Un canottaggio torinese tutto d'oro


TORINO, 16 luglio 2012 - Quello che si è appena concluso è stato un week-end memorabile per il canottaggio torinese, le cui emozioni e gioie difficilmente si sbiadiranno con il tempo. Da mercoledì 11 luglio si sono tenuti a Trakai (Lituania) i Campionati del Mondo U23 ai quali l’Italia ha partecipato schierando nove equipaggi maschili e tre femminili. Ben cinque i torinesi chiamati in causa: Alin Zaharia, Gianluca Sapino (Caprera) e Guido Gravina (Cerea) nel quattro senza pesi leggeri, Francesco Pegoraro (Sisport Fiat) nel quattro di coppia pesi leggeri e Gaia Palma (Sisport Fiat) nel quattro di coppia. La flotta azzurra si è presentata a Trakai, dopo un mese di raduno a Piediluco, per gli uomini, e a Varese, per le donne.

A esordire è stato Francesco Pegoraro nel quattro di coppia P.L. assieme a Claudio Provenzano (Telimar), Leone Barbaro (Tirrenia Todaro) e Matteo Mulas (Lavoratori Terni). L’approccio è stato ottimo: vittoria in batteria e miglior tempo che sono valsi l’accesso diretta alla finale di sabato. Si trattava di una barca molto giovane ma il serrate finale in batteria contro la Germania ha dato l’idea della grinta e della determinazione dell’equipaggio. Sabato è arrivato il momento della finale: partenza lenta, passo più deciso, chiusura a colpi di cannone. Pegoraro e soci, dopo un’intera gara alle spalle della Francia, sono riusciti a superare i transalpini negli ultimi 250 metri ed al traguardo il distacco è stato di appena 91 centesimi, quel che bastava per poter essere Campioni del Mondo. La dedica non può che essere rivolta ai suoi allenatori: l’indimenticato Bebo Carando e Massimo Prandini.

Nel frattempo era sceso in acqua anche il quattro senza pesi leggeri guidato dal capovoga Matteo Pinca della Forestale, campione mondiale in carica proprio su questa imbarcazione. Rispetto all’anno scorso l’equipaggio era nuovo per tre quarti. Gli innesti tutti torinesi: Gianluca, Alin e Guido si conoscevano e dal secondo meeting di Varese hanno iniziato la loro avventura in quattro senza assieme a Pinca. L’esito è stato una vittoria a mani basse e questa formazione ha convito il CT Baldacci a ripresentare il 4-P.L. al mondiale lituano. Il titolo mondiale in carica costituiva una grande responsabilità ma sin dal raduno i riscontri sono stati ottimi. Atterrati in Lituania, era l’ora della batteria. La gara è stata gestita perfettamente dall’equipaggio che ha vinto e registrato il miglior tempo. In semifinale la scena si è ripetuta: prima posizione e migliore prestazione cronometrica. Per il titolo mondiale erano i favoriti ma era necessario tenere la concentrazione alta, soprattutto parlando di una finale di un campionato del mondo. Gli azzurri non hanno tradito le attese: la partenza aggressiva ed il passo agguerrito hanno costretto gli avversari a dover lottare per le medaglie di minor pregio. La gioia dei ragazzi è stata incontenibile così come quella di Paolo Braida e Vittorio Altobelli, i tecnici di Cerea e Caprera. E proprio a loro ed alle rispettive società è rivolta la dedica dei ragazzi.

Si tratta di due successi strepitosi, raggiunti perché ricercati e voluti ogni giorno ed in ogni allenamento. Il tricolore che viene issato sopra le altre bandiere, le note del Nostro inno che suonano forti e compatte, quella tanto ambita medaglia d’oro ripagano di ogni goccia di sudore.

E’ mancata la medaglia quest’anno per Gaia Palma dopo l’argento conquistato l’anno scorso ad Amsterdam nel quattro di coppia. Assieme a Giada Colombo (Tritium), Sara Magnaghi (Moltrasio) ed Alessandra Patelli (Sile) si è dovuta accontentare di una quinta posizione.

ANDREA CANATA

 

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