Cento di queste selezioni, Giuseppe!!

TRIESTE, 28 giugno 2009 - Ero a Piediluco alle selezioni junior e under 23 da semplice spettatore.
Stavolta non avevo nessun atleta da “accudire”, tranne star a vedere che cosa combinava mio figlio a capovoga dell’otto.
Sono riuscito a vivere due giornate atipiche per un tecnico, nelle quali ho avuto tempo di scambiare quattro chiacchiere in serenità con gli amici allenatori, quelli in particolare con i quali ho condiviso il posto in barca, come quelli con cui ho lavorato in passato in squadra nazionale.
Sono uscito in catamarano a fare un po’ di foto…
E poi soprattutto osservare loro, gli atleti, dai 16 ai 23 anni, che io considero la forza della nostra nazione, non solo di quella sportiva.
Ragazzi e ragazze che si impegnano, che sacrificano, che lottano con tutte le loro forze per un posto in nazionale.
Ragazzi e ragazze che cercano di dare il meglio di loro stessi per indossare la maglia azzurra, per rappresentare l’Italia nelle maggiori competizioni internazionali.
Tutti da ammirare, coloro che la selezione l’hanno superata, come gli altri, che sono la maggioranza, che non ci sono riusciti.
Ragazzi e ragazze con un ideale.
Atleti che sono venuti a Piediluco con un sogno, che forse quest’anno non si sarà avverato, ma che di sicuro si avvererà negli anni a venire.
Sono loro, la migliore nostra gioventù.
Tutti, indistintamente.
Ragazzi che hanno obiettivi, e che lavorano per raggiungerli.
Ragazzi senza tanti grilli per la testa, che sudano e sacrificano, che vincono e perdono, che soffrono e si divertono, in questo splendido microcosmo che è il nostro canottaggio.
Ho assistito a delle belle selezioni, in una bella giornata di giugno, e sono soddisfatto di esser stato presente.
Ma una persona in particolare sono contento di aver incontrato a Piediluco, come sui campi di gara per tutta la stagione, perché mi ricorda sempre, ogni volta che lo vedo, mio padre Mario, che al ritorno dalle gare, alle quali lui non veniva più, mi chiedeva: “Ma il Moioli, c’era il Moioli?”
Erano compagni di squadra alle Olimpiadi di Londra nel ’48: Mario in doppio e Giuseppe in 4 senza. E delle Olimpiadi, dei compagni di allora, mio padre aveva conservato un ricordo bellissimo.
Sì, a Piediluco c’era anche Giuseppe Moioli, con i suoi equipaggi della Guzzi.
In forma, a 82 anni suonati, a seguire i suoi atleti, a portar loro i remi sul pontile, a dare le ultime raccomandazioni.

E allora…Giù il cappello davanti a questo grande uomo!!
Cento di queste selezioni, Giuseppe!!

Maurizio Ustolin

 

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