Patenti e carrelli


ROMA, 06 aprile 2010 - A fronte di alcune richieste di chiarimento pervenute allo Sportello FIC, pubblichiamo il parere redatto dal vicepresidente vicario Stefano Comellini e dal giudice arbitro Nicola Moschella.


La corretta individuazione della disciplina applicabile alle regole di conduzione dei carrelli rimorchio richiede l’approfondito esame di quanto disposto nel Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992) agli artt. 56 (Rimorchi), 10 (Trasporti in condizioni di eccezionalità), 116 (Patente….). 

Con particolare riguardo alla questione “massa” del rimorchio è bene individuare, preliminarmente, il significato dei termini di seguito utilizzati.

La “massa minima” (permanente) corrisponde alla tara del veicolo (o del rimorchio); la “massa complessiva a pieno carico” è quella massima raggiungibile.

La massa complessiva è determinata dal costruttore, verificata in sede di collaudo, ed annotato nel campo F.2 della carta di circolazione.

La differenza fra la massa complessiva e la massa minima individua la portata, cioè la massa massima di persone e cose trasportabili con l'autoveicolo o il rimorchio.


Alcuni rimorchi presentano l’indicazione della massa complessiva a pieno carico massima (sulla carta di circolazione) e di una minima (sul libretto di uso e manutenzione e, a volte, anche sulla carta di circolazione). Solo quella che compare sulla carta di circolazione fa fede per determinare la categoria della patente richiesta.

Questo premesso, la patente di categoria B autorizza (art. 116, comma 3, CdS) a guidare un veicolo di massa complessiva non superiore a 3,5 t.

- anche se trainante un rimorchio leggero (fino a 750 kg. a pieno carico – comma 4);

- anche se trainante un rimorchio non leggero con massa a pieno carico non eccedente la massa a vuoto della motrice e tale che la somma dei pesi a pieno carico dei due veicoli (motrice più rimorchio) non superi le 3,5 t..

Fuori dai predetti casi, il rimorchio deve essere trainato con l’estensione E (“Autoveicoli per la cui guida è richiesta la patente delle categorie B, C e D, per ciascuna delle quali il conducente sia abilitato, quando trainano un rimorchio che non rientra in quelli indicati per ciascuna delle precedenti categorie”) sulla patente categoria B.

L’estensione E sulla patente di guida B (art. 116, comma 7, CdS) non equivale alla patente C che, invece, abilitando alla guida di mezzi superiori alle 3,5 t., resta tuttavia vincolata al rispetto del limite di 750 kg. per i carrelli rimorchiati. Nel caso di carrello di peso superiore trainato da veicolo di massa superiore a 3,5 t. si renderà necessaria l’estensione E alla patente C (C più E).

A tal proposito, si rilevi che la “massa complessiva massima” è quella indicata sul libretto e non quella reale, pur inferiore, accertata al momento della contestazione.

Uno schema per chiarire meglio: 

Rimorchio leggero (massa complessiva fino a kg 750)

È sufficiente la patente B. 

Rimorchio non leggero (massa complessiva superiore a kg 750 con massa complessiva non superiore alla massa minima della motrice).

È sufficiente la patente B solo se la somma delle masse complessive a pieno carico, rilevabili dalle carte di circolazione di motrice e rimorchio, è minore o uguale a 3,5 tonnellate; in caso contrario, cioè se questa somma supera le 3,5 tonnellate, necessita la patente B con estensione E. 

Rimorchio non leggero (massa complessiva pari o superiore a kg 750 e superiore alla massa minima della motrice)

Necessita la patente B con estensione E, a prescindere che la somma delle masse complessive di macchina e rimorchio sia maggiore di 3,5 tonnellate.

Alla violazione delle regole fin qui esposte consegue la sanzione prevista al comma 3 dell’art. 125 CdS: “Chiunque, munito di patente di categoria A, A limitata alla guida di motocicli di cilindrata non superiore a 125 cc e di potenza massima non superiore a 11 Kw, B, C o D, guida un veicolo per il quale è richiesta una patente di categoria diversa da quella della patente di cui è in possesso, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 155 a euro 624”.

Alla violazione consegue, anche, la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a sei mesi.

Da ultimo, sono necessarie due precisazioni.

In primo luogo, le violazioni in materia comportano il riconoscimento di una colpa specifica (art. 43 cod. pen.) se ne consegue un evento integrante un reato (ad esempio, un sinistro stradale da cui derivino lesioni colpose o omicidio colposo).

In secondo luogo, si rilevino i possibili riflessi delle violazioni citate sugli aspetti di tutela assicurativa per la responsabilità civile, che potrebbe addirittura venir meno nel caso in cui fosse coinvolto nell’incidente un veicolo per il quale il conducente non è correttamente abilitato alla guida ed al traino del rimorchio.

Fin qui la disciplina generale in tema di abilitazione alla guida di veicoli trainanti rimorchi “leggeri” e “non leggeri”.

Tuttavia, per quanto qui rileva, occorre richiamare le Direttive impartite dal Ministero dei Trasporti - Direzione Generale della M.C.T.C. con nota n. 4494/4630 del 25 maggio 1994, confermate dalla Circolare della Direzione Centrale Polizia della Strada N. 300/A/1/42969/105/3/1 del 25 maggio 2005.

Da tali documenti, emerge una deroga alla disciplina generale sovra riportata per quanto concerne il traino dei rimorchi cd. T.A.T.S. (trasporto di attrezzature turistiche e sportive), previsti alla lett. f) dell’art. 56 del CDS: “rimorchi per trasporto di attrezzature turistiche e sportive: rimorchi ad un asse o a due assi posti a distanza non superiore ad un metro, muniti di specifica attrezzatura atta al trasporto di attrezzature turistiche e sportive, quali imbarcazioni, alianti od altre”.

Già sotto l’operatività del precedente testo del Codice della Strada, il DM 28 maggio 1985, ancora vigente nelle parti che non sono state abrogate da successive disposizioni, aveva meglio specificato tale categoria di rimorchi.

All’art. 1 del DM si definisce, infatti, il “rimorchio T.A.T.S.” come “rimorchio stradale ad un asse o a due assi posti a distanza non superiore ad un metro, munito di specifica attrezzatura atta al trasporto di attrezzature turistiche e sportive, che non devono costituire oggetto di commercio, quali: imbarcazioni, velivoli, veicoli, animali domestici per attività sportive o partecipazione a mostre o a gare”.

In particolare, per tali rimorchi, ai fini del rapporto di non eccedenza con la massa a vuoto del veicolo trainante, si deve considerare il peso in concreto verificato all’atto dell’accertamento e non la massa massima loro propria.

Deve, tuttavia, trattarsi di

  • rimorchio omologato come T.A.T.S.;

  • rimorchio soggetto ad immatricolazione, munito quindi di carta di circolazione e targa propria;

  • ed inoltre il trasporto deve riguardare specifici beni destinati all’uso turistico e/o sportivo, espressamente menzionati nella carta di circolazione (es., barche, alianti, cavalli, ecc.) con allestimento caratteristico di quel solo uso; con esclusione di tutti gli altri; 

  • e quanto trasportato non deve essere oggetto di attività commerciale.

Resta, pertanto, fermo l'obbligo di rispetto dei requisiti e degli obblighi sovra riportati. Il che comporta un controllo effettivo sui documenti del carrello per potersi, se del caso, avvalersi del particolare regime della "pesata" 

 

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