Paola Protopapa la piccola grande forza delle natura, si prepara ad affrontare le giganti atlete dell'U.S.A. ai Mondiali di Poznan


ROMA, 02 agosto 2009 Emozioni, gioie, paure di un'atleta all'apice delle sua carriera, che sa di dover guardare avanti e che ha dentro di se una tempesta di ricordi che non può e non deve rimuovere.
“Ho dovuto superare una selezione in due con, barca prettamente maschile, per poter entrare a far parte della squadra nazionale adaptive di quest'anno. Eravamo tre atlete e ci contendevamo i due posti riservati alle donne, una di noi non avrebbe potuto partecipare ai mondiali che si terranno a Poznan dal 23 al 30 Agosto. Indipendentemente dalla nostra disabilità abbiamo remato a pari e a dispari, ci hanno fatto fare una serie di tirate selettive contro un'imbarcazione composta da un'atleta adaptive e una normodotata, che serviva come parametro di valutazione, a questi test sono seguiti quelli fisiologici, che hanno consentito agli allenatori di avere una panoramica più completa delle caratteristiche degli atleti.” Questo è quanto ci racconta Paola dopo essere tornata a Roma dal raduno selettivo a Gavirate, questo è il suo terzo anno all'interno della squadra nazionale adaptive, dopo aver vinto l'olimpiade di Pechino l'estate scorsa, dopo essersi allenata duramene per tutto l'inverno, ancora aveva il timore di non essere inserita nella squadra, doveva ancora dimostrare qualcosa e lo ha fatto, i tecnici federali l'hanno scelta come prodiera del quattro con.
“Ritengo che gli equipaggi adaptive siano molto all'avanguardia, perché composti per una meta da uomini per l'altra da donne, questo fa si che gli uomini ricerchino la delicatezza nelle remata e che non usino solo la forza, per quanto riguarda le donne invece sono costrette a non mollare un colpo altrimenti la barca si gira e non mantiene la direzione tendendo a scomporsi.” Forse Paola ha proprio ragione questa potrebbe essere una nuova tipologia di allenamento da adottare anche all'interno della nazionale normodotata, un modo per far crescere la sensibilità e la potenza di tutti gli equipaggi Italiani. Paola con i sui occhi brillanti ed un sorriso coinvolgente ci racconta di aver partecipato dopo tanti anni ad una gara di normodotati il 17 maggio a Piediluco per il secondo meeting nazionale. “Mi ha fatto molto effetto, è stato un crescere di emozioni a cominciare dai ricordi, Piediluco è stato l'ultimo campo di regata dove ho gareggiato prima del mio incidente, avevo vinto lì il campionato Italiano senior in due senza e quel giorno avrei di nuovo attraversato il lago sulla stessa barca. E' stata impressionante la felicità e l'emozione che ho provato al barchino delle partenza, nelle mia mente apparivano i flashbeck della gara di 24 anni prima. Solitamente durante le competizioni penso sempre e solo a spingere, cerco di ripetere quello che faccio ogni giorno durate l'allenamento con più grinta, più forza, più tenacia, ma quel giorno tiravo, remavo, volevo ottenere un buon risultato, ma cercavo anche di godermi quella magnifica sensazione della barca che scivolava sul lago di Piediluco immerso tra la montagne dell'Umbria, sperando e credendo che nulla avrebbe potuto fermare la nostra barca, nulla avrebbe interrotto quelle sensazioni.” Ora però Paola sta pensando al suo mondiale vuole mettere a frutto un anno di intensi allenamenti forte del fatto che sa di non arrendersi mai.

Cristina Romiti
Ufficio Stampa Comitato Lazio

 

 

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