Paolo Caracciolo e il Tricolore Master


ROMA, 09 giugno 2010 - Il Tricolore Master nasce nel 2007, nella mente del suo deus ex machina: l’ingegner Paolo Caracciolo, amante di remi e barche dal lontano 1964 quando una leva di canottaggio venne promossa dal Circolo Canottieri Napoli e portata avanti dal Liceo Umberto I di Napoli.
“Adesso la mia passione e attenzione è rivolta soprattutto ai Master e, al di là del piacere nel seguire le vicende del canottaggio, è sicuramente condizionata dal fatto che sei anni fa ho staccato i remi dal proverbiale chiodo riprendendo così a vogare. Il perché di questo grande attaccamento? Penso che al di là del piacere delle gare e del ritrovarsi tra amici, cercare di far crescere un qualcosa, e nella fattispecie, il mondo master, sia una spinta che riveste un ruolo di non poco conto”.

Ottobre 2007. “Ero a Marsala per il Campionato del Mare – inizia il suo racconto Caracciolo - Proviamo la barca nella giornata di sabato ma la domenica la rimettiamo la barca sul carrello perché si era alzato un vento fortissimo che non ha consentito ai Master di gareggiare. Con il disappunto di essere arrivato in Sicilia senza far nulla, chiesi a Renato Nicetto se potevo creare una manifestazione dedicata solo a questa categoria in un contesto dove la condizioni  meteo difficilmente avrebbero influenzato le gare”.

Domandare è lecito, rispondere è cortesia, una cortesia che in questo caso significa “nullaosta” della Federazione Italiana Canottaggio.
“Con l’assenso dell’attuale past president, telefonai quindi all'Architetto Di Patrizi,  mio amico e presidente del Circolo Canottieri Piediluco per avere eventualmente la sua disponibilità a disputare la futura e ipotetica gara a  Piediluco. Incassato il nuovo OK, mi sono messo in moto”. La prima edizione del Tricolore Master, datata 2008,  è il frutto di una riunione a Piediluco.
“Con gli amici della Federazione ci ritroviamo solo il 12 aprile e il tempo è pochissimo per pubblicizzarla al meglio. Il numero dei partecipanti non è elevato ma sono tutti entusiasti del posto e, soprattutto, della possibilità di competere in una gara riservata ai soli master”.

Nel 2009 raddoppia il numero dei partecipanti e si vedono i primi equipaggi femminili. Per il 2010 (26-27 giugno) ci sono delle novità a Piediluco.
“Fondamentali, in entrambi le edizioni, è stata la disponibilità della Federazione Italiana Canottaggio nel mettere a disposizione le barche.
Adesso ci sono altre tre novità: il campo di regata sarà ad otto corsie rispetto alle sei del 2008 e 2009, ci sarà l’introduzione degli handicap laddovè il numero degli iscritti per categoria dovesse essere inferiore a quattro e, infine, si potrà gareggiare anche con il 2- e 4-“.

E’ l’ora degli auspici, Caracciolo dice e non dice sugli obiettivi.
“I sondaggi sono confortanti ma, per scaramanzia, non voglio fare previsioni sul numero dei partecipanti. Sicuramente l'esistenza del sito Amoremare, diventato testata giornalistica e  dedicato da quest'anno solo ai Master, ha aiutato a far crescere l'interesse ed è importante anche l'entusiamo dei canottieri master dei circoli romani, entusiasmo nato dalle loro riuscitissime cene”.

Il programma del weekend del 26 e 27 giugno sarà molto fitto e prevederà anche qualche appuntamento collaterale
“Ai Master sarà data la possibilità di approfittare del pacchetto turistico messo appunto dal Tour Operator di Todi “I viaggi di Jacopone”. Tale iniziativa, accolta calorosamente dal Sindaco di Todi, è nata da uno spunto del nostro Presidente Gandola: lo condivido in pieno, sono d’accordo con lui quando dice che l'attività dei master dovrebbe legare l'aspetto agonistico ad altri interessi”.
 

Foto FAPRESS.IT © Enrico Artegiani

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