dove i master per l'iscrizione alle competizioni regionali anche indoor spendono 12 euro. In questo senso abbiamo ricevuto alcune segnalazioni di Presidenti di Comitati che lamentano il fatto che molte società preferiscono partecipare alla gara nazionale perché più vantaggiose in termini di punteggi e contributi rispetto a quelle regionali. La necessità di armonizzare le quote era quindi improcrastinabile.

Quindi anche questa decisione scaturisce dal Consiglio?
Certamente, ne abbiamo parlato fuori sacco. In questo momento di crisi dobbiamo sforzarci di risparmiare trovandoci più raramente e quindi si dovrà operare con delibere d'urgenza per formalizzare decisioni condivise. Il nostro movimento è in salute e lo dimostra la crescita del numero degli atleti tesserati dagli ottomila del 2008 ai ventimila del 2011. Negli ultimi tre anni le nostre regate nazionali hanno registrato una partecipazione da record, in alcune regate siamo stati in difficoltà perché le ore di luce non bastavano a far gareggiare tutti. L’aumento delle quote di iscrizione alle gare nazionali consentirà ai comitati organizzatori di affrontare alcuni costi organizzativi stimolandoli ad offrire un servizio migliore. Per il futuro gli standard delle regate dovranno continuare a salire qualitativamente ed i comitati organizzatori saranno così in condizione di affrontarne i maggiori costi che la FIC non potrà sostenere che parzialmente. Sono vent’anni che teniamo le quote stabili. La variazione, rispetto al 2011, è minima per tutte le categorie eccezion fatta per i Master ai quali abbiamo richiesto il maggior sforzo. In questi anni, abbiamo compiuti tanti passi in avanti e lanciato numerosi segnali di apertura al loro mondo con l’istituzione del Campionato Italiano e della Classifica Nazionale. C’è stato un confronto produttivo, continui scambi di opinioni ed abbiamo raccolto molti dei segnali e delle richieste di questa categoria che sta finalmente ottenendo un riconoscimento del suo status nell'ambito dell'attività promozionale. D’altronde le quote delle iscrizioni coprono solo una parte minoritaria dei costi sostenuti dalla Federazione e dai comitati organizzatori per la realizzazione delle regate nazionali. Continueremo a contribuire economicamente alle regate nazionali, Il CONI e la nostra missione ci impongono però di sostenere maggiormente l'attività agonistica direttamente finalizzata alle competizioni Olimpiche e di Alto Livello, per questo motivo il contributo della Federazione deve incentivare le categorie agonistiche e giovanili”.


Nelle immagini: il Presidente Gandola; Gandola con il due senza azzurro Carboncini e Mornati; il Presidente con il 4 senza PL U23 oro ad Amsterdam: Gandola con il Direttore Esecutivo FISA Matt Smith; Gandola con il Presidente CONI Gianni Petrucci.

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